Ius soli, il ddl sulla cittadinanza agli stranieri rinviato al 2018
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Ius soli, il ddl cittadinanza rinviato al 2018

Redazione

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Ius soli cittadinanza

Lo Ius soli non si farà. O meglio, il disegno di legge per il diritto di cittadinanza agli stranieri dovrà aspettare per l’approvazione le prossime elezioni politiche del 2018. Nonostante quanto anticipato dal Governo negli ultimi mesi, infatti, in Parlamento mancano i numeri per una legge quantomai divisiva sia dell’opinione pubblica sia di quella dei vari schieramenti politici. È quanto dichiarato senza mezzi termini dal ministro della salute Beatrice Lorenzin e del sottosegretario di Stato Maria Elena Boschi.

Vediamo allora quale percorso potrebbe seguire lo Ius soli prima della possibile approvazione.

 

Boschi: “Oggi non ci sono i numeri”

Molto chiari, quindi, i segnali che provengono dal Governo: dopo le dichiarazioni di Angelino Alfano dei giorni scorsi, arrivano gli interventi di Maria Elena Boschi e di molti altri parlamentari. La Boschi, in particolare, ammette alla Festa dell’Unità di Roma che sarebbe difficile in quest’ultimo scorso di legislatura “trovare i numeri in Parlamento”. Lo Ius soli “è una legge giusta e una legge equilibrata”, ma a oggi non supererebbe la votazione in Senato.

Il ministro Lorenzin, intervenuto alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital, conferma che non ci sono le condizioni per approvare la legge sulla cittadinanza entro il 2017. Similmente, il capogruppo dei senatori dem Luigi Zanda afferma che portare oggi nell’Aula del Senato lo ius soli “significherebbe condannarlo a morte certa”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Finocchiaro conclude sostenendo che i numeri mancherebbero anche se il Governo ponesse la fiducia.

 

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Rinvio alle prossime elezioni politiche

Tutto quello che si può sperare al momento, dunque, è che alle prossime elezioni politiche del 2018 il Pd avrà una maggioranza numericamente più importante. Lo Ius soli è insomma in cima alle priorità del partito ma resta un disegno di legge troppo rischioso per essere affrontato negli ultimi mesi della legislatura. È necessario fare un percorso che porti a un consenso più ampio.

Consenso che, come ricordano dal Pd, passa anche e soprattutto da una corretta informazione in merito al dll: gli italiani, e di riflesso molte forze politiche, concepiscono ancora lo Ius soli come una sorta di lotteria che permetterà a tutti gli immigrati di diventare italiani. Ovviamente, non è così.

Ius soli: chi potrà diventare cittadino italiano?

Lo Ius soli, se sarà approvato nel 2018, cambierà le regole con le quali gli stranieri potranno acquisire la cittadinanza italiana. Oggi, i bambini nati in Italia possono richiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni se hanno mantenuto costantemente la residenza nel nostro Paese. Con lo Ius soli, anche i minori nati in Italia potranno acquisire la cittadinanza se almeno uno dei genitori si troverà legalmente in Italia da 5 anni con permesso di soggiorno permanente e presenterà esplicita domanda al Comune. È il cosiddetto Ius soli “temperato”, perché non permette a chiunque nasca in Italia di diventare italiano.

Per gli extracomunitari, poi, il discorso è un po’ più complicato: almeno uno dei due genitori dovrà non solo essere in possesso del permesso di soggiorno permanente, ma dovrà anche avere un reddito non inferiore all’importo dell’assegno sociale, disporre di un alloggio a norma e conoscere la lingua italiana.

Il nuovo Ius culturae

Il disegno di legge sullo Ius soli prevede però anche una seconda strada per l’acquisizione della cittadinanza: lo Ius culturae. Con l’applicazione dello Ius culturae i bambini che sono arrivati in Italia entro il dodicesimo anno di età, anche se sono nati all’estero, potrebbero comunque richiedere la cittadinanza dopo aver completato un ciclo di istruzione scolastica (scuole elementari o medie, per almeno 5 anni). Ma non solo: gli stranieri che arriveranno in Italia prima dei 18 anni potrebbero richiedere la cittadinanza alle stesse condizioni se vivranno in Italia per almeno 6 anni. È comunque necessario anche in questi casi, è bene ricordarlo, che il genitore sia in possesso di regolare permesso di soggiorno.

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