Mediazione familiare: il puzzle della vita

Mediazione familiare: il puzzle della vita

di Corbi Mariagabriella

Versione PDF del documento

Smontare e svilire il conflitto per assemblare nuovamente i pezzi per la costruzione della propria vita come un puzzle:
 
– la pre-mediazione: favorisce le migliori condizioni emotive su cui tessere una negoziazione , mediante un consuntivo personale ed individuale, coniugale e genitoriale del tempo trascorso insieme, conduce a rivalutare e rivedere l varie motivazioni che hanno influito nella decisione separativa della coppia, le con-cause emotivo-affettive di quest’ultima. Una volta consapevoli che la separazione è definitiva si può proporre la soluzione mediatica;
 
 – il contratto di mediazione: dopo l’accettazione ha inizio la negoziazione. La sottoscrizione di questo contratto è un passo di riflessione e accordi per intraprendere il percorso, nell’osservanza delle regole e degli obiettivi.  I temi da trattare nell’ambito contrattuale sono i più vari: rendere partecipi i figli della separazione quantificare l’assegno di mantenimento, la frequentazione  con le famiglie di origine,  etc.etc.
 
– la tematica della negoziazione: è la parte più impervia e, nello stesso tempo, più facilitante del percorso. Predispone  all’individuazione delle esigenze reali delle parti  agevolando le soluzioni ottimali per entrambi i partner e invoglia a  gestire negoziazioni future. Il mediatore, sulla base delle notizie ricevute, stimola i partner ad elaborare vari rimedi per raggiungere l’obiettivo soddisfacendo i bisogni emersi.
 
–        la redazione degli accordi: alla fine  degli incontri il mediatore fa sottoscrivere  accordi pattuiti in un “atto d’intesa”, che viene poi restituito ad entrambi i partner. A loro volta entrambi sono  liberi di rispettarlo per riordinare  la propria vita o di unirlo agli atti nella procedura legale di separazione personale congiunta, perché le soluzioni condivise e sperimentate devono comunque essere compresi  nell’ottica della normativa vigente. La peculiarità più importante della mediazione è che, riattivando i canali comunicativi della coppia in crisi, offre un aiuto che funge da "valvola di sfogo" per entrambe le parti in causa, valorizzando le persone come protagonisti e non come vittime della crisi, questo,molto spesso, conduce  ad una rimodulazione dell’aggressività a favore della volontà di addivenire a soluzioni a vantaggio di entrambi.
 
La mediazione può indurre a valorizzare il lato positivo della crisi, riflessa dal mediatore non come sconfitta ma come una partenza che può essere finalizzata a metamorfosi positive, a nuove partenze, a diverse soluzioni che si schiudono laddove altre si offuscano. Tutto questo lavoro porta al raffreddamento della competitività e la lotta, anche perché la mediazione rafforza l’idea che comunicare al di là del conflitto è possibile. Ciò è fondamentale e vitale soprattutto in presenza di  coppie con figli; in queste nuclei in crisi, spesso, la prole diventa oggetto di ricatto ed è considerata oggetto di scambio. Per la mediazione invece la co-genitorialità è una meta da raggiungere; essa consente a coloro che sono separati o in fase di separazione di parlare senza rancore e, di conseguenza, di  essere in grado di poter far fronte alle  competenze genitoriali ed al legame con i figli, questo perché favorisce l’aiuto collaborativo tra i due partner al fine di ottimizzare il loro compito come genitori. In mediazione la coppia è facilitata nella negoziazione delle problematiche sia relazionali che economiche inerenti la propria separazione;, i genitori sono stimolati  a trovare accordi che soddisfino i bisogni di tutti i componenti della famiglia, in particolare dei figli.
Nella fase più delicata, in cui la coppia termina e la divisione implica l’ iniziare a trovare il loro percorso, come singoli, pur senza annullare e dimenticare la loro vita comune, le sedute di mediazione si svolgono in uno spazio neutro e accogliente, non giudicante; consentendo  ad entrambi i partner di esplicitare i loro sentimenti e conflitti attenuandoli; di esternare i loro reali bisogni; offrono l’opportunità, in un casting gestito da un professionista neutrale ed empatico,  di comunicare i vissuti e le emozioni portate dall’evento di separazione.
Fondamentale l’opportunità che gli incontri permettono di vedere oltre il momento contingente selezionando ciò che di buono ha dato la storia prima della fine e riflettendolo nel futuro, consentendo così agli ex partner di avere un nuovo punto di partenza ed infondendo la forza e fiducia di andare avanti, sostenendo singolarmente nella ridefinizione della proprio Io individuale.
C’è da dire che la mediazione non è una psicoterapia, non analizza emotivamente il passato della coppia, ma ha la capacità di sintetizzare per ricercare le soluzioni concrete che soddisfino i bisogni e le opinioni contrapposte della coppia in crisi.
Quindi l’attenzione non è focalizzata nel passato, ma se ne tiene conto nell’analisi della situazione contingente per favorire una vita futura più tranquilla. Mediante  l’abbattimento dell’antagonismo, che è presente nella maggior parte delle separazioni e dei divorzi non mediati, fornisce agli ex partner la capacità di raggiungere, senza intermediari, soluzioni vantaggiose per entrambi nel rispetto della privacy di uno studio piuttosto che far loro subire decisioni stabilite da avvocati o decretati giuridicamente dal giudice.
Gli accordi liberamente adottati e sperimentati sono più equi, non inficiano nessuna delle due parti, come invece spesso succede in tribunale; inoltre, proprio per la loro equità, per il fatto di essere plasmati sulle esigenze di ognuno assicurano una percentuale di riuscita nel tempo di gran lunga superiore.
I temi su cui si basano gli incontri e ricorrenti sono:
 
         Sul piano relazionale: affidamento dei figli, analisi dei bisogni di genitori e figli, continuità genitoriale, calendario visite del genitore non affidatario, vacanze, tempi e modi di frequentazione tra i figli e i componenti delle famiglie d’origine, scelte educative, comunicazione della separazione ai figli, comunicazione tra genitori, relazione con i nuovi compagni dei genitori, problematiche legate alla famiglia allargata, etc..
 
          Sul piano delle questioni economiche: determinazione dell’entità dell’assegno a favore dell’ex-partner, gli impegni economici verso i figli, l’assegnazione della casa coniugale, la divisione dei beni comuni, etc.
E’  la coppia che dà priorità alle tematiche da affrontare, talvolta solo alcuni dei temi che presentano caratteristiche emotive difficili da affrontare in una separazione (come informare i figli, come gestire le modalità di visite e alternanza delle festività/ferie) essendo riusciti a conciliare per gli altri aspetti; in questo caso è una mediazione specifica che si basa su  un minor  numero di sedute.
 
Il mediatore, essendo il terzo neutro, non fornisce risposte ai problemi che esse incontrano, egli si limita a facilitare forme di collaborazione, stimolando i partner a trovare soluzioni innovative e personalizzate.
La coppia in mediazione detiene il potere decisionale, è protagonista nella gestione del conflitto e nella tutela dei figli con entrambi i genitori e del ruolo genitoriale di entrambi.
Per i genitori la mediazione è una risorsa da sfruttare beneficiando di tutti i vantaggi che offre:
         A livello individuale: autostima di sè e dell’altro, consente di esternare le emozioni e facilita l’elaborazione del trauma della separazione, favorisce la rideterminazione della propria identità personale e analizza le conseguenze personali derivanti dalla separazione.
          A livello relazionale: c’è un rifiorimento della comunicazione al di là del conflitto, un riconoscimento dei bisogni di genitori, figli e, a volte, delle relative famiglie d’origine; è favorita la continuità e la responsabilizzazione del medesimo ruolo genitoriale; per lo più  le situazioni sono elaborate da entrambi in modo autonomo e non imposte dal genitore economicamente o emotivamente più forte o dall’autorità giudiziaria. Anche se determinata nel tempo e negli scopi la mediazione facilita lo scambio relazionale e, tante volte, la capacità di aiutarsi reciprocamente nell’ambito familiare.
         A livello sociale: i genitori non affidatari diventano più “presenti” sia in modo qualitativo che quantitativo. Non è da sottovalutare la diminuzione temporale e pecuniaria  rispetto alle controversie giudiziarie. Inoltre la mediazione, oltre ad offrire la possibilità di costruzione, aiuta la coppia a facilitare le capacità  negoziali che, una volta terminato l’ausilio del mediatore, si protrarranno nel tempo utilizzandole quando si presenterà un evento legato all’evoluzione dei bisogni e quindi la necessità di creare un nuovo accordo. Parafrasando la mediazione è simile al corso pre-matrimoniale che viene tenuto per gli sposi in alcune religioni; come quest’ultimo avvia la coppia verso un matrimonio più partecipe e sentito, la mediazione li agevola ad affrontare una separazione o divorzio più consapevole ed a “misura di coppia”.
 
 
Dottoressa in Scienze dell’educazione
Consulente dell’educazione familiare
Mediatrice Familiare

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto della settimana 
in una pratica email  direttamente nella tua casella di posta elettronica!

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alla newsletter!