Il difensore può proporre istanza di ricusazione solo a condizione di essere munito di specifico mandato

di Di Tullio D'Elisiis Antonio, Referente Area Diritto penale e Procedura penale
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Qui la sentenza: Corte di Cassazione - VI sez. pen. - sentenza n. 10653 del 26-03-2020

(Ricorso dichiarato inammissibile)

L’istanza di ricusazione

Il difensore dell’imputato depositava una istanza di ricusazione ex art. 37 c.p.p. nei confronti di taluni consiglieri della Suprema Corte di Cassazione.

In particolare, una volta richiamata la sentenza della Corte Costituzionale n. 2/1999 sulla incompatibilità del giudice chiamato a pronunciarsi in procedimenti diversi e illustrate le ragioni per le quali l’istanza dovesse ritenersi tempestiva (estraneità del difensore dell’imputato al precedente giudizio e conoscenza della precedente decisione solo in esordio di udienza; invito all’astensione, non accolto dai magistrati indicati; preannunciato deposito di istanza di ricusazione con concessione di un termine alla difesa per consultare l’assistito e rinvio ad una successiva udienza), l’istante chiedeva l’accoglimento dell’istanza.

Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione

L’istanza veniva stimata inammissibile per mancanza di legittimazione dell’istante in quanto il difensore di fiducia del ricorrente non era munito di procura speciale.

Si osservava a tal proposito che, secondo il consolidato orientamento della Cassazione, la ricusazione rientra tra gli atti cd personalissimi che possono essere compiuti solo dall’imputato personalmente o a mezzo di procuratore speciale ed essendo la ricusazione atto personale dell’interessato, ad avviso del Supremo Consesso, deve escludersi un’autonoma, parallela legittimazione del difensore che può proporre istanza di ricusazione solo a condizione di essere munito di specifico mandato, anche se non nelle forme della procura speciale, mentre è insufficiente il solo mandato difensivo (Sez. U., n. 18 de105/10/1994, dep. 1995; Sez. 4, del 11/04/2017; Sez. 5, n. 37468 del 03/07/2014).

Tal che, risultando l’istanza sottoscritta dal solo difensore, se ne faceva conseguire l’inammissibilità dell’istanza proposta con procedura de plano ex art. 610 c.p.p., comma 5 bis, che, rammenta la Cassazione, espressamente richiama l’art. 591, comma 1, lett. a), limitatamente al difetto di legittimazione.

Conclusioni

La decisione in questione è assai interessante in quanto si afferma, una volta fatto presente che la ricusazione rientra tra gli atti cd personalissimi che possono essere compiuti solo dall’imputato personalmente o a mezzo di procuratore speciale, che il difensore può si proporre istanza di ricusazione ma solo nella misura in cui costui sia munito di uno specifico mandato che, sebbene non debba necessariamente consistere in una procura speciale, tuttavia non può identificarsi nel solo mandato difensivo.

Alla luce di quanto statuito in siffatta pronuncia, ove si voglia proporre una istanza di questo tipo, l’avvocato è dunque tenuto a prestare la dovuta attenzione nel farsi rilasciare un apposito mandato defensionale da parte del proprio assistito per evitare che essa venga dichiarata inammissibile.

Il giudizio in ordine a quanto asserito in tale provvedimento, proprio perché fa chiarezza su questa tematica procedurale, dunque, non può che essere positivo.

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Conseguita la laurea con lode all’età di 22 anni, ha superato gli orali dell’esame di avvocato e del concorso in magistratura poco dopo aver compiuto i 25 anni. Giudice penale del Tribunale di Roma, già giudice civile, dell’esecuzione e del lavoro e referente distrettuale per la formazione decentrata - Scuola Superiore della Magistratura, attualmente è coordinatore dei Corsi per la preparazione al concorso in Magistratura e all’esame di Avvocato presso l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. Autore di oltre 200 pubblicazioni - tra monografie, opere collettanee e articoli su riviste scientifiche - è il curatore di numerose collane. Ha partecipato, nella qualità di relatore, a convegni nazionali e internazionali.
Paolo Emilio De Simone
Magistrato dal 1998, dal 2006 è in servizio presso la prima sezione penale del Tribunale di Roma; in precedenza ha svolto le sue funzioni presso il Tribunale di Castrovillari, presso la Corte di Appello di Catanzaro, nonché presso il Tribunale del Riesame di Roma. Nel biennio 2007/2008 è stato anche componente del Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Roma previsto dalla legge costituzionale n. 1/1989. Dal 2016 è inserito nell’albo dei docenti della Scuola Superiore della Magistratura, ed è stato nominato componente titolare della Commissione per gli Esami di Avvocato presso la Corte di Appello di Roma per le sessioni 2009 e 2016. È autore di numerose pubblicazioni, sia in materia penale che civile, per diverse case editrici.

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Di Tullio D'Elisiis Antonio

Avvocato iscritto al foro di Larino (CB) e autore di diverse pubblicazioni redatte per conto di differenti case editrici. In particolare sono stati scritti molteplici libri, nonché e-book, prevalentemente in materia di diritto e procedura penale per la Maggioli editore, oltre che redatte da un lato, tre monografie rispettivamente sulle vittime di reato, mediante un commento del decreto legislativo, 15/12/2015, n. 212, per Altalex editore e sulla giustizia penale minorile e sui mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova per Nuova Giuridica, dall'altro, quattro monografie per la Primiceri editore (dibattimento nel processo penale; le impugnazioni straordinarie in ambito penale, il ruolo della parte civile nel processo penale e l'esecuzione penale). Per Diritto.it è Referente dell'area di Diritto penale e Procedura penale.


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