Il puzzle dell’Imu spaventa i comuni

Il puzzle dell’Imu spaventa i comuni

Redazione

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Legautonomie denuncia il groviglio normativo dopo le modifiche del decreto fiscale. L’Anci chiede un ripensamento sulla prima casa. La CGIA lancia l’allarme: calcoli impossibili. Intanto dai ministeri e dall’Ifel arrivano le prime stime di gettito

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Le ultime modifiche all’impianto dell’Imu, apportate dal decreto legge fiscale, da oggi al Senato per l’ok definitivo, non sembrano avere risolto i problemi di applicabilità dell’imposta. Anzi pare che questi, nella percezione degli amministratori locali, siano addirittura peggiorati. Tanto che nelle ultime ore sta montando la fronda contro il nuovo tributo al debutto da giugno.

 

Le preoccupazioni
“Legautonomie condivide le forti preoccupazioni espresse in questi giorni dall’Anci e condivide la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio dei Ministri”, afferma in una nota Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa. “L’assoluta rigidità espressa dal Governo in tema di tesoreria unica, patto di stabilità, trasferimenti statali, il groviglio normativo sull’Imu che vedrà da una parte i cittadini tartassati da tasse e imposte e dall’altra parte i sindaci nelle vesti di “crudeli esattori” per conto dello Stato – afferma Filippeschi – senza avere neppure una minima certezza di veder tornare quel gettito investito sul proprio territorio, impone uno stop e una profonda riflessione da parte del Governo”. Secondo il presidente di Legautonomie “non si sta andando nella giusta direzione; in piena recessione il Paese ha bisogno di politiche territoriali che diano ossigeno alle imprese, alle famiglie e ai cittadini. I comuni possono essere fondamentali in questo momento e fare la differenza. Senza liquidità né gettito, senza trasferimenti statali, senza autonomia impositiva, si torna indietro e si condanna il futuro dell’Italia. Legautonomie aderirà senz’altro alla giornata nazionale di mobilitazione del 24 maggio dedicata ai temi del lavoro, dello sviluppo e della crescita, e promuoverà la migliore riuscita dell’iniziativa”. “Per quel che concerne il futuro, e in particolare il 2013, ritengo che l’Imu debba essere radicalmente ripensata”, fa eco il delegato alla Finanza Locale e sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli. La revisione dell’imposta deve essere fatta, spiega, “da un lato per correggere le troppe distorsioni che ne caratterizzano l’impianto complessivo; dall’altro per ridurne l’impatto complessivo e assicurare una maggiore sostenibilità di un balzello che, inopinatamente, è stato gravato di una percentuale statale aggiuntiva originariamente non prevista”. In questa logica, prosegue Castelli, “l’impegno del Governo a rivedere l’Imu sulla prima casa è senz’altro una buona notizia. L’importante è che questa rivisitazione – avverte in conclusione – non venga posta a carico dei Comuni ma compensata da una contrazione del gettito di pertinenza statale”.

 

Calcoli difficili
Tutte preoccupazioni enfatizzate anche nelle prime elaborazioni dei tecnici. “Se i comuni modificheranno l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille, sarà un vero e proprio rebus pagare anche la seconda rata dell’Imu sulle seconde case e sugli immobili ad uso commerciale e produttivo”, sottolinea ad esempio il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, rilevando che se il comune deciderà, dopo l’acconto di giugno, di aumentare l’aliquota, portandola ad esempio all’8 per mille, la quota da pagare con la seconda rata, si stabilirà tramite un doppio calcolo: il primo per determinare l’importo che andrà all’Erario, sempre calcolato con l’aliquota ordinaria (7,6 per mille), il secondo per calcolare l’importo che andrà al comune, tenendo conto che la parte eccedente il 7,6 per mille andrà tutta al Comune. “Tutto ciò – per Bortolussi – creerà dei grossi problemi a tutti i contribuenti per calcolare quale importo dovrà essere versato all’ente locale e quale allo Stato. Una situazione veramente diabolica che rischia di mandare nel panico milioni di contribuenti”.

 

Le stime
Intanto arrivano le prime stime di gettito. A seguito della pubblicazione della proiezione provvisoria delle assegnazioni 2012 e delle stime del gettito dell’Imu presso i siti dei Ministeri dell’interno e dell’economia, l’Ifel ha messo on line sul proprio sito alcuni dati di maggiore dettaglio, così da permettere a tutti i comuni una valutazione più approfondita. “I dati che divulghiamo sono gli ultimi diffusi dai Ministeri competenti nel corso dell’istruttoria sull’attuazione del decreto legge n. 201 del 2011 e possono, in qualche caso, differire da quelli oggi pubblicati nei siti ufficiali dei Ministeri indicati”, avverte l’Ifel, ricordando che in base al comma 12-bis dell’articolo 13 del d.l. 201 (introdotto con il decreto fiscale), i comuni iscriveranno ed accerteranno tra le entrate del bilancio di previsione i valori ministeriali del gettito Imu stimato dal Ministero dell’economia a disciplina di base, che i comuni dovranno variare in conseguenza delle eventuali modifiche al regime Imu derivanti dalle proprie deliberazioni, e del valore del Fondo di riequilibrio o dei trasferimenti statali oggetto di assegnazione per il 2012.

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