Fisco e autonomie, dalle parole ai fatti

Fisco e autonomie, dalle parole ai fatti

Redazione

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di Giuseppe Manfredi

Gli enti locali sempre più decisi ad abbandonare Equitalia: l’Anci vuole creare una propria società di riscossione, il Veneto un’Agenzia fiscale regionale. Pisapia condivide, Alemanno alla finestra. Polemiche nel Lazio sull’inerzia della regione

Dalle parole ai fatti. La rivolta delle amministrazioni locali contro Equitalia e contro il sistema di riscossione delle imposte si sta tramutando in qualcosa di concreto. Che vede in prima linea i comuni, ma anche le amministrazioni regionali e provinciali. “Non è più tempo del pugno duro di Equitalia, l’episodio di Bergamo racconta lo stato di ordinaria disperazione in cui viviamo. Abbiamo una proposta alternativa: apriremo una società di riscossione dei tributi locali al servizio esclusivo dei Comuni, gestita e partecipata dall’Anci nazionale”, ha annunciato Graziano Delrio, presidente dell’Anci, in un’intervista a un quotidiano. Sarà, spiega il sindaco di Reggio Emilia, “un’agenzia meno costosa, che distingua i contribuenti in base al reddito, che adotterà pesi diversi a seconda che si tratti di un evasore o di un pensionato in bolletta”. La quota di maggioranza e il controllo saranno dell’Anci nazionale, ma “non sarà tutta in house. Attraverso un bando di gara individueremo uno o più operatori privati, soggetti che forniranno il know how organizzativo”. L’agenzia, il cui obiettivo “non è fare utili”, si occuperà sia della riscossione ordinaria, sia del recupero crediti. La differenza con Equitalia, sottolinea Delrio, è che “noi partiamo da un principio diverso. Non si può trattare allo stesso modo il pensionato che ha un appartamento di 80 mq e l’imprenditore che ha lo stesso tipo di alloggio. Prima di mettere in campo delle azioni per il recupero crediti – aggiunge – verificheremo se si tratta di un lavoratore dipendente o di un cassintegrato. Non metteremo certo ganasce fiscali per debiti da 1000 euro, come abbiamo visto accadere”. Una idea che sembra riscontrare il gradimento dei primi cittadini.  “Con l’Agenzia delle entrate c’è collaborazione, tanto più oggi che i comuni hanno un ritorno economico nella lotta all’evasione fiscale. Non sono condivisibili, invece, alcune modalità di esecuzione: non si può ricorrere alle ganasce fiscali quando l’introito non pagato dal contribuente è di poche centinaia di euro”, afferma, anche lui in un’intervista, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che in alternativa a Equitalia propone di creare “una struttura o una società controllata dagli enti locali”. “È una questione di giustizia fare pagare a tutti il dovuto, trovando gli strumenti più adeguati. Quegli stessi strumenti – sottolinea – a cui sta cercando ora di ricorrere la stessa Equitalia, prevedendo ad esempio modalità diverse di pagamento come la rateizzazione del debito. È sbagliato procedere come un carro armato”. “È opportuno che ci sia una riscossione più attenta alle esigenze del territorio e che sono rappresentate dai comuni”, fa eco il sindaco di Roma Gianni Alemanno commentando la proposta dell’Anci. “Questo – ha aggiunto – in parte deriva dalla legge e in parte dal fatto che vogliamo avere una riscossione più vicina alle esigenze dei cittadini e che sappia guardare in faccia ai cittadini. Non si può confondere l’evasore, ovvero colui che ha cercato di truffare, con un cittadino, un’impresa, una famiglia che è in difficoltà. Dobbiamo in questo momento di crisi essere molto vicini e più attenti a tutte quelle che sono le diverse esigenze, a tutti i problemi anche di povertà che sta emergendo”. Insomma, c’è evasione ed evasione, un concetto di cui in queste settimane sembrano aver preso consapevolezza anche i vertici dell’amministrazione finanziaria. Nel frattempo qualcosa si muove anche a livello regionale. Le istituzioni del Veneto devono lavorare per un’Agenzia delle entrate regionale del Veneto, ha proposto la presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, che ha inviato una lettera al presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ai presidenti delle Provincie del Veneto, ai sindaci del territorio, ai presidenti Anci e al presidente Upi. Si guarda a un’alternativa a Equitalia, che la presidente Zaccariotto ha annunciato di voler licenziare sia in Provincia sia nel Comune di San Donà di Piave, dove è sindaco. E da Zaia arriva la conferma: il presidente della Regione ha infatti confermato che è allo studio anche una sorta di agenzia regionale in sostituzione di Equitalia spiegando: “Nelle prossime settimane renderemo visibile la nostra”. E non mancano, altrove, le polemiche. “Anche l’Anci ha deciso di proporre la creazione di una società di riscossione dei tributi locali che non applichi i metodi eccessivi di Equitalia. Gli enti locali e varie regioni d’Italia (dalla Sardegna al Veneto al Piemonte, solo per citarne alcune) continuano dunque sulla strada più logica e funzionale di far nascere delle società territoriali di riscossione. E nel Lazio? Siamo fermi al palo, o meglio in Commissione bilancio”, rimarca il consigliere regionale Pd del Lazio. Marco Di Stefano, che ricorda di aver presentato ormai cinque mesi fa “una proposta di legge regionale che proponeva la creazione della società «Lazio Riscossione Spa»”.

Tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

 

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