La disciplina delle lobby a livello europeo: il Parlamento e la Commissione istituiscono il Registro comune per la trasparenza

La disciplina delle lobby a livello europeo: il Parlamento e la Commissione istituiscono il Registro comune per la trasparenza

Redazione

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Da tempo l’Unione europea si è posto il problema di dare un minimo di regolamentazione all’attività di tutti quei soggetti che svolgono la cosiddetta attività di lobbying, vale a dire che cercano di influenzare le decisioni assunte a livello europeo per favorire determinati enti, società o associazioni che essi rappresentano.

Una iniziale regolamentazione del fenomeno si è avuta nel 2008 quando la Commissione ha istituito un primo registro in cui tali soggetti erano tenuti ad iscriversi. Con un accordo siglato il 23 giugno con il Parlamento europeo si è deciso di istituire un Registro comune alle due istituzioni europee nel quale confluiranno i dati di qualunque “organizzazione o professionista autonomo che operi per influenzare l’elaborazione e l’attuazione della politica dell’Unione europea”, siano essi lobbisti tradizionali, studi legali, ONG, think tank ecc. Le attività svolte a tal fine possono essere le più diverse: contatti con membri delle istituzioni o con funzionari delle stesse, predisposizione e diffusione di materiale informativo, organizzazione di eventi e incontri e così via.

I soggetti iscritti a tale Registro avranno l’obbligo di fornire informazioni specifiche sulla loro struttura e sulla loro attività, ad esempio indicando il numero dei dipendenti che esercitano l’attività di lobbying, le principali proposte legislative che hanno sostenuto e gli importi dei finanziamenti dell’Unione che hanno ricevuto.

Con l’iscrizione scatta anche l’obbligo di rispettare uno specifico codice di condotta comune che impone, ad esempio, di fornire sempre la propria identità e quella della società per cui lavorano e di astenersi dall’ottenere informazioni in modo disonesto. Sono previsti anche meccanismi di denuncia di attività illecite e misure da applicare in caso di violazione del codice di condotta.

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