Lavori pubblici: criteri e modalità di attribuzione dei compensi incentivanti per la redazione di atti di pianificazione

Lavori pubblici: criteri e modalità di attribuzione dei compensi incentivanti per la redazione di atti di pianificazione

Redazione

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Biancamaria Consales

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nell’esercizio del potere di segnalazione al Governo ed al Parlamento, con atto di segnalazione n. 4 del 25 settembre 2013, ha formulato alcune osservazioni in relazione alla disciplina prevista dall’art. 92 del Codice degli appalti, rubricato “Corrispettivi, incentivi per la progettazione e fondi a disposizione delle stazioni appaltanti”.

In merito alla suddetta norma l’AVCP e la Corte dei conti hanno reso pronunce non pienamente conformi in merito alla tipologia di atti di pianificazione in relazione ai quali l’amministrazione interessata può riconoscere i compensi incentivanti, ivi previsti, al personale interno che li ha redatti. Pertanto sono pervenute numerose richieste di chiarimenti in materia da parte degli operatori del settore, con particolare riferimento alla pianificazione urbanistica.

Il tenore letterale della norma non consente la chiara individuazione degli atti di pianificazione in relazione ai quali è possibile corrispondere l’incentivo de quo al personale incaricato della redazione degli stessi, per cui, al fine di dirimere il contrasto interpretativo in materia, si pone l’esigenza di un intervento di modifica o di integrazione dell’art. 92, comma 6, del Codice nel senso di seguito indicato.

Si tratta di un tema di diffuso interesse, sia in relazione alla necessità che le amministrazioni interessate redigano atti regolamentari ex art. 92, comma 5, del Codice omogenei e conformi allo spirito della norma, sia in relazione al corretto riconoscimento del compenso incentivante in favore del personale incarico della redazione degli atti di pianificazione.

Con tale atto di segnalazione, dunque, è stata evidenziata l’opportunità di procedere ad una modifica o ad una integrazione dell’art. 92, comma 6, del Codice, volta ad individuare in maniera chiara la tipologia di atti di pianificazione in relazione ai quali è possibile riconoscere l’incentivo ivi contemplato in favore dei tecnici interni che li hanno redatti, in modo da contemplare espressamente anche il riferimento a quegli atti che afferiscono, sia pure mediatamente, alla progettazione di opere o impianti pubblici o di uso pubblico.

 

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