L’antidogmatismo giuridico

L’antidogmatismo giuridico

Sabetta Sergio

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         Spinosa identifica Dio con l’ordine razionale, geometricamente esplicabile della natura e non già semplicemente con il mondo essendo noi parte della natura stessa non possiamo sfuggire alle leggi della natura ma dobbiamo descriverle e utilizzarle secondo un principio di perseguimento della propria “utilitas”, a cui l’organizzazione sociale dovrebbe porre dei limiti disciplinatori evitandone gli eccessi e incanalandola nella socialità produttiva, giustamente Husserl afferma che si deve mettere da parte ogni scetticismo insieme a qualsiasi “filosofia della natura” assumendo esclusivamente i dati conoscitivi che effettivamente si trovano.
         Il diritto assume postulati assimilabili alla categoria dei “postulati del pensiero empirico” di Kant, sebbene tenda a conservare il suo momento complessivo è sottoposto a tensioni esterne che lo mettono alla prova dell’esperienza, i risultati dell’osservazione costituiscono la nostra realtà ma l’insieme delle osservazioni ne determinano con probabilità statistica le leggi di funzionamento.
         Il diritto è una assiomatizzazione di valori mediante simboli verbali opportuni le cui regole d’uso sono fissate dalle relazioni enunciate dagli assiomi dei principi generali, che a loro volta esternano socialmente gli assiomi dell’intuizione derivanti dall’esperienza (Kant). Essendo questi simboli privi di riferimenti intuitivi, anche se basati sull’intuizione kantiana, la struttura formale ottenuta è suscettibile di molteplici interpretazioni chiamati modelli, senza che la teoria da cui deriva possa essere definita un archetipo (Hilbert).
         Il fare cadere alcuni assiomi conservandone altri o sostituendoli comporta la costruzione di nuove strutture giuridiche si che si possono avere varianti della stessa struttura, oppure differenti strutture fino ad una pluralità di modelli del tutto estranei fra loro detti isomorfi.
         Elemento fondamentale è la scelta e chiara enunciazione delle proposizioni iniziali della teoria, ossia gli assiomi che pongono i termini indefinibili e determinano le regole d’uso, questi devono essere inoltre coerenti e compatibili fra loro, anche se è stato osservato da Godel l’impossibilità di stabilire la non contraddittorietà di un sistema rimando all’interno dello stesso senza ricorrere ad un sistema esterno più ricco di mezzi logici del primo.
         Il sistema deve inoltre essere completo in quanto qualsiasi proposizione può essere decisa sulla sua eventuale verità in rapporto al sistema dei postulati, in altre parole qualsiasi giudizio deve poter essere valutato in rapporto al sistema dei postulati giuridici, vi è quindi una capacità elaborativa dell’informazione contenuta nei postulati stessi.
         L’assiomatica può applicarsi al sistema giuridico astratto, chiuso e completo in se stesso, ma il suo interagire sociale porta ad una decoerenza in termini fisici e biologici, la non distinzione dei due piani ossia tra sistema chiuso e in interazione con il contesto conduce all’incomprensione delle dinamiche del sistema e al tentativo di imporre logiche interpretative non pertinenti al modello in quel momento in esame.
 
Sergio Sabetta
 
 
Bibliografia
 
·        N. Abbagnano, Storia della filosofia, vol. II Utet 1974;
·        L. Geymonat, Storia della matematica, in Storia delle scienze, a cura di Abbagnano, vol. I, Utet 1962;
·        R. Raggiunti, Introduzione a Husserl, Laterza 1971.
 
 
Abstract da ComplexLab.com

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