Le risorse PNRR per la qualificazione del personale della Pubblica Amministrazione

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza pone si pone l’obiettivo di investire sulle competenze del personale della Pubblica Amministrazione.

In tale direzione il D.L. 80/2021 (c.d. D.L. reclutamento) persegue la finalità di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni.

Le competenze del personale come asse portante delle riforme

La realizzazione del programma di riforme e investimenti PNRR si muove su quattro assi principali, definiti anche l’ABC della Pubblica Amministrazione: Accesso; Buona amministrazione; Competenze; Digitalizzazione.

Per quanto attiene alle competenze, il perfezionamento dei percorsi di selezione e reclutamento è una rotta fondamentale per acquisire le migliori competenze ed è determinante ai fini della formazione, della crescita e della valorizzazione del personale della Pubblica Amministrazione.

Tale obiettivo si realizza mediante l’adozione di nuova strumentazione che fornisca alle amministrazioni la capacità di pianificazione strategica delle risorse umane. Per raggiungere tale obiettivo si intende investire su diverse linee di intervento.

Da un lato, una revisione dei percorsi di carriera della PA, che introduca maggiori elementi di mobilità sia orizzontale tra Amministrazioni, che verticale, per favorire gli avanzamenti di carriere dei più meritevoli e capaci e dall’altro, differenziare maggiormente i percorsi manageriali.

Tema centrale di questa linea di azione è il miglioramento della capacità formativa della PA.

Il D.l. reclutamento per rafforzare la P.A.

La nuova disciplina è quella modificata da ultimo dal D.L. 80/2021 (c.d. D.L. reclutamento), il quale si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Pnrr e di garantire l’efficienza della giustizia

Il primo obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni è realizzabile attraverso percorsi di crescita professionale al fine di aumentare l’attrattività del pubblico impiego. Lo scopo è quello di incentivare la partecipazione dei dipendenti alle attività di formazione anche attraverso la previsione di requisiti necessari a ottenere i diversi tipi di progressione.

Uno studio del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce quali sono le linee di investimento, chiarendo la portata di tali misure.

La prima linea di investimento del Pnrr per le competenze nella Pa.Il Pnrr investe 139 milioni nella formazione individuale dei dipendenti pubblici. Articolando la spesa lungo tre dimensioni: finanziamento dell’offerta, attraverso la messa a disposizione di opportunità formative digitali e no, lungo gli assi strategici di riforma, per tutta la Pa; finanziamento della domanda dei singoli enti; finanziamento della domanda individuale attraverso logica di voucher formativi. Si aggiungono le risorse destinate ai voucher formativi. Per tutti gli ambiti formativi più specialistici una delle novità più importanti e la fetta più grande (125 milioni) dei 139 milioni investiti dal Pnrr sulla formazione dei dipendenti pubblici sono voucher formativi. Con un valore medio di 500 euro ciascuno per almeno 250.000 dipendenti pubblici, da poter utilizzare per arricchire la propria formazione, in coerenza con le sfide del ruolo e gli obiettivi individuali ed organizzativi. Inoltre, queste risorse rappresentano la dote per i Mooc, corsi online sulle nuove competenze. Il Pnrr investe sulla dirigenza pubblica attraverso lo sviluppo di quadri interpretativi e schemi di intervento comuni e la condivisione di casi di successo e scambi di esperienze. Con una dote di 4 milioni vengono costituite 20 Comunità di Pratica, ciascuna pensata per ampi gruppi di 100-150 dirigenti provenienti da amministrazioni diverse, ma appartenenti alla stessa filiera di policy per accompagnare il Pnrr. Infine, la seconda linea di investimenti Pnrr sul capitale umano della Pa.

La seconda linea di investimento per il capitale umano della Pa punta sullo sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro. Con tali risorse si intende finanziare progetti di cambiamento organizzativo promossi dagli enti locali.

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Il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione ha avuto di recente una brusca accelera­zione a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Dopo una prima fase di digitalizzazione forzata di alcune attività amministrative – che si è resa necessaria in seguito all’adozione da parte del Governo italiano di misure di contenimento della pandemia – nel corso dei mesi è emersa con evidenza l’esigenza di giungere, in prospettiva futura, alla conclusione del percorso di trasformazione digitale avviato oltre quindici anni fa ma ancora, in larga parte, incompiuto. Il Decreto Legge “Semplificazioni” (D.l. n. 76/2020) contiene alcune disposizioni molto rilevanti in mate­ria di digitalizzazione dell’attività amministrativa: si tratta di uno dei provvedimenti normativi più importan­ti degli ultimi anni. La parola chiave è “switch off”, cioè “spegnere”, ovvero abbandonare le modalità di lavoro ed erogazione dei servizi diverse da quelle indicate dal Legislatore. Dopo una lunga convivenza forzata con la carta, la mo­dalità digitale diventa (obbligatoriamente) l’unica modalità di gestione dei procedimenti amministrativi e di erogazione di servizi pubblici a cittadini e imprese. Due le novità rispetto al passato. Da un lato il termine assai breve dato alle amministrazioni per organiz­zarsi e una scadenza ravvicinatissima: il 28 febbraio 2021. Dall’altro, l’obbligo di ricorrere a soluzioni, siste­mi e piattaforme unici per tutte le amministrazioni (SPID, CIE, pagoPA, appIO). Il segnale è chiaro: non ci sono più scuse per rimandare la trasformazione digitale che diventa, quindi, una vera e propria urgenza per tutte le amministrazioni. La presente analisi si propone di mettere in fila le prossime scadenze per provare a stimolare un approc­cio alla trasformazione digitale in cui i singoli adempimenti, non più trattati come monadi, siano considera­ti, in una prospettiva unitaria, come una parte di una strategia complessiva. La scelta di realizzare una guida agli switch off trova ragion d’essere proprio nella necessità per le ammi­nistrazioni di avere, alla luce dei recenti interventi legislativi, un quadro sistematico e aggiornato delle nor­me vigenti. Questo testo – almeno nelle intenzioni e anche attraverso il tono discorsivo dell’esposizione – vuole es­sere utile non solo alle amministrazioni, ma anche ai loro fornitori e consulenti che vogliano approfondire in modo agevole le attività da porre in essere per concludere il processo di trasformazione digitale. La trattazione, che non ha pretesa di esaustività, mira a fornire una sintetica ma puntuale guida alle prin­cipali scadenze che vengono analizzate criticamente con l’indicazione di tutte le risorse utili per un ulterio­re approfondimento. Siamo sempre più convinti, infatti, che la crescente complessità delle regole dell’amministrazione digita­le sia una delle ragioni della loro scarsa attuazione. Il primo capitolo è dedicato all’introduzione alla normativa e alla strategia nazionale sulla trasformazio­ne digitale. Il secondo capitolo contiene una ricostruzione complessiva degli obblighi in capo alle amministrazioni e dei diritti digitali di cittadini e imprese. Il terzo capitolo approfondisce gli switch off del 28 febbraio 2021 e le attività da effettuare entro tale data. Il quarto capitolo, infine, ricostruisce le sanzioni e le responsabilità per gli Enti che non ottemperano al dettato normativo. L’obiettivo, ambizioso, è quello di aiutare le amministrazioni in questo delicato passaggio, fondamentale per renderle sempre meno distanti dai cittadini e sempre più orientate al servizio della comunità.    Ernesto BelisarioAvvocato cassazionista, è specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione. Si occupa da anni di diritto delle tecnologie e innovazione nel settore pubblico, assistendo imprese e pubbliche amministrazioni in questioni relative al diritto delle tecnologie e del diritto amministrativo in ambito stragiudiziale e giudiziale. È stato Consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e componente del Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale italiana. È il curatore di lapadigitale.it, progetto di informazione e formazione di Maggioli Editore.Francesca RicciulliAvvocato. Assiste pubbliche amministrazioni, imprese e società pubbliche in questioni relative al diritto amministrativo e al diritto delle tecnologie, con particolare riferimento alla trasparenza dell’attività amministrativa, ai contratti pubblici e alle varie implicazioni del processo di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni.Stelio PagnottaICT e communication consultant. Si occupa di comunicazione istituzionale, con particolare riferimento al settore della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Giornalista pubblicista, è autore di articoli e pubblicazioni in materia di diritto delle nuove tecnologie e innovazione nella PA.

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