In arrivo il decreto per la revoca del green pass ai positivi

di Redazione

A breve verrà emanato un decreto che preveda la revoca del green pass a chi risulta positivo. Al momento infatti chi ha il certificato verde e risulta positivo al virus, conserva il green pass che ai controlli dell’app VerificaC19 risulta regolare.
Ovviamente violare la quarantena è un reato, ma è necessario che il certificato venga immediatamente revocato a chi contrae il virus.
Forse il Legislatore aveva sperato nella buona fede degli italiani che muniti di green pass e positivi al Covid sarebbero stati a casa nel rispetto della quarantena evitando di diffondere il virus. Invece sono diversi i casi in Italia di persone positive al virus che violano la quarantena per raggiungere la fidanzata in hotel, come nel caso avvenuto a Torino e riportato da La Stampa.

Il provvedimento di revoca del green pass dovrà essere contenuto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il Garante privacy ha dato il suo ok al decreto con provvedimento del 13 dicembre.

Come funziona la revoca del green pass

Per gestire la revoca del certificato verde, bisognerà fare in modo che i database relativi ai dati sui tamponi molecolari positivi elaborati dalle aziende sanitarie regionali siano in contatto con la piattaforma dei green pass gestita dal ministero della salute.

Nella pratica, verrà realizzato un database, una “black list”, dei green pass revocati a quelle persone già in possesso del certificato verde ma in seguito diventate positive al Covid, che la app verifica C-19 presenterà come “non validi”. Poi, una volta terminata la quarantena, si tornerà in possesso del green pass.

Il parere del Garante privacy

Il Garante privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che aggiorna le disposizioni relative al green pass e agli obblighi vaccinali per alcune categorie di lavoratori.

Nel provvedimento, l’Autorità ha evidenziato come, “il complesso delle misure adottate anche a seguito delle interlocuzioni con il Ministero della salute siano conformi al principio di liceità e, più in generale, alla disciplina sulla protezione dei dati personali”.

Il Garante inoltre ha chiesto di prevedere nel decreto la registrazione di ulteriori informazioni aggiuntive nel momento in cui viene rilasciato il green pass da parte degli operatori sanitari, come identificativo dell’operazione, codice fiscale o identificativo del soggetto che ha eseguito l’operazione, modalità di autenticazione dell’operatore sanitario, codice fiscale o i dati anagrafici dell’interessato, l’identificativo univoco del certificato (UVCI) della certificazione, data e ora dell’operazione. E tutto questo per fronteggiare tutti quei casi di diffusione online di numerose certificazioni verdi.

Il Garante della Privacy ha comunque chiesto al Ministero della salute alcune integrazioni per rendere evidente all’interessato la modalità di verifica utilizzata dal verificatore, introducendo, all’interno dell’app VerificaC19, elementi testuali, grafici e visivi per le due modalità di verifica (“base” o “rafforzata”).

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