L’attività giuridica quale rapporto tra rischio e informazione

L’attività giuridica quale rapporto tra rischio e informazione

di Sabetta Sergio Benedetto, Dott.

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“Una cultura è effettivamente mantenuta in vita dall’interazione di tutte le sue parti: Il suo progresso è un processo alchimistico in cui tutti i suoi vari ingredienti si possono combinare per formare nuovi gioielli” (Gerald Holton,  119, in Amore e matematica di E. Frenkel, Codice ed. 2014)

 

            Un oggetto è costituito dalla sua configurazione risultato delle relazioni interne, questi agendo nello spazio sociale in termini attivi o passivi determina una successione di eventi, ossia di relazioni esterne, giuridicamente si configura il momento, più precisamente l’oggetto nell’evento in proiezione di una aspettativa futura, l’individuo decide di osservare, il modo dell’utilizzo in funzione delle aspettative che lui stesso si forma quale complesso di esperienze e informazione, vi è quindi una dimensione temporale in funzione delle trasformazioni dell’esperienza indotte dalle informazioni derivanti dalle sempre nuove tecnologie comunicative.

            In questa attività quello che cambia è il modo di osservare l’oggetto e il suo interferire nell’ambiente con le relazioni sociali, si tratta pertanto del modo di osservare le decisioni quali distinzioni in presenza di biforcazioni, questo determina la creazione di un rischio da non confondere con il pericolo di per sé, il quale può essere inteso semplicemente come un indotto (Luhmann) della decisione che si trasforma in scelta in un sovrapporsi di ricordi e aspettative entro un lasso di tempo determinato, dove tra le parti coinvolte l’accettazione del rischio è la rinuncia /impossibilità al chiarimento di tutti i dettagli, la valutazione del rischio si risolve quindi nel valutare una probabilità del pericolo secondo molteplici piani di osservazione da punti di vista temporali diversi, in un continuo confronto con la contingenza sociale la quale evidenzia nella sua variabilità la problematicità di strutture sociali complesse quali quelle moderne (Addario-Cevolini).

            Nel distanziarsi tra sistema e ambiente i valori che si formano nel sistema permettono di costituire le coordinate per la valutazione degli eventi ambientali (Varela) che diventano nella comunicazione i temi della comunicazione stessa, in cui vi è un crescendo della necessità  comunicativa nella quale informazione e disinformazione si rincorrono (Luhmann), il rischio tuttavia permane a seguito della diffusione e differenziazione dell’informazione, che aumenta parallelamente la varietà e complessità delle decisioni in una differenziazione di livelli informativi, dove anche comunicare il rischio può trasformarsi in un ulteriore potenziale rischio a seguito dell’aumentato livello di percezione del rischio stesso, la stessa politica viene a essere stretta tra l’affermazione della volontà di ridurre i rischi sociali e la complessità dei potenziali rischi a fronte di maggiori richieste dei cittadini.

            Nella percepibilità del rischio si inserisce l’azione delle fonti di comunicazione dei mass-media che nel concentrare l’attenzione rendono reali solo alcuni dei rischi (Beck), nel metodo di presentazione dei dati si evidenziano ulteriori aspetti a scapito di altri del rischio stesso, vi è pertanto un ulteriore selezione che trasforma il rischio in evento altamente probabile secondo quella che Luhmann definisce come la propensione del sistema al futuro, una forma di strutturazione del rischio che attraverso il medium del sistema dei prezzi permette a ciascuno di osservare e decidere economicamente in una informazione diffusa e solo apparentemente “completa” (Addario), dove sempre nuovi eventi e correlate informazioni si accumulano in un incessante rincorrersi tra presente e futuro, ma il sistema economico diviso in mercati altamente specializzati impedisce in realtà una effettiva comunicazione tra questi, tanto che il rischio diventa autoreferente e quindi difficile da controllare, sì che avviene uno sdoppiamento tra trasmissione degli effetti tra mercati e controllo del rischio nel mercato.

            Ogni sistema ha propri confini ed è auto – poietico, tuttavia questo spazio del sistema viene ad intrecciarsi con altri spazi di sistema tutti immersi in una varietà spazio/tempo data dal contesto ambientale, l’insieme costituisce lo spazio sociale geometrico entro cui avvengono le scomposizioni dei passaggi algebrici di calcolo effettuati nei singoli sistemi che nella globalità diventano sub-sistemi, in questa semplificazione della complessità le relazioni avvengono in termini economici in cui la “metrica” è il valore di scambio, l’oggetto considerato in termini di scambio, o di diritti in questo unico spazio creato si trova contemporaneamente in numerosi luoghi/sistema, con possibili diverse formazioni e interpretazioni che vengono a costituire a loro volta dei sub-sistemi; un insieme di lacci che costituiscono trecce con relazioni tra loro in continua trasformazione in uno spazio sociale di dimensione 4 ma letto a dimensione 3 attraverso il succedersi degli eventi nel tempo (T).  

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Sabetta Sergio Benedetto

Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza Università degli Studi di Genova, nonché l'abilitazione all’insegnamento per le discipline giuridiche ed economiche – classe XXV. Direttore di Cancelleria Ministero Grazia e Giustizia e Coordinatore nella Sez. Controllo e SAUR della Corte dei Conti – Genova (controllo Università, Regione,OO.PP.,Prefetture,Enti locali).


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