Il matrimonio forzato 

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Il matrimonio forzato o matrimonio coatto è un matrimonio nel quale una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti, vengono fatte sposare contro la propria volontà. 

     Indice 

  1. Il matrimonio combinato e forzato
  2. Le spose bambine
  3. La cultura greco-romana
  4. Il ritorno del matrimonio forzato nella società globalizzata

1. Il matrimonio combinato e forzato 

In numerosi paesi vige, o vigeva prima della tradizione del matrimonio romantico, la tradizione del matrimonio combinato, che dal punto di vista giuridico si deve distinguere da quello forzato

Nel caso del matrimonio combinato, i genitori degli sposi oppure dei terzi si limitano a un ruolo guida.

La volontà di chi va incontro al matrimonio ha lo stesso il ruolo decisivo. 

Il libero e pieno consenso degli interessati non c’è nel caso del matrimonio forzato.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sancisce che:

Il matrimonio potrà essere concluso esclusivamente con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

La distinzione tra un matrimonio combinato e uno forzato può essere molto difficile. 

I casi più evidenti sono la minaccia e l’utilizzo di violenza contro la persona renitente, che può sfociare anche nel delitto d’onore, istituzione ancora molto diffusa nel continente africano e in quello asiatico.

La distinzione tra matrimonio forzato e combinato suscita delle riserve che vanno dalle semplici perplessità al rifiuto più completo di chi sostiene che tra i due concetti la differenza sia inesistente.

Nonostante questo, sono numerosi i motivi che spingono a combinare o a forzare matrimoni in una cultura. 

Arrangiare un matrimonio serve prima di tutto a stringere legami familiari fra due famiglie e ad aumentarne la ricchezza, come poteva avvenire in Europa nel Medioevo o nel Rinascimento. 

Può servire a una famiglia per controllare la sessualità dei propri membri, limitando i comportamenti non ammessi o non desiderati, oppure a proteggerne lo sviluppo emotivo, evitando relazioni reputate dannose e favorendo unicamente quelle approvate dai familiari secondo norme culturali o religiose.

Il matrimonio combinato è considerato un modo risolutore per ovviare alle conseguenze di una gravidanza indesiderata o al frutto di un’unione non ufficiale. 

Il matrimonio combinato è un modo per facilitare l’immigrazione di una popolazione in un paese straniero.

2. Le spose bambine 

In alcuni paesi è ancora consuetudine sposare ragazze minorenni spesso non ancora adolescenti per vari motivi culturali oppure economici.

I mariti, di frequente, hanno molti più anni di loro. 

Organizzazioni dei diritti umani come Unicef e Amnesty International sostengono campagne di contrasto al fenomeno. 

I matrimoni forzati sono compresi nella definizione di bambini soldato data dall’Unicef.

Save the Children nel report dell’11 ottobre 2021, stima in 22.000 ragazze morte all’anno per gravidanza o parto a causa del matrimonio infantile.  


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3. La cultura greco-romana 

Ci sono diversi esempi nella mitologia greca e romana.

In Grecia, il rapimento di Persefone da parte di Ade, di Dafne e Leucotoe da parte di Apollo, di Cassandra da parte di Aiace di Locride, di Auge da parte di Eracle, di Andromaca da parte di Ettore e Neottolemo, e di Polissena sempre da parte di Neottolemo, di Climene da parte di Acamante

A Roma, il ratto delle sabine permise a Romolo, dopo avere fondato Roma, di stringere alleanze e ottenere delle donne – rapendole – con cui procreare e popolare la nuova città.

4. Il ritorno del matrimonio forzato nella società globalizzata 

La pratica, che colpisce più le donne che gli uomini, era frequente in passato anche nei paesi di religione cristiana. 

Svolgeva ad esempio un certo ruolo tra gli aristocratici. 

Si ricorda a tal proposito che una commedia di Molière. Il matrimonio forzato, (1664) era ancora ispirata a questo tema. È utile anche ricordare che perfino in un passato relativamente recente, in diverse zone dell’Europa mediterranea era abbastanza normale che il matrimonio riparatore potesse essere imposto con l’ausilio dell’intimidazione o della violenza in senso stretto.

Al giorno d’oggi matrimonio forzato è in ogni caso un argomento di sempre maggiore interesse nei paesi industrializzati, dove viene spesso considerato come fenomeno di nuovo schiavismo. 

Secondo fonti di polizia nel Regno Unito si avrebbe notizia in quel paese di circa 200 matrimoni forzati all’anno, nei quali sono coinvolte per lo più persone originarie dalle aree sudasiatiche. 

Il governo britannico ha comunicato che i matrimoni forzati sono da considerare come un attacco alla democrazia di quel Paese.

Non sono rari i casi nei quali donne nate in Francia da genitori immigrati vengono costrette all’emigrazione nei paesi d’origine dei genitori, generalmente nel Maghreb. 

In Germania, il dibattito è particolarmente acceso anche grazie al contributo di scrittrici come Serap Cieli, Seyran Ates e Necla Kelek.

 I loro lavori descrivono la nascita di un traffico di esseri umani, in entrambe le direzioni, tra la Germania e l’Anatolia, e lo svilupparsi di una società islamica parallela nei quartieri di Berlino.

Nei vari stati occidentali, si osserva un primo sforzo da parte dell’amministrazione pubblica per fronteggiare la questione. 

In Italia, diversamente da molti altri Paesi europei, non era ancora stata introdotta nessuna disposizione ad hoc per questi comportamenti, la quale espressione penale poteva essere in qualche modo assicurata attraverso il ricorso alle situazioni relative in particolare agli articoli 572, 605, 610, 609-bis, 609-quater del codice penale, i quali estremi possono risultare integrati nell’ambito di una vicenda di matrimonio forzato

Si tratta di una tutela poco uniforme, che non si rivolge in modo puntuale allo specifico bene giuridico della libertà di autodeterminarsi sulla propria vita sentimentale e matrimoniale e non riesce a cogliere compiutamente il fatto lesivo.

La Suprema Corte di Cassazione, con una recente ordinanza (Cass. Ord. 20/04/2022 n. 12647) ha ribadito che la violenza di genere rientra tra le ipotesi di riconoscimento della protezione internazionale e il matrimonio imposto.

Si tratterà meglio in seguito con un articolo dedicato e maggiormente dettagliato sulla questione.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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