Legge Elettorale Bloccata: rinviata discussione alla Camera

di Redazione

La Commissione ha bisogno di più tempo per esaminare la legge elettorale alla luce di quanto previsto dalla Corte Costituzionale lo scorso 25 gennaio 2017. Questa la novità annunciata dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali Andrea Mazziotti di Celso, a giustificazione del posticipo della discussione in Aula alla Camera, da mesi pianificata per oggi.

Il Presidente della Commissione permanente Mazziotti di Celso, come accennato, ha infatti inviato una lettera al Presidente della Camera Laura Boldrini per comunicare che i lavori preparatori della Commissione non sono ancora conclusi. Le proposte di legge e le possibili modifiche da apportare alla legge elettorale sono infatti molte: da venerdì la Commissione sta procedendo innanzitutto a singole audizioni su punti precisi della normativa vigente.

 

Legge Elettorale dopo la Consulta

Attualmente, in Italia vigono due leggi elettorali diverse per i due rami del Parlamento.

L’elezione della sola Camera dei Deputati è disciplinata dall’Italicum, la legge elettorale approvata sotto il governo Renzi nel 2015. Quella del Senato, invece, è disciplinata dalla Legge Calderoli, approvata nel 2005, comunemente chiamata Porcellum e dichiarata in parte incostituzionale nel 2014. La stessa è rimasta in vigore dopo l’applicazione di alcune modifiche.

Il 25 gennaio scorso la Corte Costituzionale si è espressa anche sull’Italicum, stabilendo la necessità di revisionare alcune parti del procedimento elettivo previsto. Ha poi specificato che, seppur già applicabile così come risultata dalla cassazione di alcune sue parti, perché sia garantita la piena governabilità e rappresentanza è necessario che il Parlamento ridisegni la sua struttura complessiva.

 

Quali sono le modifiche richieste dalla Consulta?

No al Ballottaggio 

Avrebbe determinato una lesione della rappresentatività degli elettori, comprimendo “eccessivamente il carattere rappresentativo dell’assemblea elettiva e l’eguaglianza del voto“. Anche “il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza e non diventa un premio di governabilità”. Non paragonabile al ballottaggio per i sindaci, che avviene in maniera diretta e per una carica monocratica.

Sì ai Capilista bloccati 

Capilista bloccati sono legittimi, in quanto ad essere bloccati sono solo i capilista, non le intere liste (come nel Porcellum). All’interno delle liste presentate in cento collegi plurinominali di dimensioni ridotte, l’elettore può esprimere sino a due preferenze, quindi ha ancora margine di scelta apprezzabile. Infine, secondo la Consulta, i capilista sarebbero espressione del metodo democratico con cui i cittadini sono chiamati a partecipare alla politica nazionale.

Sì al Premio di Maggioranza 

E’ considerato ragionevole per la lista che raggiunge il 40 per cento dei voti. In particolare, alla stessa sono riservati 340 seggi alla Camera. Ciò, a detta della Corte, sarebbe in accordo “con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale”.

 

Nuova legge elettorale: le prime proposte

Nel frattempo, arrivano le prime proposte di modifica.

Si è proposto l’innalzamento  della soglia di sbarramento per entrare nel Parlamento dal 3 al 5 per cento. Una modifica che svantaggerebbe, ovviamente, le formazioni politiche più piccole. Si discute inoltre dell’abbassamento dal 40 al 37 per cento della soglia per l’accesso al premio di maggioranza. Una terza proposta chiede che il premio sia attribuito sia alla Camera sia al Senato se il partito ha superato la soglia in entrambe le Camere.

Si tratta, come detto, per ora solo di proposte. Bisognerà attendere i prossimi giorni per capire davvero quando il dibattito approderà ufficialmente alla Camera.

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