L’estromissione della parte nel processo

L’estromissione della parte nel processo

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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L’estromissione è l’uscita di una parte dal processo, chi è parte perde la qualità di parte.

Esistono tre figure espressamente previste di estromissione:

Estromissione del garantito (art. 108 c.p.c.)

Estromissione dell’obbligato (art. 109 c.p.c.)

Successione a titolo particolare nel diritto controverso (art. 111 c.p.c.).

L’articolo 354 del codice di procedura civile parla di estromissione a titolo generale.

Prevede che sia una causa di remissione al primo giudice il fatto che non doveva essere estromessa una parte (l’erronea estromissione della parte determina la rimessione della causa al giudice di primo grado).

Una figura di estromissione è stata elaborata da parte della dottrina, la cosiddetta estromissione impropria.

Si avrebbe nelle ipotesi di sentenze di inammissibilità.

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Le ipotesi dichiarate inammissibili, sarebbero altrettante ipotesi di estromissione impropria.

Secondo questa opinione troverebbe applicazione l’articolo 354 del codice di procedura civile.

Questa opinione è stata oggetto di disappunto per due motivi.

Nelle ipotesi di estromissione propria l’estromissione avviene con il concorso di volontà dell’estromesso, mentre le ipotesi di espromissione impropria avvengono contro la volontà dell’estromesso improprio.

Nel caso dell’estromissione propria l’estromesso è soggetto alla cosa giudicata materiale, mentre nel caso di estromissione impropria la sentenza di inammissibilità dell’intervento equivale a un rigetto in rito della domanda.

L’articolo 108 del codice di procedura civile, prevede l’ipotesi che il garante comparisca e accetti di assumere la causa in luogo del garantito.

Accetta di stare in giudizio in nome proprio per un diritto altrui.

In presenza di simili circostanze, se le altri parti non si oppongono, il garantito può chiedere di essere estromesso dal giudice con ordinanza, ma è sempre soggetto alla cosa giudicata.

Non si applica nelle ipotesi di chiamata in garanzia, ma di presenza del terzo garante.

Può avvenire o per chiamata di una parte (art.1485 c.c.), o anche a seguito di  presa di posizione volontaria.

L’opposizione della altre parti deve essere motivata, un’opposizione senza ragione può essere sindacata dal giudice.

Se si ha l’opposizione il giudice lo deve pronunciare con sentenza.

Se l’estromissione viene pronunciata con ordinanza, la stessa è pronunciata su accordo delle parti e non può essere revocata o modificata dal giudice.

L’articolo 177 comma 2 del codice di procedura civile, prevede che, di solito, le ordinanze siano revocabili o modificabili dal giudice che le ha pronunciate.

 

Alcuni sostengono che l’estromesso possa anche impugnare.

È preferibile l’opinione contraria perché l’estromissione avviene con il consenso della volontà dell’estromesso, egli accetta anche il risultato negativo.

In un momento successivo si può rivalere nei confronti del garante.

Al fine di impugnare la sentenza, non basta essere soggetti della cosa, è necessario essere stati parte del processo, e l’estromesso non lo è.

L’estromissione non trova applicazione nelle ipotesi di chiamata in garanzia.

Esempio

Tizio rivendica il bene nei confronti di Caio compratore.

Caio propone una domanda di garanzia nei confronti di Sempronio.

Se Sempronio diventasse sostituto processuale di Caio, Sempronio sarebbe allo stesso tempo, rispetto la domanda in garanzia, attore e convenuto.

Questo istituto trova di sicuro applicazione nel caso della garanzia reale, mentre si esclude nel caso della garanzia personale.

Nel codice del 1865 una norma come quella dell’articolo 108 del codice di procedura civile, era inserita nell’ambito di in una parte relativa alla garanzia reale.

Anche oggi l’articolo 108 del codice di procedura civile è inteso nel senso della norma del 1865.

Esistono delle ipotesi di garanzia personale nelle quali potrebbe trovare applicazione.

Nel caso delle obbligazioni solidali paritarie il diritto di regresso (diritto di garanzia) sussiste reciprocamente tra gli obbligati solidali.

Con l’estromissione del garantito non si concilia bene l’ipotesi che il garante sia un altro obbligato solidale, perché tra loro sono garanti, esiste un diritto di regresso reciproco.

Questa è la ragione per la quale i nel caso delle obbligazioni solidali paritarie non può avere luogo l’estromissione del garantito.

Nel caso delle obbligazioni solidali dipendenti potrebbe trovare applicazione l’estromissione del garantito nell’ipotesi della fideiussione: se viene chiamato in causa l’obbligato questi potrebbe chiamare in causa il fideiussore, e questi potrebbe stare in causa in luogo del garantito.

L’articolo 1592 del codice civile, viene interpretato in modo analogo all’articolo 1485 del codice civile.

Afferma che se il fideiussore adempie senza dar notizia all’obbligato principale, lo stesso può proporre nei suoi confronti le eccezioni che avrebbe potuto opporre nei confronti del creditore.

Si determinerebbe una sorta di inversione dell’onere della prova.

Nel danno da circolazione di autoveicoli, c’è una responsabilità oggettiva del proprietario solidalmente con il conducente, ma il diritto di regresso è a favore del proprietario nei confronti del conducente.

Se venisse convenuto in giudizio il proprietario, potrebbe chiamare in causa il conducente che potrebbe assumere la causa in luogo del garantito.

Le ipotesi contenute nel codice civile

Altre disposizioni sono contenute nell’alveo del codice civile.

Si tratta di elementi speciali che, secondo alcuni, non darebbero luogo a ipotesi di espromissione in senso proprio.

L’articolo 1586 comma 2 del codice civile, prevede l’estromissione del conduttore se i terzi che pretendano di avere diritti sulla cosa locata agiscano in via giudiziale e il locatore sia chiamato nel processo.

L’articolo 1777 comma 2 del codice civile, prevede l’estromissione del depositario se sia convenuto in giudizio da chi rivendica la proprietà della cosa o pretende di avere diritti su di essa e sempre che il depositario indichi la persona del depositante e abbia previamente denunciato la controversia allo stesso.

Il meccanismo di azione

L’estromissione di una parte dal processo, ha bisogno di una pronuncia del giudice sotto forma di ordinanza (art. 108 c.p.c.), subordinata al consenso delle altre parti.

La sentenza pronunciata nei confronti delle parti tra le quali il processo continua vincola anche l’estromesso.

Un’autorevole dottrina ha osservato che se l’estromissione è pronunciata con sentenza, difficilmente si può distinguere da una pronuncia assolutoria sul merito o, se si preferisce, “assolutoria dall’osservanza del giudizio” mentre, se è pronunciata con ordinanza nel corso del giudizio, sembra dubbio che realizzi un’autentica uscita dal processo, perché si deve ritenere che la sentenza successiva produca effetti anche nei confronti dell’estromesso.

La giurisprudenza ha affermato che la sentenza definitiva di estromissione dal giudizio di un soggetto privo di legittimazione passiva ha il valore di una pronuncia di rigetto della domanda proposta contro questo soggetto, ed esaurendo nei suoi confronti la materia del contendere, deve provvedere al regolamento delle spese del relativo rapporto processuale.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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