Lavoro accessorio: i nuovi limiti introdotti dalla riforma Fornero

di Redazione
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L’istituto del lavoro accessorio è una particolare modalità di prestazione lavorativa introdotta con lo scopo di regolamentare quei rapporti di lavoro che soddisfano esigenze occasionali a carattere saltuario. Il pagamento della prestazione avviene attraverso i cosiddetti voucher (buoni lavoro), che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l’Inps e quella assicurativa presso l’Inail. La disciplina del lavoro accessorio è riportata agli artt. 70 e 72 del cosiddetto decreto Biagi (D.Lgs. 276/2003).

Con la legge di riforma del mercato del lavoro (legge Fornero) sono stati stabiliti nuovi tetti affinchè tale attività possa rientrare nella nozione di lavoro accessorio. In particolare è stato fissato:

a) in 5.000 euro nel corso di un anno solare, il limite complessivo con riferimento alla totalità dei committenti;

b) in 2.000 euro, rivalutati annualmente, per le prestazioni svolte a favore di ciascun singolo committente.

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