Manovra 2018, al via il testo definitivo
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Manovra 2018, al via il testo definitivo

Redazione

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Finalmente ci siamo: il testo del disegno di legge di Bilancio 2018 approda al Senato oggi, con qualche giorno di ritardo rispetto a quanto previsto, e inizia il percorso che entro la fine dell’anno dovrà portare alla sua approvazione definitiva. Il testo della manovra, nella versione che arriva oggi in Parlamento, è formato da 120 articoli e contiene importanti novità in materia di aumento dell’Iva, assunzione dei giovani, sgravi per le imprese e lotta alla povertà. Vediamo allora cosa cambierà a partire dall’anno prossimo.

 

Leggi il testo del Disegno di Legge di Bilancio 2018.

 

No all’aumento Iva nel 2018

Il primo ministro Gentiloni l’aveva promesso, la manovra non delude le attese: i primi articoli della Legge di Bilancio 2018 si occupano di sterilizzare l’incremento delle aliquote Iva per il 2018. Gli italiani possono quindi tirare un respiro di sollievo: anche per l’anno prossimo il governo ha trovato i fondi necessari per impedire l’attivazione delle clausole di salvaguardia dell’Europa. Il pericolo dell’aumento dell’Iva però, è bene notare, resta come ormai di consueto per gli anni successivi: dal 1° gennaio 2019, se non si troveranno i fondi necessari, l’aliquota al 10% salirà di 1,5 punti, e poi di altri 1,5 dal 2020. L’aliquota al 22%, dal canto suo, aumenterà addirittura di 2,2 punti dal 2019 e poi di altri 0,7 dal 2020 e 0,1 dal 2021.

 

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Il Reddito di inclusione

Importante misura che entrerà in vigore l’anno prossimo e che è prevista nel testo della Legge di Bilancio è anche il Reddito di inclusione (Rei). Si tratta di un sostegno alle famiglie più povere che prende le forme di un assegno mensile e il cui importo varia di caso in caso. La buona notizia è l’aumento della cifra massima che può essere corrisposta ogni mese: si sale fino a 530-540 euro nel caso di nuclei familiari numerosi con più di due figli. Più in generale, le risorse del Reddito sono aumentate per 300 milioni nel 2018, 700 nel 2019, 665 nel 2020 e ancora 637 milioni a partire dal 2021.

Dovrebbe allargarsi, fortunatamente, anche la platea di possibili beneficiari dell’assegno, che per ora è ristretto alle famiglie che registrano un indice Isee non superiore a 6mila euro, un patrimonio immobiliare inferiore a 20mila euro e la presenza di figli minorenni, donne incinte, componenti disabili o disoccupati ultra 55enni.

Sgravi per le assunzioni dei giovani

Molto attese anche le misure volte a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Il testo della Legge di Bilancio conferma la proposta di concedere nel 2018 uno sgravio sui contributi del 50% per tre anni per tutti i contratti attivati con lavoratori che abbiano meno di 35 anni. Lo sgravio scende però a un solo anno in caso di trasformazione a tempi indeterminato di un contratto di apprendistato. Dal 2019, inoltre, il bonus sarà valido per le sole assunzioni dei giovani sotto i 29 anni.

L’incentivo sale comunque al 100% delle contribuzioni per le assunzioni di giovani disoccupati nelle Regioni del Sud, di studenti in alternanza o apprendisti e di under-35 “Neet”.

Super-ammortamento e iper-ammortamento

Novità importanti per le imprese anche sul fronte del super- e dell’iper-ammortamento. Il super-ammortamento, che fino a quest’anno permetteva di aumentare del 40% il costo d’acquisto di nuovi beni strumentali, è confermato nella sostanza ma scende di valore: la maggiorazione nel 2018 sarà solo del 30%, mentre saranno esclusi gli autoveicoli. L’iper-ammortamento, invece, che riguarda gli investimenti delle aziende in nuove tecnologie, è confermato al 150%.

Da segnalare anche il credito di imposta al 40% per le spese sostenute per la formazione 4.0, fino a un tetto massimo di 300mila euro.

Il rinnovo dei contratti degli statali

Estremamente importante anche la conferma del rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici, attesa ormai da anni. I dipendenti della pubblica amministrazione centrale riceveranno il tanto promesso aumento medio in busta paga di 85 euro al mese, sbloccando di fatto una situazione che da qualche tempo era divenuta insostenibile in molti regioni italiane. E non solo: la nuova Legge di Bilancio stabilisce che nel 2018 le soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro (il famoso “bonus Renzi”) cresceranno da 24mila a 24.600 e da 26mila a 26.600 euro. Questo vuole dire, ovviamente, che gli statali che otterranno nuovi stipendi più alti non saranno esclusi dalla misura.

Agevolazioni sui trasporti pubblici

Tra le altre novità contenute nel disegno di Legge di Bilancio 2018 che approda oggi in Senato segnaliamo le agevolazioni fiscali sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. In buona sostanza, sarà possibile dall’anno prossimo detrarre dall’imposta lorda il 19% del costo degli abbonamenti dei trasporti locali, regionali e interregionali fino a un massimo di 250 euro. Non solo: la detrazione sarà valida anche per i datori di lavoro, nel caso in cui quest’ultimo sostenga le spese per i mezzi pubblici usati dai dipendenti o dai loro familiari, oppure ancora nel caso in cui rimborsi loro tali spese.

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