L’incostituzionalità della legge di bilancio 2012 in Portogallo

L’incostituzionalità della legge di bilancio 2012 in Portogallo

di Vagli Giovanni

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Sin da prima della sua approvazione, allorché erano state annunciate alcune misure di massima che sarebbero state inserite al suo interno, sono stati ventilati forti dubbi in merito alla conformità della legge di bilancio 20121 con la Costituzione portoghese.

In particolare, sussistevano riferimenti al ripristino di uno solo dei sussidi spettanti ai lavoratori2, contravvenendo in tal modo a quanto era stato asserito dal Tribunale costituzionale nella sentenza n. 353/20123, il che poneva oltretutto seri problemi di inadempimento giurisprudenziale, con possibili conseguenze di responsabilità civile e, al limite, anche penale4; inoltre, la riduzione degli scaglioni dell’Imposta IRPEF (in portoghese: IRS5) collocava perplessità in riferimento alla sua conformità con l’art. 104 della Costituzione, il quale dispone che “l’imposta sul reddito personale ha la funzione di ridurre le disuguaglianze e sarà unica e progressiva, tenendo conto delle necessità e dei redditi dell’aggregato familiare”. In effetti, la norma inserita nella legge di bilancio 2012, oltre a non considerare le spese sanitarie delle famiglie, riduceva a 5 gli scaglioni d’imposta, il che faceva sorgere dubbi in merito alla sua effettiva progressività6.

Pertanto, è stato “suggerito” al Presidente della Repubblica di richiedere il controllo preventivo della legge in esame7, al fine di evitare quei problemi temporali che si erano verificati l’anno precedente sempre in tema di bilancio8.

Tale organo ha fatto invece uso di un altro strumento previsto dalla Costituzione, ovvero il controllo successivo9.

Oltre al Presidente della Repubblica, secondo gli stessi termini processuali, hanno presentato istanza al Tribunale Costituzionale: il Difensore civico (Provedor de Justiça), un gruppo di Deputati appartenenti al Partito Socialista, un gruppo costituito da Deputati del Partito Comunista, del Blocco di Sinistra e dei Verdi.

Le quattro richieste sono state formulate con argomenti non sempre convergenti e neppure relative alle stesse norme.

Complessivamente, le disposizioni della legge di bilancio 2012 di cui è stata sollevata la questione di incostituzionalità sono le seguenti: articoli 27, 29, 31, 45, 77, 78, 117, 186, 187; la richiesta più sintetica è stata quella del Difensore civico, limitata agli artt. 77 e 78 della legge di bilancio, la più ampia quella del gruppo parlamentare costituito da Deputati della frangia più a sinistra (relativa a tutte le norme dianzi citate); nel mezzo si collocano la richiesta del Presidente della Repubblica e quella del Partito socialista, entrambi inerenti agli artt. 29, 77 e 78 della legge in causa.

Tali disposizioni si riferivano alla riduzione degli stipendi lordi superiori a 1500 euro (art. 27), alla sospensione o alla riduzione del sussidio di ferie (art. 29), alla riduzione degli stipendi inerenti a contratti di docenza e di ricerca (art. 31, in coerenza con quanto disposto dagli art. 27 e 29), alla riduzione dell’importo da retribuire per le ore di lavoro straordinario svolto da parte dei lavoratori di cui agli artt. 27 e 29 (art. 45), alla sospensione della 14.ª mensilità per i pensionati (art. 77), alla creazione di un contributo speciale da applicare sulle pensioni superiori a 1350 euro (art. 78), alla creazione di un contributo da applicare ai sussidi di malattia e di disoccupazione (art. 117), alla modifica del Codice IRPEF, nei termini cui si è fatto cenno all’inizio (artt. 186 e 187)10.

Secondo gli argomenti utilizzati dai ricorrenti, le norme ed i principi costituzionali suppostamente violati erano i seguenti: principio di uguaglianza nella ripartizione degli oneri pubblici (art. 13 Cost.), principio di fiducia nello Stato di diritto (art. 2 Cost.), diritto alla contrattazione collettiva (art. 56 Cost.), diritto al salario (art. 59, 1º comma, a), Cost.), principio di proporzionalità inerentemente ai segmenti di adeguamento e necessità (artt. 59 e 106 Cost.), principio di unità e proporzionalità dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (art. 104, 1º comma, Cost.), diritto ad una sopravvivenza con un minimo di dignità (artt. 1 e 63 Cost.), diritti patrimoniali di proprietà (art. 62 Cost.), diritto alle obbligazioni derivanti dal contratto di lavoro nell’elaborazione della legge di bilancio (art. 105, 2º comma, Cost.)11; a tutto ciò veniva da taluni aggiunta la violazione del giudicato costituzionale, per inadempimento del contenuto sancito nella sentenza n. 353/201212.

Il Tribunale costituzionale ha parzialmente accolto le richieste, dichiarando l’incostituzionalità con forza obbligatoria generale degli artt. 29, 31 e 77 della legge di bilancio 2012, utilizzando quale parametro costituzionale soltanto l’art. 13 della Costituzione (principio di uguaglianza); inoltre, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 117, 1º comma, della stessa legge, ritenendolo in contrasto con l’art. 2 Cost. (violazione del principio di proporzionalità).

Non ha inteso che le altre disposizioni di cui era stata sollevata la questione di incostituzionalità fossero in contrasto con la Legge Fondamentale.

Da segnalare che tale decisione non è stata presa all’unanimità, essendo state presentate varie opinioni concorrenti e dissenzienti.

A differenza di quanto era stato deciso nel 2012, in riferimento alla legge di bilancio approvata nel 2011, la decisione ha prodotto effetti immediati, ovvero a decorrere dall’inizio della legge in esame (1º gennaio 2013), il che implica l’obbligo di pagamento degli importi decurtati in virtù di essa, non avendo il Tribunale costituzionale adottato alcuna misura di restrizione temporale13.

1 Il bilancio 2012, inerente alla gestione per l’anno 2013, è stato definitivamente approvato nella legge n. 66-B del 31.12.12.

2 I sussidi in questione sono il sussidio di ferie e quello di Natale, corrispondenti alla 13.ª e 14.ª mensilità retributiva.

3 Relativa alla richiesta di apprezzamento dell’incostituzionalità della legge di bilancio 2011, presentata da un gruppo di Deputati del Parlamento (reperibile in http://www.tribunalconstitucional.pt/tc/acordaos/20120353.html).

4 In questo senso Jorge Bacelar Gouveia, As duas razões da inconstitucionalidade, “Diário de Notícias”, 16.10.12 (http://www.dn.pt/especiais/interior.aspx?content_id=2831438&especial=Or%E7amento%20do%20Estado%202013&seccao=ECONOMIA).

5 Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Singulares.

6 Jorge Bacelar Gouveia, op.cit. a nota 3.

7 Ibidem.

8 Si rimanda alla giurisprudenza citata a nota 2.

9 Art. 281, comma 2º, della Costituzione portoghese.

10 Da riferire anche che l’art. 187 inseriva una sovrattassa in materia di IRS.

11 Ovviamente si tratta di una mera sintesi degli argomenti invocati, che non tutti i ricorrenti hanno utilizzato allo stesso modo ed in relazione alle stesse disposizioni.

12 In questo senso si sono espressi i Deputati del Partito Comunista, del Blocco di Sinistra e dei Verdi (si rimanda pure alle note 2 e seguenti).

13 Al riguardo, si veda il commento svolto dal Presidente del Tribunale costituzionale, Joaquim Sousa Ribeiro, in Decisão do TC põe maioria em choque e força renegociação, a cura di Leonete Botelho e Sofia Rodrigues, in “Público”, 06.04.2013 (http://www.publico.pt/destaque/jornal/decisao-do-tc-poe-maioria-em -choque-e-forca…).

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