Incompatibilità dei dipendenti pubblici, novità nel testo di legge sull’anticorruzione

di Redazione

Lilla Laperuta

Si irrigidisce il regime di incompatibilità dei dipendenti pubblici. Il nuovo comma 16ter dell’art. 53 D.Lgs. 165/2001, introdotto ex art. 1, co. 42, del testo di legge sull’anticorruzione (approvata in via definitiva il 31 ottobre) stabilisce, per i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di tali previsioni sono nulli. È, inoltre, vietato ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni. È, infine, prevista la restituzione obbligatoria dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti.

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