Legge di stabilità ecco i ritocchi su ricongiunzioni e comuni

Legge di stabilità ecco i ritocchi su ricongiunzioni e comuni

di Redazione

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Ricongiunzioni pensionistiche non più onerose per i lavoratori pubblici passati ad un altro settore prima del luglio 2010, trasferimento del gettito Imu ai comuni e ammorbidimento del patto di stabilità interno

 

Alessandro Camillini (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Il pacchetto in versione ristretta degli emendamenti dei relatori al Senato della legge di stabilità inizia ad avere una connotazione definitiva; tratta infatti di ricongiunzioni pensionistiche che non sono più onerose per i lavoratori pubblici passati ad un altro settore prima del luglio 2010, di trasferimento del gettito Imu ai Comuni mediante un meccanismo di compensazione per lo Stato e di ammorbidimento del patto di stabilità interno.
Ad ogni modo altre correzioni verranno apportate alla legge soprattutto alla luce di questioni ancora in sospeso; i relatori Tancredi (Pdl) e Legnini (Pd), infatti, a confronto con il Governo hanno individuato due problematiche principali, la Tobin Tax e la copertura per le nuove risorse per la Cig in deroga. Altra questione da risolvere, in realtà, resta anche la “mini – patrimoniale”  su titoli e strumenti finanziari partita sotto forma di bollo con il decreto Salva Italia.
Proprio su quest’ultimo decreto una modifica pare cosa certa, l’ipotesi più plausibile è di inserire un “tetto” anche per il 2013 (che varierebbe tra i 4 mila e i 5 mila euro). In merito alla Tobin tax sarebbe confermato lo schema che prevede la partenza della tassa dal 1° marzo del 2013, tuttavia è molto probabile l’aggiunta di una terza aliquota maggiorata specificamente per l’anno 2013.
Inoltre, nel vertice di ieri sera fra Governo e relatori, è stato discusso anche della copertura per le nuove risorse per la Cig in deroga. L’idea iniziale di reperire la dote dai fondi interprofessionali (Inps) ha suscitato le ire non solo delle aziende ma anche dei sindacati e persino di una parte del Pd.
Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, si è espresso così a riguardo “ siamo assolutamente contrari a che il governo e il Parlamento decidano di dimezzare nel 2013 le risorse destinate alla formazione dei lavoratori”. Fino a ieri sera, tuttavia, non si avevano notizie dell’individuazione di una copertura diversa, c’è di più, la situazione non si è sbloccata nemmeno dopo la visita in commissione Bilancio al Senato, del ministro del Lavoro Fornero.
Risulta, invece, pronta la soluzione per le ricongiunzioni pensionistiche ideata dalla stessa Fornero, la conferma di ciò è giunta da Cesare Damiano e Luisa Gnecchi (Pd) dopo aver incontrato il ministro con la commissione Lavoro della Camera. L’emendamento che verrà presentato al Senato risolve il problema delle ricongiunzioni contributive onerose dei lavoratori passati dal pubblico impiego (o da un fondo sostitutivo ed esonerativo) all’Inps prima di luglio 2010.
“La parte non completamente risolta – hanno spiegato Damiano e Gnecchi – riguarda le situazioni successive” a questa data. In queste circostanze la ricongiunzione gratuita è stabilita solo per la pensione di vecchiaia, con l’estromissione quindi di quella di anzianità. Ci sono anche altri ritocchi che, a breve, verranno discussi poiché rimasti in sospeso dopo il passaggio del testo alla Camera; vanno dalla sicurezza al parziale salvataggio dei precari della Pa.
La commissione, vista la ristrettezza dei tempi, dovrà terminare l’esame del testo non più tardi di sabato; infatti il provvedimento giungerà in Aula lunedì 17 dicembre per essere approvato il medesimo giorno o al massimo quello successivo. Immediatamente dopo il testo ritornerà a Montecitorio per il via libera finale previsto per il 20 o il 21 dicembre. La stabilità ingloberà larga parte del decreto salva – infrazioni (Monti – bond), un pacchetto di proroghe ( vedi passaggio delle funzioni ai Comuni dopo la bocciatura del Dl Taglia Province), le modifiche al decreto sviluppo rimaste in sospeso alla Camera e le misure sul Tfs degli statali e il decreto Ilva dovrebbe proseguire il proprio iter in tutta autonomia.

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