I criteri di valutazione delle offerte devono essere conosciuti prima della presentazione delle stesse (TAR N. 00734/2011)

di Lazzini Sonia

Qui la sentenza: I criteri di valutazione delle offerte devono essere conosciuti prima della presentazione delle stesse

Illeggitimo comportamento della Commissione che non si è limitata ad esplicare il percorso che avrebbe seguito nel corso di valutazione delle offerte e nell’articolare la motivazione, ma ha al contrario integrato i criteri che avrebbero dovuto condurre all’attribuzione dei punteggi,

non essendo affatto scontato” che le late previsioni indicate nel bando di gara, quali la “gestione degli incassi”, o la “manutenzione della segnaletica”, sarebbero state suscettibili di essere apprezzate esclusivamente in relazione ai tempi della loro rispettiva esecuzione, essendo ragionevolmente ipotizzabile la fruizione di diversi parametri quantitativi o qualitativi.

per garantire il rispetto dei principi di parità di trattamento e di trasparenza, occorre che tutti gli elementi presi in considerazione dall’amministrazione aggiudicatrice per identificare l’offerta economicamente più vantaggiosa e, se possibile, la loro importanza relativa siano noti ai potenziali concorrenti al momento della preparazione delle loro offerte” (Corte di Giustizia Sez. I 24.11.2005, n. 331, punto n. 24).

Il rilevo comunitario della giurisprudenza citata, e il suo richiamo ai principi di parità di trattamento e di trasparenza, comportano la sua applicabilità anche alla procedura di affidamento in questione, anche a prescindere dall’esatta determinazione degli articoli del codice dei contratti ad essa applicabili. Peraltro, la lettera u) del comma 1 dell’art. 1 del D.Lgs. 11 settembre 2008, n. 152, ha soppresso il comma 4 dell’art. 83 del D.Lgs. n. 163/06, nella parte in cui consentiva alla commissione giudicatrice prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte, di fissare in via generale “i criteri motivazionali cui si atterrà per attribuire a ciascun criterio e subcriterio di valutazione il punteggio tra il minimo e il massimo prestabiliti dal bando”.

Nel caso di specie la Commissione non si è limitata ad esplicare, come infondatamente assunto ex adverso, il percorso che avrebbe seguito nel corso di valutazione delle offerte e nell’articolare la motivazione, ma ha al contrario integrato i criteri che avrebbero dovuto condurre all’attribuzione dei punteggi, non essendo affatto “scontato” che le late previsioni indicate nel bando di gara, quali la “gestione degli incassi”, o la “manutenzione della segnaletica”, sarebbero state suscettibili di essere apprezzate esclusivamente in relazione ai tempi della loro rispettiva esecuzione, essendo ragionevolmente ipotizzabile la fruizione di diversi parametri quantitativi o qualitativi. Né rileva in contrario il fatto che la ricorrente abbia indicato nella propria offerta i propri tempi di intervento, trattandosi di una precisazione dei futuri impegni sul piano contrattuale, che non può costituire sotto alcun profilo la prova che la predetta integrazione dei criteri, disposta unilateralmente dalla Commissione, fosse una passaggio meramente scontato del processo di valutazione delle singole offerte presentate.

Neppure rileva, infine, il superamento della cosiddetta prova di resistenza da parte della ricorrente, ai fini della dimostrazione dell’esistenza di un suo interesse alla definizione del motivo. L’accertamento dell’illegittimità dell’operato della commissione, nella parte in cui ha integrato i criteri di aggiudicazione già stabiliti nel bando, è sufficiente a inficiarne l’operato, non potendosi prevedere quale sarebbe stato l’esito delle valutazioni a seguito di una loro corretta applicazione.

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