Legge di stabilità, il testo finalmente al Quirinale

Legge di stabilità, il testo finalmente al Quirinale

Redazione

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Legge di stabilità, il testo finalmente al Quirinale
La manovra 2015 è ora all’esame del Capo dello Stato. Giovedì l’incontro Governo-Regioni. Il presidente dell’Anci Fassino: “I tagli alle Regioni potrebbero ripercuotersi sui Comuni”

Con un giorno di ritardo rispetto al previsto e mentre infuriano le critiche da parte dei Comuni contro la manovra, il testo del disegno di legge di stabilità è approdato al Quirinale in attesa di bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato, prevista per oggi. Il Colle fa sapere in una nota che la legge sarà “adesso oggetto di un attento esame essendo per sua natura un provvedimento molto complesso”.

Mentre il testo sarà all’esame del Quirinale, si svolgerà il confronto con le Regioni e con i Comuni: il governo li ha convocati per domani mattina alle 8 per discutere della legge di stabilità. In vista dell’incontro il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha convocato per stasera alle 18.30 i governatori, per fare il punto della situazione e mettere a punto le richieste da avanzare a Renzi per modificare la Finanziaria.

Sulla manovra è intervenuto il presidente dei Comuni italiani, il sindaco di Torino Piero Fassino, che al termine della riunione dell’ufficio di presidenza sulla legge di stabilità e a pochi giorni dalle proteste dei presidenti delle Regioni ha chiesto anche lui un incontro con l’esecutivo spiegando che “non solo il taglio da 1,2 miliardi”, ma anche i tagli alle Regioni potrebbero “ripercuotersi sui Comuni”. Un malumore, quello di Fassino, condiviso dal governatore piemontese Sergio Chiamparino che da presidente ha convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni per oggi, mercoledì, in vista dell’incontro con il governo in agenda per domani mattina.
> la risoluzione Anci approvata ieri con le richieste dei sindaci

L’attesa del giudizio Ue
L’attesa è alta: la posta in gioco sono gli aggiustamenti che la Commissione europea potrebbe chiedere all’Italia (fonti autorevoli riferiscono di una richiesta di aggiustamento strutturale di mezzo punto di Pil: tradotto, 8 miliardi di risparmi aggiuntivi). Nella partita pesano la vecchia Commissione (Barroso, presidente uscente, ha la posizione più dura), la nuova (Junker potrebbe rivelarsi più “accondiscendente”), e la mediazione messa in atto dal presidente del Consiglio Van Rompuy. Il governo spera che la Commissione sorvoli sul mancato rispetto dei parametri, ma sembra una soluzione improbabile: uno – anche se il peggiore – degli scenari possibili è che Bruxelles chieda una correzione dello 0,5 per cento come impongono alla lettera i Trattati, senza sconti. Una soluzione costosa per l’Italia, in termini di immagine e sui mercati.

Le critiche
Critico invece il presidente dei deputati di Fi, Renato Brunetta, che chiede: “Cosa pensa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sempre così attento al dettato costituzionale, soprattutto quando esso ha riflessi internazionali, di quanto sta succedendo in tema di Legge di stabilità?”. Brunetta ha poi aggiunto: “Bene, il governo italiano ha approvato, forse, il 15 ottobre, la cosiddetta “copertina” del suo disegno di Legge di Stabilità, e ha mandato, forse, alla Commissione europea un testo che, a detta di tutti gli analisti, è a tutt’oggi in fase di scrittura e riscrittura. Ma siamo al 21 ottobre e ancora questa mattina il testo definitivo non è arrivato sul tavolo del Quirinale per gli adempimenti previsti dalla Costituzione”.

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