La pena pecuniaria a cui il condannato non può far fronte

La pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato

di Vignera Giuseppe

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Spetta al giudice di pace che ha emesso la sentenza in esecuzione e non al magistrato di sorveglianza la competenza a disporre la conversione ex art. 55 d. lgs. 274/2000 della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato.

Provvedimento:

IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

letta la retroestesa richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria intesa ad ottenere ex art. 55 d. lgs. 274/2000 la conversione della pena pecuniaria per impossibilità di esazione nei confronti

DI J., nato a Casablanca (Marocco) l’8 luglio 1980,

OSSERVA

quanto segue.

PREMESSO CHE:

  • poiché nella fattispecie è stata richiesta la conversione ex 55 d. lgs. 28 agosto 2000 n. 274 di una pena pecuniaria applicata con sentenza del Giudice di pace di Alessandria, la competenza a provvedere spetta a quest’ultimo ai sensi dell’art. 40, 1° comma, stesso d. lgs. (“Salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell’esecuzione di un provvedimento è il giudice di pace che l’ha emesso”);
  • trattandosi di norma speciale, quest’ultima disposizione prevale su quella generale contenuta nell’art. 660 c.p.p.;
  • irrilevante è la circostanza che la “sopravvivenza” dell’art. 660 c.p.p. è conseguita alla declaratoria di illegittimità costituzionale “degli artt. 237, 238 e 299 (nella parte in cui abroga l’art. 660 c.p.p.) del d. lgs. 30 maggio 2002 n. 113”;
  • tale dichiarazione di incostituzionalità, invero, è stata fatta dalla Corte costituzionale con la sentenza 18 giugno 2003 n. 212 solo per vizio di eccesso di delega (recte: “perché il legislatore delegato … era sicuramente privo del potere di dettare una disciplina del procedimento di conversione delle pene pecuniarie che comportasse – come quelle impugnata – una radicale modifica delle regole di competenza”: come si legge nella motivazione della predetta sentenza) e non sulla base di una ipotetica (ed inesistente) competenza “naturale” ed inderogabile in subiecta materia della magistratura di sorveglianza;
  • la competenza del giudice di pace nella fattispecie trova conferma nel fatto che la conversione ex 55 d. lgs. 274/2000 comporta la sostituzione della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato (non nella libertà controllata o nel lavoro sostitutivo ex art. 102 l. 24 novembre 1981 n. 689, ma) in una delle altre sanzioni applicabili dal giudice di pace [recte: se il condannato lo richiede, nel lavoro di pubblica utilità ex art. 54 d. lgs. 274/2000 (v. art. 55, 1° comma); oppure, in mancanza di tale richiesta, nell’obbligo di permanenza domiciliare ex art. 53 d. lgs. 274/2000 (v. art. 55, 5° comma)]: di guisa che sarebbe assolutamente illogico che la competenza (sia funzionale che territoriale) a provvedere sull’esecuzione di tali (ed identiche) sanzioni dipenda dal loro momento applicativo (per essere attribuita al giudice di pace che ha emesso la sentenza, se applicate con la sentenza stessa; e invece al magistrato di sorveglianza del luogo di residenza o di domicilio del condannato ex art. 677, comma 2, c.p.p., se applicate in sede di conversione per insolvibilità del condannato); mentre, di contro, risulta pienamente ragionevole la concentrazione di tale competenza nello stesso organo (cfr. Cass. pen., Sez. I, sentenza 2 luglio 2013 n. 29227, Confl. comp. in proc. Kharraf., Rv. 256800:  “In tema di esecuzione della pena, appartiene al giudice dell’esecuzione, e non al magistrato di sorveglianza, la competenza a decidere sull’istanza relativa alla modifica delle modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunciata dal giudice della cognizione”);
  • infine, il suindicato art. 55 (che prevede la sostituzione con le predette sanzioni della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato) è collocato (al pari degli artt. 53 e 54) nel titolo II della l. 274/2000, che reca l’intestazione “sanzioni applicabili dal giudice di pace”: di guisa che pure quelle “sostitutive” ex 55 sono applicabili e devono essere applicate da tale organo;

PQM

dichiara la propria incompetenza per materia e dispone la trasmissione degli atti al Giudice di pace di Alessandria.

Alessandria, 24 marzo 2018

Il Magistrato di Sorveglianza

Dr. Giuseppe Vignera

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