Le risorse PNRR per la qualificazione del personale della Pubblica Amministrazione

di Laura Facondini, Dott.ssa

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza pone si pone l’obiettivo di investire sulle competenze del personale della Pubblica Amministrazione.

In tale direzione il D.L. 80/2021 (c.d. D.L. reclutamento) persegue la finalità di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni.

Le competenze del personale come asse portante delle riforme

La realizzazione del programma di riforme e investimenti PNRR si muove su quattro assi principali, definiti anche l’ABC della Pubblica Amministrazione: Accesso; Buona amministrazione; Competenze; Digitalizzazione.

Per quanto attiene alle competenze, il perfezionamento dei percorsi di selezione e reclutamento è una rotta fondamentale per acquisire le migliori competenze ed è determinante ai fini della formazione, della crescita e della valorizzazione del personale della Pubblica Amministrazione.

Tale obiettivo si realizza mediante l’adozione di nuova strumentazione che fornisca alle amministrazioni la capacità di pianificazione strategica delle risorse umane. Per raggiungere tale obiettivo si intende investire su diverse linee di intervento.

Da un lato, una revisione dei percorsi di carriera della PA, che introduca maggiori elementi di mobilità sia orizzontale tra Amministrazioni, che verticale, per favorire gli avanzamenti di carriere dei più meritevoli e capaci e dall’altro, differenziare maggiormente i percorsi manageriali.

Tema centrale di questa linea di azione è il miglioramento della capacità formativa della PA.

Il D.l. reclutamento per rafforzare la P.A.

La nuova disciplina è quella modificata da ultimo dal D.L. 80/2021 (c.d. D.L. reclutamento), il quale si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Pnrr e di garantire l’efficienza della giustizia

Il primo obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni è realizzabile attraverso percorsi di crescita professionale al fine di aumentare l’attrattività del pubblico impiego. Lo scopo è quello di incentivare la partecipazione dei dipendenti alle attività di formazione anche attraverso la previsione di requisiti necessari a ottenere i diversi tipi di progressione.

Uno studio del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce quali sono le linee di investimento, chiarendo la portata di tali misure.

La prima linea di investimento del Pnrr per le competenze nella Pa.Il Pnrr investe 139 milioni nella formazione individuale dei dipendenti pubblici. Articolando la spesa lungo tre dimensioni: finanziamento dell’offerta, attraverso la messa a disposizione di opportunità formative digitali e no, lungo gli assi strategici di riforma, per tutta la Pa; finanziamento della domanda dei singoli enti; finanziamento della domanda individuale attraverso logica di voucher formativi. Si aggiungono le risorse destinate ai voucher formativi. Per tutti gli ambiti formativi più specialistici una delle novità più importanti e la fetta più grande (125 milioni) dei 139 milioni investiti dal Pnrr sulla formazione dei dipendenti pubblici sono voucher formativi. Con un valore medio di 500 euro ciascuno per almeno 250.000 dipendenti pubblici, da poter utilizzare per arricchire la propria formazione, in coerenza con le sfide del ruolo e gli obiettivi individuali ed organizzativi. Inoltre, queste risorse rappresentano la dote per i Mooc, corsi online sulle nuove competenze. Il Pnrr investe sulla dirigenza pubblica attraverso lo sviluppo di quadri interpretativi e schemi di intervento comuni e la condivisione di casi di successo e scambi di esperienze. Con una dote di 4 milioni vengono costituite 20 Comunità di Pratica, ciascuna pensata per ampi gruppi di 100-150 dirigenti provenienti da amministrazioni diverse, ma appartenenti alla stessa filiera di policy per accompagnare il Pnrr. Infine, la seconda linea di investimenti Pnrr sul capitale umano della Pa.

La seconda linea di investimento per il capitale umano della Pa punta sullo sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro. Con tali risorse si intende finanziare progetti di cambiamento organizzativo promossi dagli enti locali.

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Laura Facondini

Laureata con Lode all’Università di Bologna con tesi in diritto processuale civile correlata in diritto processuale dell’Unione Europea, si specializza in Professioni Legali presso la SSPL E.Redenti e si abilitata all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna. Ha svolto collaborazioni scientifiche in Scuole di Formazione dedicate alla preparazione al concorso in magistratura e ha svolto tirocini formativi affiancando il magistrato affidatario nella redazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali. Svolge la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione come Istruttore Direttivo Amministrativo. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, servizi, privacy, gestione documentale e nuove tecnologie. Per Diritto.it è curatrice dell’area diritto amministrativo.


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