Le criptovalute sono sicure? Breve guida ai rischi legati alle monete “nascoste”

di Luisa Di Giacomo, Avv.
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Chiedersi se le criptovalute siano sicure è una domanda più che legittima.

Ormai il termine è entrato di prepotenza nell’uso quotidiano e nessuno si stupisce più di sentirne parlare. Ma se da un lato le transazioni in criptovalute stanno prendendo piede e gli investimenti, che paiono promettere rendimenti milionari, si stanno diffondendo, la preoccupazione permane. Le criptovalute non si vedono, non si possono toccare e non sono emesse da nessun organo “ufficiale”. Non hanno uno Stato alle spalle o una banca centrale. Dunque è normale che destino un certo grado di preoccupazione.

Anche il nome stesso, cripto, che in realtà significa solo nascosto, ma che invece riporta anche solo inconsciamente la nostra mente a scenari misteriosi e un po’ loschi, non ci rassicura.

Vediamo allora se ci sono e quali possono essere i rischi legati alle transazioni in criptovaluta (bitcoin, ma non solo: il bitcoin, contrariamente a quanto a volte potrebbe sembrare, è solo un tipo di criptovaluta, come l’euro è solo un tipo di valuta), concentrandoci su due aspetti fondamentali: il rischio inerente la perdita di valore delle criptovalute ed il rischio legato alla sicurezza in termini di truffe o frodi.

Per quanto riguarda il primo aspetto, ovvero la volatilità generale delle monete virtuali, purtroppo la risposta è sì: le criptovalute sono estremamente volatili ed il rischio che perdano di valore in maniera inaspettata, repentina ed anche significativa è oggettivamente alto: basti, a titolo di esempio, il caso dei bitcoin, il cui valore è schizzato alle stelle quando Elon Musk ha annunciato la sua intenzione di accettare il pagamento in questo tipo di moneta virtuale per l’acquisto di Tesla, per poi precipitare quando ha invece cambiato idea, spinto dal fatto che il mining (cioè la ricerca) delle monete virtuali, avendo un impatto energetico elevatissimo, è fortemente inquinante. Oggi il bitcoin è di nuovo in risalita, complice la guerra in Ucraina ed il fatto che i ricchi più ricchi del mondo, avendo spesso i beni bloccati dalle sanzioni europee, stanno prediligendo le transazioni in questa valuta, ma non si può sapere che cosa riservi il futuro.

È ben vero che questo vale per qualsiasi tipo di valuta, non solo per le cripto, ma per queste ultime esiste l’aggravante, come si diceva della mancanza di uno Stato emittente alle spalle e di una banca centrale. Nonostante in Europa le transazioni in criptovalute siano legali, molti aspetti del loro scambio non sono disciplinati e l’approccio delle varie autorità nazionali può cambiare senza sostanzialmente sottostare ad alcuna regola.

Le fluttuazioni dipendono quindi dalle condizioni geopolitiche del momento molto di più che per le valute tradizionali. Trattandosi poi di una commodity relativamente nuova, non è detto che chi le acquista sappia come gestirle e anche gli scambi compulsivi di certo non contribuiscono a creare stabilità.

L’unico modo per tentare di mitigare il rischio è quello di non acquistare più di quanto ci si possa permettere di perdere (vale comunque anche per gli investimenti tradizionali), perché esiste in maniera concreta la possibilità che una mattina ci si svegli e le criptovalute non valgano più nemmeno… non si può nemmeno dire la carta su cui sono stampate, dal momento che non lo sono, ma parafrasando possiamo dire la blockchain su cui poggiano.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, cioè i rischi legati alla possibilità di truffe e frodi, anche qui il panorama è variegato ed anche qui purtroppo è bene prestare particolare attenzione. Proprio per le caratteristiche fin qui enunciate, le criptovalute per loro natura si prestano molto bene a truffe e frodi, anche grazie alla tecnologia blockchain su cui si poggiano.

Innanzi tutto, i pagamenti in criptovalute sono poco tutelati legalmente, diversamente da quanto avviene con le carte di credito e con i sistemi di pagamento su circuiti tradizionali. Ad esempio se compri un bene in criptovalute e poi non ricevi il bene che hai acquistato, sarà difficile, anzi no, diciamola tutta, sarà impossibile che tu possa recuperare il denaro che hai pagato, così come se un pagamento non da te autorizzato viene effettuato dal tuo wallet (il portafoglio virtuale dove conservi le tue criptomonete).

Le truffe in criptovalute sono assai frequenti (false app, wallet fasulli, account fake) così come in criptovalute vengono perpetrate alcune forme di estorsione particolarmente odiose: la sextorsion, ad esempio, cioè il pagamento del “riscatto” per avere indietro fotografie o filmati compromettenti che incautamente abbiamo spedito a misteriosi (quanto falsi) corteggiatori o corteggiatrici, ed anche il pagamento per ottenere la restituzione dei dati a seguito di ransomware.

Il sostanziale anonimato e la segretezza che copre le transazioni in criptovalute, infatti, le rende particolarmente appetibili per i soggetti che, per motivi evidentemente mai legati a intenzioni trasparenti, preferiscono mantenere un elevato livello di privacy, unico caso in cui la troppa privacy è dannosa.

Infine, è bene ricordare che le transazioni in criptovalute sono irreversibili, perché la tecnologia blockchain utilizzata per le stesse è per sua natura immutabile: dunque una volta che un pagamento è stato fatto, non c’è modo di richiamarlo indietro e solo la correttezza e la buona fede della controparte ci potranno tutelare da esborsi di denaro illegittimi.

Dobbiamo quindi rinunciare a comprare criptovalute e perdere i potenziali enormi guadagni? Assolutamente no, ci sono alcuni metodi per difendersi.

Innanzi tutto è opportuno acquistare le criptovalute su piattaforme ufficiali e sicure, che richiedono di effettuare un’adeguata verifica dei propri clienti per adempiere agli obblighi anti riciclaggio (un altro aspetto cui sono strettamente legate le cripto è proprio il fenomeno del money laundering). Le criptovalute andrebbero poi custodite nel proprio wallet possibilmente offline, perché chiaramente i wallet online sono molto più esposti a tentativi di attacchi e di truffe.

Infine, non è facile consigliare quale sia la criptovaluta più sicura, perché sicurezza e cripto sono, per i motivi fin qui esposti, un po’ in antitesi l’una con l’altra. Come negli investimenti classici, è bene sempre diversificare, ed affidarsi alle valute più famose (Bitcoin, Ethereum) che hanno blockchain intrinsecamente più sicure di altre, tenendo però presente che anche queste sono soggette a fluttuazioni di valore anche molto elevate, come abbiamo visto.

Purtroppo, come sempre nella vita non ci sono segreti e scorciatoie per fare soldi “facili” e sebbene qualcuno ci sia riuscito nel mondo delle cripto, si è trattato per lo più di una sapiente dose di fortuna, spregiudicatezza e propensione all’innovazione ed al rischio, che se certamente da un lato può aiutare, dall’altro comporta incognite davvero elevatissime: a ciascuno il compito di trarre le proprie conclusioni, anche sulla base del proprio carattere e della proprie intrinseca propensione al brivido.

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Luisa Di Giacomo

Laureata in giurisprudenza a pieni voti nel 2001, avvocato dal 2005, ho studiato e lavorato nel Principato di Monaco e a New York. Dal 2012 mi occupo di compliance e protezione dati, nel 2016 ho conseguito il Master come Consulente Privacy e nel 2020 ho conseguito il titolo Maestro per la Protezione dei Dati e Data Protection Designer dell’Istituto Italiano per la Privacy. Mi occupo di protezione dei dati e Cybersecurity, sono docente e formatore per Maggioli s.p.a. e coordino la sezione Cybersecurity della pagina diritto.it. Sono Data Protection Officer e consulente per la protezione e sicurezza dei Dati in numerose società nel nord Italia. Ho una pagina Instagram e un Canale YouTube in cui parlo dell’importanza dei Dati e della Cybersecurity, con l'obiettivo di contribuire a diffondere una maggiore cultura e consapevolezza digitale. Mi piace definirmi Cyberavvocato. I miei social: LinkedIn Instagram YouTube


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