L'Unione delle Camere Penali richiama l'attenzione del Parlamento per interventi urgenti e risolutori nel campo della giustizia

L’Unione delle Camere Penali richiama l’attenzione del Parlamento per interventi urgenti e risolutori nel campo della giustizia

Redazione

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Anna Costagliola

La Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane denuncia che il bilancio di fine legislatura sul tema degli interventi in ordine alla giustizia penale appare profondamente deludente e che
che nessun provvedimento efficace, eccezion fatta per quello discutibile sulla carcerazione domiciliare, è stato approvato da un anno a questa parte. A ciò si contrappone un panorama disastrato della giustizia penale sia in tema di efficienza della risposta dello Stato sia del rispetto dei diritti individuali dei cittadini a vario titolo coinvolti nei procedimenti penali.

Esaminate dettagliatamente le varie storture del sistema della giustizia penale, l’Unione ha chiesto la discussione parlamentare e l’approvazione di una riforma delle norme relative ai casi di privazione della libertà personale nel corso del procedimento penale con l’effettiva compressione delle ipotesi di custodia cautelare in carcere, la discussione e l’approvazione di norme relative alla depenalizzazione, la riforma del sistema sanzionatorio con l’introduzione di ipotesi alternative di pena, l’abrogazione delle norme limitative della applicabilità dei benefici dell’ordinamento penitenziario e di quelle introdotte con la così detta legge ex Cirielli.

Viene reclamata altresì la discussione e l’approvazione di una riforma della normativa sulle intercettazioni delle comunicazioni che preveda l’integrale tutela delle comunicazioni tra i difensori ed i loro assistiti, il rafforzamento del controllo giurisdizionale sulle autorizzazioni alle intercettazioni e l’effettiva tutela per le ipotesi di illegittima diffusione del contenuto delle conversazioni. Auspicata è anche l’approvazione in tempi rapidi della riforma della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati contenuta nella legge comunitaria con l’espressa abrogazione di ogni filtro preventivo e la modifica della clausola di salvaguardia secondo le indicazioni della CGUE.

Sotto il profilo dell’organizzazione giudiziaria, l’Unione manifesta l’impellenza della ripresa del dibattito in ordine alla riforma costituzionale della giustizia al fine dell’affermazione della terzietà del giudice, della istituzione di carriere separate e di diversi organi di governo autonomo per giudici e P.M. e della istituzione di un organo di disciplina terzo rispetto a quelli destinati ad amministrare la carriera dei magistrati.

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