Giustizia amministrativa: dal 1° luglio parte il processo telematico

Giustizia amministrativa: dal 1° luglio parte il processo telematico

Redazione

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Confermata la partenza prevista per il primo luglio. Immacolata Pisano: «Ci saranno problemi, lo sappiamo, ma otterremo maggiore efficienza e produttività». Bilanci e prospettive anche per il processo civile telematico. Giustizia a braccetto con la tecnologia e quindi in continua evoluzione.

Immacolata Pisano, magistrato e ‘Responsabile del Servizio centrale per l’informatica e le tecnologie di comunicazione’ per la giustizia amministrativa ha assicurato che sulla data «Non è previsto alcun rinvio». «Si partirà il 1° luglio. Ci saranno problemi, certo, ma alla fine otterremo maggiore efficienza e maggiore produttività».

Molti ancora i problemi da sciogliere in maniera definitiva. Dalla notifica dell’atto introduttivo, all’iscrizione a ruolo, alla copia di cortesia al giudice. Senza dimenticare, poi, la formula esecutiva e il passaggio in giudicato della sentenza, ancora cartaceo.

Tuttavia, la tecnologia risolve problemi ma ne crea anche di nuovi. La scienza deve fare, infatti, i conti con l’evoluzione e la c.d. obsolescenza. Se oggi sono ancora strumenti indispensabili la ‘posta elettronica certificata’ e la ‘firma digitale’, domani potrebbero diventare assolutamente obsoleti, col ricorso al cosiddetto ‘Spid’, ossia il ‘Sistema pubblico di identità digitale’, destinato a consentire a privati cittadini, professionisti e aziende di accedere ai servizi della pubblica amministrazione, giustizia compresa.

Francesco Cottone – coordinatore dell’‘Area Civile’ della ‘Direzione generale per sistemi informativi automatizzati’ del Ministero della Giustizia – ha certificato la adesione allo ‘Spid’: «Sì, senza dubbio ci sarà l’adesione allo ‘Spid’, e sono allo studio anche delle ipotesi per l’accesso. Resta solo da decidere il quando…».

Rimane sempre sullo sfondo la possibilità di ricorrere, in caso di problemi tecnici, alla «rimessione in termini», come evidenziato recentemente da una decisione pronunciata  dal Tar Campania.

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