Lavoro autonomo occasionale alle prese con la comunicazione obbligatoria

di Massimiliano Matteucci, Dott.

Quando pensavamo che gli adempimenti fiscali e lavoro fossero abbastanza è venuto in nostro soccorso il Decreto fiscale, D.L. n. 146/2021, in fase di conversione, portando con sé, in occasione delle festività natalizie, una novità abbastanza rilevante in tema di lavoro autonomo occasionale ovvero l’obbligo di preventiva comunicazione.

Si prevede, infatti, l’obbligo in capo alle aziende di dover, preventivamente, comunicare l’avvio delle attività dei lavoratori autonomi occasionali mediante l’invio di una comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro, competente per territorio, mediante sms o posta elettronica, in maniera similare all’adempimento che già conosciamo per i lavoratori con contratto di lavoro intermittente.

Chi è il Prestatore di lavoro autonomo occasionale

Possiamo definire tale prestatore, come colui che svolge una prestazione lavorativa di breve durata, autonoma, senza nessun tipo di vincolo di subordinazione e non preveda ripetizioni temporali e coordinamento con l’azienda, e che quindi abbia tutte le caratteristiche previste dall’articolo 2222 del codice civile, prediligendo però, a differenza dell’autonomo non occasionale, la temporaneità della prestazione lavorativa svolta.

La normativa

Lo scopo della norma è sicuramente quello di “monitorare” l’utilizzo di questi contratti che molte volte nascondono prestazioni di lavoro subordinato senza nessun tipo di tutela, in tutti i settori e con particolare riguardo al settore dell’edilizia, dove queste prestazioni, per quanto appena precisato, rappresentano, evidentemente, dei rischi importanti in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

Sanzione per omessa o ritardata comunicazione

In pratica l’adempimento ripercorre quello già previsto per il lavoro intermittente, ma con una sanzione molto più elevata:

  • Sanzione amministrativa da Euro 500,00 fino ad Euro 2.500,00 per ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui sia stata omessa o ritardata la comunicazione.

A questo punto in attesa della pubblicazione in G.U. della legge di conversione, si suggerisce di iniziare a verificare, all’interno delle aziende, quanti siano i lavoratori autonomi occasionali, con particolare attenzione che in caso di mancata comunicazione, il lavoratore potrebbe essere considerato un lavoratore irregolare e far scattare l’eventuale sospensione dell’attività lavorativa.

È quindi necessaria cautela e tempestività nel comunicare i rapporti di lavoro autonomo occasionale.

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Massimiliano Matteucci

Consulente del lavoro, membro del Centro Studi dell’albo provinciale di Roma. Docente a contratto presso l’Università “Niccolò Cusano” di Roma, per l’insegnamento di “Innovazione digitale e relazioni industriali”. Cultore della materia presso l’Università “Niccolò Cusano” di Roma, per l’insegnamenti di “Diritto del lavoro”. Docente a contratto incaricato nei seguenti master di II livello, presso l’università “Niccolò Cusano” di Roma: - Diritto e processo del lavoro - Start up d’impresa - Retail Management Relatore in corsi di aggiornamento professionale, autore di numerose pubblicazioni in ambito giuslavoristico. www.nexumstp.it


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