Il riconoscimento giuridico del "terzo genere sessuale" da parte della Repubblica Federale Tedesca

Il riconoscimento giuridico del “terzo genere sessuale” da parte della Repubblica Federale Tedesca

Vagli Giovanni

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La Repubblica Federale Tedesca sarà il primo Stato europeo ad ammettere il riconoscimento di un “genere sessuale indefinito”, a decorrere dal prossimo 1º novembre.

Nonostante l’approvazione legislativa sia avvenuta nel mese di maggio scorso1, solo adesso se n’è presa conoscenza, grazie soprattutto alla diffusione fattane dalla rivista di diritto della famiglia “FamRZ”2.

La scelta ricadrà sui genitori del neonato, i quali, al momento della registrazione della nascita del figlio, potranno optare per l’indicazione “in bianco” relativamente al sesso dello stesso, nei casi in cui esso non possa essere definito con certezza; tale indicazione comparirà pure sul certificato di nascita della persona interessata.

In pratica, si tratta di una modifica legislativa che intende tutelare i casi di ermafroditismo (o intersessualità)3; il soggetto cui è stato attribuito il genere sessuale indefinito avrà poi la facoltà di cambiare il proprio status, dopo che le sue caratteristiche genitali avranno assunto una connotazione definitiva. Si tratta in ogni caso di una mera eventualità, e non di un obbligo giuridico, in quanto la legislazione approvata permette di mantenere il genere indefinito, non prevedendosi all’uopo alcun ostacolo.

Tutto ciò ha sollevato alcune problematiche giuridiche.

In primo luogo, per ciò che concerne l’emissione di documenti d’identità, per i quali, allo stato attuale delle cose, in Germania sussiste l’obbligo di indicazione del genere maschile o femminile: ovviamente, tutto ciò dovrà essere riveduto alla luce delle novità introdotte in materia di genere sessuale4.

I transessuali già avevano avuto riconoscimento legale in Germania, ma non gli ermafroditi, i quali erano obbligati ad indicare nei documenti, a seconda dei casi, il sesso maschile o quello femminile; con l’entrata in vigore della recente legislazione dovrà adottarsi un sistema diverso, in conformità con le novità introdotte; alcuni hanno suggerito l’adozione di una terza lettera (“X”), in luogo di “M” o “F”, sulla scorta di quanto già avviene in Australia, che è stato il primo Paese al mondo a riconoscere il genere indeterminato5.

Altra questione riguarda, ovviamente, la normativa in tema di matrimonio, la quale pure necessita di adeguate alterazioni; la Repubblica Federale Tedesca non ha ancora legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, essendosi limitata al mero riconoscimento delle unioni di fatto. In ogni caso, anche per questo tipo di convivenza legalizzata, la normativa in vigore fa riferimento solo a soggetti di sesso maschile o femminile, non prevedendosi alcun’altra opzione. Tali disposizioni dovranno essere modificate in virtù del riconoscimento legale del genere indefinito6.

Nonostante la rilevanza materiale delle innovazioni introdotte dalla recente modifica legislativa, l’ILGA – Europe7, nella persona del suo Presidente Silvan Agius, non ha dimostrato grande soddisfazione rispetto alla novella normativa, esprimendo, al contrario, rammarico a causa dei profondi ritardi legislativi sulla materia in questione; nonostante le pressioni dell’Unione Europea, che spingono gli Stati Membri ad approvare norme contrarie alla discriminazione sessuale, in Europa le cose si stanno muovendo con estrema lentezza e quindi rimangono ancora molti passi da realizzare al riguardo; viene quindi auspicato che la decisione tedesca costituisca un esempio e serva per dare impulso al resto dei Paesi europei, affinché si decidano a muoversi nello stesso senso 8.

 

1 Più precisamente, il giorno 7 maggio 2013 ["Gesetz zur Änderung personenstandsrechtlicher Vorschriften (Personenstandsrechts-Änderungsgesetz – PstRÄndG")]. La pubblicazione è avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale della Germania Federale – Parte I, n. 23, in data 14 maggio 2013 (“Bundesgesetzblatt Teil I 2013 Nr. 23 14.05.2013“), pp. 122 e seguenti; la rispettiva rettifica (“Berichtigung“) del 12 luglio 2013 è stata invece pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Germania Federale – Parte I, n. 38, in data 18 luglio 2013 (Bundesgesetzblatt Teil I 2013 Nr. 38 18.07.2013“), p. 2440; entrambi i testi legislativi sono reperibili nel website della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Federale Tedesca (Bundesgesetzblatt“), che è il seguente: www.bgbl.de.

2 Il website della rivista in parola è www.famrz.de.

3 Un’esaustiva trattazione delle problematiche inerenti all’oggetto della modifica legislativa, specificamente dedicata all’intersessualità, è contenuta nel parere espresso dal Comitato Etico Tedesco (“Deutscher Ethikrat”) consultabile in http://dip21.bundestag.de/dip21/btd/17/090/1709088.pdf; il Comitato Etico Tedesco è stato istituito con legge del 16 luglio 2007; esso ha sostituito il “Nationaler Ethikrat”, che è rimasto in funzione dal giugno 2001 sino al mese di febbraio 2008. È costituito da 26 membri, che sono specialisti in diverse aree, quali le discipline mediche, scientifiche, l’etica, il diritto, l’economia, la teologia o il settore sociale. Tra i suoi svariati compiti vi è appunto quello di esprimere pareri indirizzati ad organi politici e legislativi. Per ulteriori informazioni sul “Deutscher Ethikrat” si rimanda al relativo website (www.ethikrat.org).

4 Il Ministro della Giustizia Sabine Leuthheusser-Schnarrenberger ha a tal fine asserito che il riconoscimento del terzo sesso avrà come conseguenza ulteriori riforme normative (cfr. Germany to become first European state to allow ‘third gender’ birth certificates, http://rt.com/news/third-gender-birth-germany-592/, in data 17 agosto 2013).

5 Cfr. Australia introduces a third gender option on passports – X, www.dailymail.co.uk, in data 11 settembre 2011;Rheanna Murray, Germany to add third gender option to birth certificates, www.nydailynwes.com, in data 19 agosto 2013.

6 Si rimanda al riferimento indicato alla nota 4.

7 Si tratta di un’Associazione che difende e si batte per il diritto all’uguaglianza di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali; il relativo sito internet è www.ilga-europe.org.

8 Le affermazioni riportate nel testo sono contenute nell’articolo di Friederike Heine, M, F or Blank: ‘Third Gender’ Official in Germany from November, www.spiegel.de, in data 16 agosto 2013.

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