Federalismo municipale: oggi il passaggio finale in Parlamento
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Federalismo municipale: oggi il passaggio finale in Parlamento

Redazione

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È atteso per oggi il voto (di fiducia) finale sul decreto legislativo di
attuazione del cosiddetto "federalismo municipale", che passerà
poi in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva e al Capo dello Stato
per la promulgazione.
Come è noto il varo del provvedimento è stato particolarmente faticoso:
l’esame dello schema iniziale presentato dal Governo si era concluso il 3 febbraio
senza l’espressione di un parere da parte della Commissione parlamentare per l’attuazione
del federalismo fiscale (il conteggio dei voti aveva dato una situazione di perfetta
parità). Nella stessa giornata il Consiglio dei ministri aveva proceduto
all’approvazione definitiva del testo pur in assenza di parere parlamentare. L’intervento
del Presidente della Repubblica ha però bloccato di nuovo l’iter; il Capo
dello Stato ha sottolineato come la procedura individuata dall’art. 2 della L.
42/2009 imponesse in questi casi al Governo di riferire direttamente in Aula.
Il Consiglio dei ministri ha, quindi, approvato una versione rivista del decreto
il 9 febbraio, sul quale si è già espresso il Senato con una risoluzione
di approvazione; con il passaggio odierno alla Camera si potrà avviare
alla pubblicazione il testo.
Il provvedimento prevede un radicale riassetto del sistema di tassazione e delle
quote di gettito spettanti ai Comuni. In particolare istituisce, a partire dal
2014, l’Imposta municipale unica (IMU) che sostituirà diversi tributi locali,
introduce l’ormai famosa "cedolare secca" sugli affitti (ovvero la tassazione
in misura fissa del reddito derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo)
e attribuisce ai Comuni il gettito di diversi tributi (l’intero gettito dell’Irpef
sui redditi fondiari, escluso il reddito agrario; quello relativo alle imposte
di registro e bollo sui contratti di locazione immobiliare; una quota del 30%
del gettito delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sugli atti di trasferimento
immobiliare; una quota del 21,7% nel 2011 ed al 21,6% dal 2012 del gettito della
cedolare secca sugli affitti).

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