La delega fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri: i principali contenuti

La delega fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri: i principali contenuti

Redazione

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La delega fiscale approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri punta a migliorare l’efficienza e ad assicurare trasparenza nell’outsourcing. Catasto, il metro quadrato sarà l’unità di misura

 

di Fortunato Laurendi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Restyling in vista per la riscossione delle entrate degli enti locali: il riordino della disciplina punterà ad assicurare certezza, efficienza ed efficacia dei loro poteri di riscossione, competitività, certezza e trasparenza nei casi di esternalizzazione di tali poteri, nonché forme di garanzia quanto alla trasparenza, effettività e tempestività dell’acquisizione d a parte degli enti locali delle entrate riscosse. È quanto prevede la bozza del disegno di legge delega sul fisco approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ma le novità sono molte. Vediamo le principali in sintesi.

 

CATASTO
Il valore patrimoniale dell’immobile sarà determinato utilizzando “il metro quadrato come unità di consistenza”. In particolare si prevede la revisione del catasto dei fabbricati “in collaborazione con i comuni” con “l’obiettivo di attribuire a ciascuna unità immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita”. Si prevedono inoltre “meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unità immobiliari urbane”.

 

CHI INQUINA PAGA
Nella delega fiscale “c’è l’articolo 15 che prevede misure fiscali a favore dell’ambiente”, con il principio che “chi inquina, paga”, ha sottolineato il Ministro per l’ambiente, Corrado Clini prima della riunione. “Anche questo – ha detto – rientra all’interno di uno schema europeo, è in corso in Parlamento europeo l’approvazione di due importanti direttive: una che riguarda l’efficienza energetica l’altra la fiscalità energetica all’interno di queste è previsto lo schema delle green taxes e fra questa anche la carbon tax. Sono misure finalizzate a spostare la tassazione dal lavoro al costo dell’ambiente – ha concluso Clini – e cioè di far pagare il costo ambientale da chi inquina. Questo corrisponde al principio che chi inquina paga”.

 

DELEGHE
Dovranno essere emanati entro nove mesi dall’approvazione, i decreti legislativi attuativi della delega fiscale. “Tenuto conto delle esigenze di perseguire lo sviluppo e la competitività delle attività economiche – si legge nel testo – e della necessità di ricondurre a una maggiore razionalità ed equità, il sistema fiscale, di contrastare fenomeno dell’evasione, dell’elusione e dell’erosione, nonché di instaurare con i contribuenti un rapporto basato su fiducia reciproca e collaborazione, il governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale, secondo i principi e i criteri direttivi indicati nella presente legge”.

 

IRPEF SEMPRE UGUALE
Nessun ritocco delle aliquote, almeno per il momento, ma un fondo a cui destinare le risorse della lotta all’evasione per “i futuri sgravi fiscali”. “La vecchia delega – spiega la relazione – proponeva un’Irpef a tre aliquote (pari a 20, 30 e 40 per cento) senza indicare i limiti degli scaglioni e quindi con effetti redistributivi e di gettito del tutto indeterminati. Si ritiene preferibile non ripresentare questo aspetto della delega e limitarsi a indicare la volontà di concentrare le risorse che si renderanno disponibili in apposito fondo destinato a finanziare i futuri sgravi fiscali”.

 

FONDO PRO-CONTRIBUENTI
“Il gettito conseguente alla riduzione dell’evasione” confluirà in “un apposito fondo strutturale, destinato a finanziare sgravi fiscali”, si legge nella bozza.

 

CONTROLLI
In arrivo rafforzamento di “controlli mirati” in sinergia con “altre autorità pubbliche”. Ma anche “potenziamento e razionalizzazione della tracciabilità dei pagamenti” e “potenziamento dell’utilizzo della fatturazione elettronica”.

 

AGEVOLAZIONI
“Previsione della possibilità di eliminare, ridurre o riformare le spese fiscali che appaiono in tutto o in parte ingiustificate o superate alla luce delle esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione”. Si prevede poi “l’introduzione dell’obbligo di redigere, all’interno della procedura di bilancio, un rapporto annuale sulle spese fiscali (ovvero tax expenditures, intendendo per tali qualunque forma di esenzione, esclusione, riduzione dell’imponibile o dell’imposta, regime sostitutivo di favore), sulla base di metodi e criteri basati sulle migliori pratiche internazionali e stabili nel tempo, che consentano anche un confronto con i programmi di spesa, eventualmente prevedendo la costituzione di una commissione indipendente”.

 

RESTA L’IRAP
“La precedente delega conteneva – si legge nella relazione che accompagna la bozza – l’indicazione, nel medio-lungo periodo, della soppressione dell’Irap. Questa indicazione, oltre ad apparire contraddittoria con le esigenze di risanamento delle finanze pubbliche e con la politica di rigore finanziario impostata dall’attuale governo, aprirebbe un problema molto serio di reperimento delle entrate alternative (il gettito dell’Irap è dell’ordine dei 35 miliardi di euro) e di finanziamento delle Regioni (cui compete il tributo)”.

 

LOTTA ALL’EVASIONE
“Introduzione dell’obbligo di redigere un rapporto annuale, all’interno della procedura di bilancio, sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti sul fronte delle misure di contrasto all’evasione”. È quanto prevede la bozza della delega fiscale.
Si prevede inoltre “l’istituzione di una commissione indipendente, con partecipazione dell’Istat, dell’amministrazione finanziaria e di altre amministrazioni pubbliche” per il monitoraggio dell’evasione.

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