Mediazione civile: accordo raggiunto tra Ministero della giustizia e rappresentanti dell’Avvocatura

Mediazione civile: accordo raggiunto tra Ministero della giustizia e rappresentanti dell’Avvocatura

Redazione

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In attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla questione di legittimità sollevata in ordine alla obbligatorietà della media-conciliazione dalla prima sezione del TAR del Lazio, il Ministro della giustizia Alfano ha promosso un tavolo programmatico, con la partecipazione di rappresentanti del Consiglio nazionale forense (Cnf), degli Ordini e delle Unioni regionali, per aprire un confronto sulla mediazione civile e discutere circa le possibili soluzioni ai problemi sollevati da una parte dell’avvocatura e relativi all’applicazione dell’innovativo strumento di composizione stragiudiziale delle controversie.

Al tavolo, di cui il primo giro di consultazioni si è concluso nella giornata di ieri e al quale non ha partecipato l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), secondo cui l’unica soluzione possibile consiste nel disporre l’abrogazione della obbligatorietà della conciliazione, senza che la procedura di mediazione possa in alcun modo ricadere sul successivo giudizio da incardinare innanzi al giudice, si è discusso dei nodi più complessi dell’amministrazione della giustizia civile e del ruolo svolto in merito dall’avvocatura, intravedendosi alcune «equilibrate» soluzioni alle critiche mosse alla disciplina della media-conciliazione così come configurata da D.Lgs. 28/2010 e dal successivo regolamento di attuazione adottato con D.M. 180/2010.

In particolare, si è convenuto di introdurre l’assistenza necessaria degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria e di costituire una cabina di regia permanente tra il ministro e l’avvocatura per risolvere il problema urgente dello riduzione dell’arretrato civile, con il coinvolgimento dell’avvocatura nella giurisdizione. La promozione della negoziazione assistita affidata ai difensori riguarda le cause di valore superiore ad una soglia determinata, e ad essa si accompagna altresì la previsione dello sfoltimento dell’elenco delle materie con obbligo di media-conciliazione.

Quanto all’assistenza tecnica obbligatoria nella mediazione, il presidente del Cnf ha stigmatizzato l’importanza del risultato raggiunto, che risponde alla insopprimibile esigenza di garantire al cittadino il diritto di difesa qualificata anche nelle procedure di mediazione, esigenza da sempre perorata dall’avvocatura.

Su posizioni critiche è invece rimasto l’Organismo unitario dell’avvocatura che vede perentoriamente l’eliminazione dell’obbligatorietà della media-conciliazione, considerando assolutamente inopportuna la scelta di legare al valore «alto» della controversia la previsione dell’assistenza legale obbligatoria, rischiandosi in tal modo di mortificare, in dispregio della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, i diritti dei cittadini e di favorire solo i grandi studi legali. (Anna Costagliola)

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