In tema di lotterie istantanee e obblighi informativi

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     Indice

  1. Il <Gratta e Vinci> in Cassazione
  2. Sull’obbligo di informazione in tema di cui al decreto Balduzzi
  3. Una regola che non incide sulla validità della scommessa
  4. La differenza fra regole contrattuali e regole di condotta

1. Il <Gratta e Vinci> in Cassazione

La Corte di Cassazione (5 ottobre 2021 n. 26999) si esprime circa il risarcimento del danno a un giocatore che nel 2015, dopo aver acquistato 400 tagliandi del Gratta e Vinci si accorge che gli stessi non recano le indicazioni sulla probabilità di vincita, così come previsto dal Decreto Balduzzi

2. Sull’obbligo di informazione in tema di cui al decreto Balduzzi

L’obbligo di informazione imposto dalle norme del sopra ricordate decreto costituisce una regola di condotta per il concessionario, punita con una sanzione amministrativa, e non già una regola conformativa del contenuto del contratto.


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3. Una regola che non incide sulla validità della scommessa

È indubbio invero che trattasi di un obbligo introdotto al fine di contrastare la dipendenza patologica dal gioco che, in quanto tale, ovviamente non è sufficiente per poter affermare che la mancanza della stampigliatura sui tagliandi comporti la nullità del contratto di scommessa.

4. La differenza fra regole contrattuali e regole di condotta

Il ricorrente, in definitiva, erra in ciò: mostrando di ritenere che qualsiasi misura precauzionale o di sicurezza imposta per legge comporti per ciò solo la nullità dei contratti stipulati da chi, essendo obbligato ad adottare quelle misure di sicurezza, non l’abbia fatto. Confonde, in definitiva, regole contrattuali e regole di condotta (ed in particolare v. Sezioni Unite sentenza n. 26724 del 19/12/2007), pretendendo che la violazione delle seconde costituisca per ciò solo causa di invalidità del contratto.

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