Liberalizzazioni: domani il decreto

Liberalizzazioni: domani il decreto

di Redazione

Versione PDF del documento

Domani il Consiglio dei ministri licenzierà il decreto liberalizzazioni più volte annunciato dall’esecutivo. Disponibile intanto la bozza del decreto che verrà presentata domani alla riunione del Consiglio dei ministri.
La bozza è composta di 44 articoli. Il testo è di 107 pagine e comprende una relazione introduttiva sulle motivazioni del decreto e la sua articolazione in singoli punti.
Nel documento, si legge tra l’altro: “È un primo intervento ad ampio raggio che è il frutto della convinzione di dover agire in tutte le direzioni, ovunque sia possibile inserire stimoli competitivi. Dunque, è l’inizio di una politica economica orientata alla crescità’.
Nella relazione, si spiega che bisogna “difendere le tutele sociali e il potere d’acquisto dei cittadini”, perché “il quadro economico internazionale, il livello del debito pubblico, la crescita al rallentatore non consentono più al paese sacche di privilegi e rendite di posizione”.
Confermando le smentite arrivate dal governo nei giorni scorsi, nell’ultima bozza sulle liberalizzazioni non compaiono interventi di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Nella sua conferenza stampa di ieri a Londra, a termine dell’incontro con il primo ministro britannico David Cameron, Mario Monti aveva sottolineato che “il pacchetto di liberalizzazioni è caratterizzato da una politica di distribuzione dei sacrifici per rilanciare l’economià’.
Da qui, “le misure per ridurre rendite e privilegi, che comprendono anche le professioni, le farmacie, i servizi pubblici”.
La prossima settimana riprenderà la trattativa tra governo e sindacati in vista del prossimo decreto dell’esecutivo che affronterà la riforma del lavoro.
La prima riunione è fissata per lunedi’ 23 gennaio alle 10 presso Palazzo Chigi.
Restano in campo il pacchetto sui servizi pubblici locali e la società a responsabilità semplificata per i giovani con meno di 35 anni che potranno costituire una società con un capitale minimo di 1 euro e una comunicazione unica telematica al registro delle imprese. A Palazzo Chigi il compito di monitorare la promozione della concorrenza a livello regionale e locale e di supportare gli enti locali nella dismissione delle partecipazioni nei servizi pubblici. Restano anche il rafforzamento della class action e il pacchetto professioni.
Non trova spazio invece il pacchetto sull’Agenda digitale, sollecitato anche ieri, durante un’audizione alla Camera, dal presidente dell’Authority per le comunicazioni Corrado Calabrò
Vediamo nel dettaglio le misure che si evincono dalla lettura della bozza.

 

SEPARAZIONE ENI-SNAM
Via libera alla separazione proprietaria della rete gas Snam dall’Eni .La separazione scatterà con un d.P.C.M. da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.

 

L’AUTORITÀ PER LE RETI
Cambia nome l’Authority per l’energia: sarà l’Autorità per le reti con competenze nel settore dei trasporti, inclusi i taxi, con la fissazione del numero di licenze (sentiti i sindaci) e i livelli delle tariffe. La stessa Autorità dovrà eventualmente proporre al governo la separazione proprietaria della rete ferroviaria. Eliminato l’obbligo di applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario.

 

TARIFFE E ASSICURAZIONI
Vengono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime, con obbligo di comunicazione del preventivo.
Per ridurre le tariffe Rca, gli assicuratori avranno l’obbligo di informare il cliente sulle proposte di almeno tre diverse compagnie. Viene inoltre eliminata la procedura del risarcimento diretto del danno subito dal conducente non responsabile, correttivo che dovrebbe portare a ridurre il premio assicurativo. Riduzione delle tariffe per gli automobilisti che autorizzeranno le assicurazioni a installare una ‘scatola nerà che registrerà l’attività del veicolo. Pene più severe per le frodi sulle attestazioni di invalidità derivanti da incidenti. Salta però la misura fortemente contestata dagli assicuratori sul divieto di collocamento diretto o attraverso agenti monomandatari dei prodotti ai clienti finali.

 

ISTITUTI DI CREDITO
Gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, se condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti, a «sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi». Arriva il conto corrente bancario di base. Sarà un decreto, in assenza di una convenzione con l’Abi, a fissarne i criteri. Prevista l’individuazione ex lege delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi con bancomat.

 

FARMACIE
Inoltre Si allarga il capitolo farmacie, con libertà di orari e turni e sconti estesi anche ai farmaci di classe A quando non sono rimborsati dallo Stato.

 

TAXI
Ieri sera una delegazione dei sindacati dei tassisti si è recata a Palazzo Chigi per sottoporre al governo le proprie proposte scaturite dalle assemblee svoltesi al Circo Massimo, dove continua il presidio della categoria.
Nelle loro proposte, i sindacati affrontano i temi caldi della trattativa con il governo: modalità di assegnazione delle licenze, ruolo dell’Authority dei trasporti e competenze dei sindaci. Le modifiche rispetto al documento consegnato ai sindacati, dà all’Authority funzioni di coordinamento e controllo del settore ma non di assegnazione delle licenze. Quest’ ultime rimarrebbero competenza dei sindaci che dovrebbero rilasciarle d’ intesa con i sindacati di categoria.

 

da www.lagazzettadeglientilocali.it

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it