In tema di arresto in flagranza, quale verifica è tenuto a compiere il giudice della convalida?

di Di Tullio D'Elisiis Antonio, Referente Area Diritto penale e Procedura penale

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - VI sez. pen. - sentenza n. 24721 del 24-06-2021

(Annullamento senza rinvio)

Il fatto

Il G.i.p. del Tribunale di Nocera inferiore non convalidata un arrestato per il reato di induzione indebita.

I motivi addotti nel ricorso per Cassazione

Avverso questa decisione proponeva ricorso per Cassazione la pubblica accusa per erronea applicazione della legge nonché per mancanza o manifesta illogicità della motivazione.

Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione

Il ricorso veniva ritenuto fondato in quanto, secondo i principi ripetutamente affermati dalla Cassazione, in tema di arresto in flagranza, il giudice della convalida deve limitarsi alla verifica della sussistenza dei presupposti legali per l’arresto e dell’uso ragionevole dei poteri da parte della polizia giudiziaria, alla quale è istituzionalmente attribuita una sfera discrezionale nell’apprezzamento dei medesimi, in una chiave di lettura che non deve riguardare né la gravità indiziaria e le esigenze cautelari (trattandosi di valutazione riservata all’applicazione delle misure cautelari coercitive) né l’apprezzamento sulla responsabilità (riservato alla fase di cognizione del giudizio di merito), in guisa tale che il giudice della convalida non può sovrapporre una propria autonoma interpretazione degli elementi oggettivi evidenziati nel verbale di arresto e, al fine di effettuare il controllo di ragionevolezza, deve porsi nella stessa situazione di chi ha operato l’arresto ed a tal fine è sufficiente che le ragioni che hanno indotto gli operanti a procedere all’arresto emergano dal contesto descrittivo del verbale d’arresto o dagli atti complementari, in modo da consentire al giudice della convalida di prenderne conoscenza e di sindacarle.

Volume consigliato

Compendio di Diritto Penale

Compendio di Diritto Penale

Fabio Piccioni, 2021, Maggioli Editore

Il testo è aggiornato a: D.Lgs. 75/2020 (lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione); D.L. 76/2020 (c.d. decreto semplificazioni); L. 113/2020 (Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle...



Orbene, ad avviso del Supremo Consesso, di tali principi non aveva fatto corretta applicazione il giudice procedente avendo costui travalicato i limiti del controllo affidatogli ex art. 391 cod. proc. pen. non limitandosi alla valutazione della sussistenza degli elementi che legittimavano l’arresto secondo una verifica ex ante, ma sovrapponendo la propria valutazione sulla gravità del fatto e sulla pericolosità del soggetto, senza fornire adeguata motivazione sugli elementi oggettivi presentatisi alla polizia giudiziaria – consegna del denaro nel luogo concordato con la persona offesa, modalità di fissazione dell’appuntamento, rinvenimento del denaro in possesso dell’indagato, registrazione del colloquio – ed omettendo di considerare che la polizia giudiziaria aveva svolto accertamenti sulle dichiarazioni del denunciante, acquisendo i tabulati e le registrazioni dei colloqui, effettuati nel corso degli incontri precedenti: circostanze che, valutate unitamente alla consegna del denaro ed alle affermazioni dell’indagato, risultanti dal colloquio registrato che, sempre per gli Ermellini, deponevano per la sussistenza del reato e per la reiterazione delle consegne di denaro all’indagato, quale emissario dei pubblici ufficiali denunciati.

L’ordinanza di non convalida dell’arresto veniva, pertanto, annullata, ma in ossequio all’orientamento prevalente (Sez. 5, n. 21183 del 27/10/2016; Sez. 2, n. 21389 del 11/03/2015), l’annullamento veniva disposto senza rinvio, ai sensi dell’art. 620, comma 1, lett. I), cod. proc. pen., trattandosi di una fase oramai esaurita nella quale il giudice di merito avrebbe dovuto limitarsi a statuire formalmente la correttezza dell’iniziativa a suo tempo assunta dalla polizia giudiziaria e la legittimità dell’arresto- e quindi, l’esistenza dei presupposti che avrebbero giustificato la relativa convalida-, già riconosciute dalla Suprema Corte con la presente decisione.

Conclusioni

La decisione in esame è assai interessante essendo ivi chiarito quale verifica è tenuto a compiere il giudice della convalida in tema di arresto in flagranza di reato.

Difatti, in tale pronuncia, sulla scorta di un orientamento nomofilattico consolidato, si afferma che, in tema di arresto in flagranza, il giudice della convalida deve limitarsi alla verifica della sussistenza dei presupposti legali per l’arresto e dell’uso ragionevole dei poteri da parte della polizia giudiziaria, alla quale è istituzionalmente attribuita una sfera discrezionale nell’apprezzamento dei medesimi, in una chiave di lettura che non deve riguardare né la gravità indiziaria e le esigenze cautelari (trattandosi di valutazione riservata all’applicazione delle misure cautelari coercitive) né l’apprezzamento sulla responsabilità (riservato alla fase di cognizione del giudizio di merito), in guisa tale che il giudice della convalida non può sovrapporre una propria autonoma interpretazione degli elementi oggettivi evidenziati nel verbale di arresto e, al fine di effettuare il controllo di ragionevolezza, deve porsi nella stessa situazione di chi ha operato l’arresto ed a tal fine è sufficiente che le ragioni che hanno indotto gli operanti a procedere all’arresto emergano dal contesto descrittivo del verbale d’arresto o dagli atti complementari, in modo da consentire al giudice della convalida di prenderne conoscenza e di sindacarle.

Questo provvedimento, quindi, deve essere preso nella dovuta considerazione al fine di appurare se il giudice della convalida abbia correttamente compiuto cotale verifica, oppure no.

Il giudizio in ordine a quanto statuito in tale decisione, proprio perché contribuisce a fare chiarezza su siffatta tematica procedurale, dunque, non può che essere positivo.

Volume consigliato

Compendio di Diritto Penale

Compendio di Diritto Penale

Fabio Piccioni, 2021, Maggioli Editore

Il testo è aggiornato a: D.Lgs. 75/2020 (lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione); D.L. 76/2020 (c.d. decreto semplificazioni); L. 113/2020 (Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle...



Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

antonio-di-tullio-d-elisiis

Di Tullio D'Elisiis Antonio

Avvocato iscritto al foro di Larino (CB) e autore di diverse pubblicazioni redatte per conto di differenti case editrici. In particolare sono stati scritti molteplici libri, nonché e-book, prevalentemente in materia di diritto e procedura penale per la Maggioli editore, oltre che redatte da un lato, tre monografie rispettivamente sulle vittime di reato, mediante un commento del decreto legislativo, 15/12/2015, n. 212, per Altalex editore e sulla giustizia penale minorile e sui mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova per Nuova Giuridica, dall'altro, quattro monografie per la Primiceri editore (dibattimento nel processo penale; le impugnazioni straordinarie in ambito penale, il ruolo della parte civile nel processo penale e l'esecuzione penale). Per Diritto.it è Referente dell'area di Diritto penale e Procedura penale.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto.it attraverso le nostre newsletter. 

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alle newsletter!