Giustizia: l’OUA si rivolge al Guardasigilli per il via libera del decreto correttivo recante i nuovi parametri dei compensi degli avvocati

di Redazione

Anna Costagliola

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) ha inviato una lettera al Ministro di Giustizia, Paola Severino, per chiedere che si vari urgentemente il decreto di modifica dei parametri per la definizione dei compensi degli avvocati, per superare al più presto il D.M. 140/2012, assunto sulla base del decreto Cresci-Italia (D.L. 1/2012, conv. in L. 27/2012) e impugnato dall’Avvocatura davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere. Detto decreto, una volta abolito il precedente sistema tariffario, aveva affrontato in una prospettiva generale, relativa a tutte le categorie professionali regolamentate, il problema del calcolo del compenso spettante al professionista da parte dell’autorità giudiziaria in caso di mancato accordo con il cliente o di contestazione da parte di quest’ultimo. Tuttavia, da subito l’Avvocatura ha manifestato la propria decisa opposizione all’intervento riformatore del Governo, per cui il Ministero della giustizia è stato indotto a redigere un documento correttivo recante le modifiche da apportare al D.M. 140/2012 in relazione agli aspetti sui quali la prassi applicativa ha evidenziato profili di maggiore criticità. Detto decreto ha ottenuto il parere positivo dell’Avvocatura ed è già stato esaminato dal Consiglio di Stato, attendendo dolo il varo definitivo. Il presidente dell’OUA, Nicola Marino, ritiene inspiegabili le ragioni dello stallo del provvedimento, dal momento che l’approvazione della legge forense non impedisce al Ministero di Via Arenula di licenziare il decreto correttivo, anche per evitare che, fino all’approvazione dei nuovi parametri forensi di cui all’art. 13, co. 6, della L. 247/2012, l’applicazione in via analogica e nei casi previsti dallo stesso comma 6, dei parametri «generali» di cui al D.M. 140/2012, fortemente avversati dagli stessi legali.

L’OUA, in definitiva, auspica una pronta pubblicazione delle modifiche ai parametri dei compensi degli avvocati fissati dal D.M. 140/2012, giacchè il testo del provvedimento recepisce le richieste avanzate dall’Avvocatura migliorando le tariffe (fasce basse) precedentemente stabilite dal Ministero della giustizia. Sebbene l’organismo di rappresentanza politica forense nelle scorse settimane abbia avuto rassicurazioni in merito all’avvio, da parte del CNF, dell’iter di definizione del nuovo regolamento sui compensi previsto dalla legge forense (art. 13 L. 247/2012), tuttavia nelle more di questo lungo percorso, che prevede un necessario passaggio parlamentare ed è, pertanto, soggetto alle implicazioni derivanti dalla confusa situazione politica ed elettorale, l’OUA considera prioritario rispondere alla grave situazione di crisi che colpisce l’avvocatura acuita da un sistema di compensi inadeguato e punitivo.

Relativamente alla posizione degli avvocati deve considerarsi che il collegamento tra le disposizioni di cui all’art. 13 e all’art. 1, co. 3, della L. 247/2012 fa rientrare il Regolamento sui Parametri fra quelli indicati per l’attuazione della stessa legge di riforma dell’ordinamento forense. Il successivo art. 65, poi, disciplinando il regime transitorio, prevede che «fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla presente Legge si applicano, se necessario ed in quanto compatibili, le disposizioni vigenti non abrogate, anche se non richiamate». Dal collegamento di queste norme si deduce agevolmente che le disposizioni della legge, la cui attuazione dipende da un regolamento, non entrano in vigore sino all’emanazione dello specifico regolamento. Ora, sottolinea l’OUA, non v’è dubbio che le norme precedentemente adottate dal Governo con il D.M. 140/2012 non sono abrogate, la qual cosa consente al Ministro della Giustizia di emanare il decreto correttivo dei parametri, secondo lo schema concordato, senza l’acquisizione del parere del C.N.F., richiesto invece dalla nuova procedura disegnata dalla legge professionale per l’adozione del regolamento relativo ai parametri forensi.

Nella missiva inviata al Ministro della Giustizia, l’OUA conclude confidando nella favorevole valutazione della richiesta formulata al Dicastero nell’interesse di tutta l’Avvocatura.

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