Gli Stati Uniti d’America: origini e sviluppo del sistema giuridico

Gli Stati Uniti d’America: origini e sviluppo del sistema giuridico

di La Marchesina Dario, Dott.

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Con la dichiarazione di indipendenza scritta da Jefferson ed approvata il 4 luglio 1776 nacquero gli Stati Uniti d’America che originariamente erano 13 mentre attualmente sono 50.

Nel 1787 si arrivò alla formazione di un governo federale e venne redatta una costituzione; la costituzione americana, documento di altissimo valore intellettuale, si basa su tre punti di equilibrio:

  • Il primo riguarda il sistema di governo federale diviso in tre poteri indipendenti che si possono controllare a vicenda: esecutivo, affidato al presidente degli U.S.A. eletto per 4 anni da un collegio di elettori indipendenti dal Congresso; il presidente nomina i propri ministri e funzionari federali dietro ratifica del senato.

Legislativo, affidato al Congresso, organo bicamerale composto dalla camera dei rappresentanti e dal senato.

Giudiziario, affidato ai giudici, nominati dal presidente con l’approvazione del senato, rimangono in carica a vita ed il loro salario è fisso.

  • Il secondo riguarda i poteri assegnati al sistema di governo federale, una ricerca di equilibrio che diede luogo a due gruppi politici: federalisti e nazionalisti.
  • Il terzo punto di equilibrio riguarda il livello costituzionale: occorreva un equilibrio tra principio maggioritario e tutela dei diritti individuali.

Alcuni dei più importanti redattori della costituzione tra cui Madison pensavano che il diritto della nuova unione dovesse essere il common law e che questo fosse sufficiente per tutelare i diritti individuali; si trattava di elaborare una forma di legislazione essenzialmente politica.

Ma la base democratica sulla quale lo stato americano si fondava non poteva rifiutare il principio maggioritario; per questo il progetto di Madison fu rispettato solo all’inizio, con la maggioranza degli americani che voleva la legge come fonte primaria del diritto.

Il primo congresso federale approvò quindi 10 emendamenti di cui i primi nove sono detti “bill of rights” in quanto tutelano i valori e i diritti fondamentali dell’uomo.

 

La judicial review

La revisione giudiziaria (judicial review) è il potere di una corte di rivedere una legge o un atto ufficiale governativo in caso di problemi di costituzionalità o violazioni dei principi della giustizia; questo controllo è ormai la prassi nelle società democratiche.

Madison credeva invece di aver elaborato un sistema di governo federale così equilibrato da escludere la possibilità di contrasti tra costituzione e legge ordinaria; purtroppo si sbagliava e ironia della sorte il primo caso lo coinvolse personalmente come parte in causa.

Il caso Marbury vs Madison: la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, presieduta da Marshall, era stata chiamata a decidere la controversia nella quale Marbury accusava Madison, segretario di stato del presidente americano, di non aver notificato la sua nomina a giudice nonostante il decreto presidenziale.

Si configurò un conflitto tra la costituzione americana, che non attribuiva la competenza alla Corte Suprema in questi casi, e una legge federale che invece evidenziava la competenza di emettere tali atti nei confronti di chi esercita il potere in nome degli Stati Uniti d’America.

La decisione della Corte Suprema diede ragione a Madison perché una legge non può contrastare i principi di una fonte normativa superiore come la costituzione.

 

Le riforme legislative e l’abolizione delle form of actions

La presenza di una costituzione scritta tutelata dal judicial review costituisce la prima differenza tra l’esperienza americana e quella inglese; la seconda è relativa all’organizzazione giudiziaria.

Infatti dopo il tentativo fallito di uniformare il sistema al common law inglese, nel periodo successivo all’indipendenza vennero attuate riforme come il criterio di eleggibilità dei giudici, eletti ora non più dal governatore ma dai cittadini e i modi di accesso alla giustizia, con lo scopo di renderla più accessibile.

Queste riforme vennero fornite nel “field code” introdotto a New York nel 1848 e adottato in tutti gli altri stati; questo codice anticipa le riforme inglesi di abolizione delle form of actions e della fusione tra common law ed equity.

 

La letteratura giuridica americana e le università

Negli U.S.A. la letteratura giuridica ebbe più successo che in Inghilterra; infatti numerosi furono i testi elaborati sulla base dei commentari di Blackstone.

Il successo letterario in America era dovuto alla necessità per uno stato così vasto di disporre di metodi di apprendimento per gli aspiranti giuristi e di indirizzare i giudici federali nell’esercizio della loro professione.

Tuttavia ciò non era sufficiente per una formazione completa; nacquero così le prime scuole serali fino ad arrivare alle università (la prima fu la law school di Harvard nel 1871).

La didattica si basava sull’analisi di casi giudiziari che gli studenti dovevano leggere e studiare fornendo un’interpretazione applicando il ragionamento giuridico.

 

La politica americana e il New Deal

Con New Deal si intende il piano di riforme economiche e sociali promosso dal presidente americano Roosevelt tra il 1933 e il 1937, allo scopo di risollevare il paese dalla grande depressione che aveva travolto gli Stati Uniti d’America.

Il New Deal fu un lungo esperimento che anticipò il Welfare State, comportando un aumento degli oneri burocratici per il governo federale nel controllo di tutti gli aspetti dell’economia; questa politica basata sulla distribuzione dei redditi tra le varie fasce sociali portò ad uno scontro di mentalità concretizzatosi in ideologie politiche: repubblicani conservatori contro democratici conservatori.

 

Il sistema americano vigente: l’ordinamento federale e il sistema giudiziario

Oggi gli Stati Uniti d’America si presentano come uno stato federale composto da tanti sistemi giuridici quanti sono gli stati federati.

Nell’ordinamento americano bisogna distinguere il sistema federale e quello dei singoli stati: ogni stato prevede tre gradi di organi giurisdizionali e al vertice la corte suprema; il sistema giudiziario federale prevede un 1°grado di giudizio davanti alle corti distrettuali, un 2°grado davanti ad una corte federale d’appello che comprende una pluralità di stati ed infine la corte suprema federale.

Accanto alle corti ordinarie esistono anche numerose corti speciali.

Sia a livello statale, sia a livello federale la distinzione fondamentale tra corti di 1°grado e corti di 2°grado è che le prime si occupano delle questioni di fatto e di diritto, mentre le seconde solo di quelle di diritto.

Nel 1934 il Congresso federale ha delegato alla Corte Suprema il compito di redigere norme di procedura valide per l’intero sistema federale; successivamente fu approvato un regolamento noto come “federal rules of civil procedure” cui si uniformarono anche le legislazioni dei singoli stati.

 

La legislazione federale e statale

La produzione di norme giuridiche è affidata al potere legislativo, giudiziario e regolamentare affidato ad organi amministrativi.

La costituzione federale affida al Congresso la competenza legislativa su determinate materie, mentre tutte le altre sono affidate alle legislazioni statali.

Nel XX secolo il Congresso ha legiferato molto in materia economica grazie all’interpretazione estensiva del commercial clause da parte della Corte Suprema federale; ciò ha permesso di costituire il diritto pubblico dell’economia americana.

 

La competenza giurisdizionale e la questione del federal common law

La costituzione federale prevede che i giudici federali abbiano giurisdizione per tutte le controversie in materie regolate dalla stessa costituzione, da leggi federali e dai trattati internazionali in cui le parti siano ambasciatori, gli U.S.A. o due stati, un cittadino e uno straniero.

Il judiciary act del 1789 prevedeva che i giudici federali dovessero applicare the laws of several states.

Nel 1842 la Corte Suprema federale decise che in materia commericiale, qualora il diritto dello stato in questione non contenesse una disposizione legislativa relativa al caso in oggetto, il giudice federale doveva utilizzare il federal common law, consentendogli di creare diritto là dove nel common law dello stato era assente.

Tuttavia questo concetto, a causa del suo carattere ideologico, portò i giudici federali ad estendere il federal common law oltre la materia commerciale provocando un’antitesi tra le regole giurisprudenziali a seconda della cittadinanza delle parti.

Per questo dieci anni dopo la stessa Corte dichiarò incostituzionale l’utilizzo del federal common law.

 

Il sistema delle fonti federali e statali

Esiste un diritto federale di origine legislativa che riguarda il diritto pubblico dell’economia, contratti di lavoro, diritti della navigazione ecc.

In questi ambiti si applica la supremacy clause, e quindi i giudici statali danno la precedenza al diritto federale; ciò significa che la norma federale prevale su quella statale e che il giudice statale deve attenersi ai precedenti giudiziari dei giudici federali.

 

Una peculiarità del sistema giuridico americano: lo stare decisis

Negli U.S.A. la teoria dichiarativa del precedente giudiziario è durata per qualche tempo, ma anche in questo periodo le corti supreme dei singoli stati hanno sempre evitato di vincolarsi ai loro precedenti seguendo il modello della Corte Suprema federale che ha sempre disposto del potere di rovesciare una propria decisione precedente dichiarandola errata (overruling).

Tuttavia se la decisione precedente non è mai vincolante vi sono delle conseguenze; per questo le corti americane hanno adottato tecniche innovative come la prospective overruling che ha due obiettivi opposti: la giustizia del singolo caso e l’esigenza di adeguare il common law.

Così facendo la corte riconosce la regola nuova ma applica la vecchia, visto che la controversia è nata sulla base di quest’ultima; questa tecnica si applica solo nel contratto di proprietà.

Da ciò si evince come negli Stati Uniti il principio dello stare decisis si basi sul principio della certezza e prevedibilità del diritto.

 

Formante legislativo e gli statutes nel panorama statunitense

Oltre alla costituzione, negli Stati Uniti come in tutti gli altri sistemi i parlamentari hanno sempre legiferato (formante legislativo).

Nel XX secolo si è assistito ad un aumento impressionante della legislazione allo scopo di uniformare il diritto dello stato federale; si concretizzò con l’uniform commercial code in materia di contratti commerciali e adottato da tutti gli stati.

Gli statutes sono provvedimenti emanati dal Congresso per correggere un difetto del common law; riguardano tutti i testi legislativi eccetto la costituzione.

Infatti i clauses, espressioni verbali sulle quali si basano i principi costituzionali, possono essere interpretati dalla Corte Suprema federale.

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La Marchesina Dario

Praticante consulente del lavoro a Milano, si occupa prevalentemente di Diritto del Lavoro


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