Lavoro e famiglia: una conciliazione possibile secondo il ministro del Welfare

Lavoro e famiglia: una conciliazione possibile secondo il ministro del Welfare

Redazione

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Anna Costagliola

Le donne, sempre più protagoniste dei processi di transizione socio-politica ed economica, rappresentano tutt’oggi una risorsa non ancora pienamente valorizzata e molto resta ancora da fare in termini di parità economica e affermazione in politica, come in altri ambiti lavorativi. La conferenza internazionale «Women in Diplomacy», che si è svolta alla Farnesina, ha avuto proprio lo scopo di rilanciare il ruolo delle donne nel cuore dei processi decisionali, a cominciare dalla diplomazia.

Uno degli ostacoli principali per le donne rappresenta la difficoltà di dividersi con la famiglia. Più in generale, ha ricordato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, come le politiche di conciliazione, ossia quelle che prevedono come conciliare la carriera con la vita familiare, debbano costituire un fatto e una caratteristica normale della società, per cui, in questa direzione, promette di agire in una logica di continuità con politiche severe sul piano finanziario.

Ad un secolo di distanza dall’affermazione dei diritti delle donne, ancora oggi molte lavoratrici di sesso femminile si trovano costrette a scegliere tra famiglia e carriera, o comunque tra ritmi poco conciliabili tra le due sfere. La finalità delle politiche per la conciliazione tende, pertanto, all’innovazione dei modelli sociali, economici e culturali per rendere compatibili la sfera lavorativa con quella familiare, così da migliorare la qualità della vita dei singoli. L’influsso di tali politiche è innanzitutto sulla sfera individuale dei destinatari e poi sul piano sociale. Purtroppo, soprattutto in Italia la questione della conciliazione dell’attività lavorativa con le esigenze della famiglia viene spesso sottovalutata e sottostimata, ciò che comporta una presenza meno incisiva della donna nel mondo del lavoro.

Nella convinzione che occorra un’azione sinergica tra iniziative legislative, politiche sociali e quelle contrattuali a sostegno della conciliazione, le quali ricerchino e implementino soluzioni innovative, tanto di tipo normativo che organizzativo, funzionali alla realizzazione di contesti lavorativi tali da agevolare una migliore conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari, il Ministro del Lavoro ha sottolineato come occorra, anche nell’attuale situazione di crisi economica, utilizzare al meglio le risorse disponibili per rendere efficaci le politiche di conciliazione migliorando i servizi e superando i pregiudizi sulle donne.

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