La riforma del condominio alla Camera

La riforma del condominio alla Camera

di Redazione

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Anna Costagliola

Dopo una complessa attività istruttoria che ha visto la Commissione Giustizia alla Camera a lungo impegnata nelle audizioni tanto di studiosi, quanto di rappresentanti delle categorie a vario titolo interessate dalla riforma della disciplina in materia di condominio negli edifici, lo scorso 13 settembre l’iter in sede referente si è concluso con l’approvazione di un provvedimento in parte diverso da quello già licenziato dal Senato.

È stata compiuta una complessiva revisione del testo, in un’ottica di generale semplificazione e snellimento.

Il provvedimento (AC 4041-A) consta di 32 articoli, che novellano il Capo II del Titolo VII del Libro III del codice civile, gli artt. 63 e ss. delle disposizioni di attuazione e alcune leggi speciali.

In particolare, rispetto al testo approvato dal Senato, la Commissione ha:

a) soppresso alcune norme, ritenendo che potessero comportare un incremento del contenzioso giudiziario. Tale scelta è stata anche influenzata dalla considerazioni che, a decorrere dal 21 marzo 2012, le controversie in materia di condominio soggiacciono alla disciplina della mediazione obbligatoria di cui all’art. 5, co. 1, del D.Lgs. 28/2010; è stata quindi introdotta una disposizione di raccordo tra la disciplina del condominio e quella della mediazione obbligatoria;

b) modificato alcune disposizioni che riducevano eccessivamente i quorum costitutivi e deliberativi dell’assemblea (in particolare in relazione alla modifica delle destinazioni d’uso delle parti comuni e alle innovazioni);

c) definito il concetto di «controversia in materia di condominio», al fine dell’applicazione della mediazione obbligatoria;

d) disciplinato il tema della morosità del condomino;

e) prevista l’istituzione, presso l’Agenzia del territorio, del Repertorio dei condominii e del Registro degli amministratori di condominio;

f) previsto un rafforzamento della figura dell’amministratore, nonché del potere di controllo dei condomini sul suo operato;

g) modificato o attenuato alcune disposizioni che sembravano attribuire ulteriori poteri all’amministratore laddove quei poteri siano stati considerati eccessivi o invasivi nei confronti della sfera privata dei singoli condomini anche per quanto concerne la riscossione dei contributi;

h) riservato particolare attenzione all’esigenza di introdurre o perfezionare meccanismi che possano facilitare l’ingresso nel condominio della tecnologia finalizzata al complessivo miglioramento della qualità della vita (es. fonti di energia rinnovabili, impianti di videosorveglianza e reti in fibra ottica).

Il provvedimento è approdato lo scorso 17 settembre all’Aula della Camera, con un avvio che è sembrato promettente in funzione di una rapida approvazione del testo. Nei prossimi giorni saranno presentati gli emendamenti, alcuni dei quali già preannunciati, destinati inevitabilmente a giocare un ruolo importante, sia perché ne verranno presentati alcuni già bocciati in Commissione, sia perché il testo che uscirà dalla Camera dovrà superare le divergenze con la linea seguita dal Senato, divergenze attinenti ad alcuni punti che, di fatto, sono stati stralciati dal testo poi pervenuto alla Camera. Agli emendamenti seguirà l’ultimo dibattito e poi il voto.

Il testo approvato dovrà essere confermato poi,  prima che possa diventare legge, dal Senato entro il termine della legislatura. Ulteriori modifiche da parte del Senato affosserebbero di fatto il disegno di legge che giungerebbe fuori tempo massimo. Per questo motivo appare necessaria la ricerca di un accordo tra i singoli attori dei due rami del Parlamento che hanno contribuito a scrivere le norme.

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