Fake news sempre più diffuse, a quando la nuova legge?

Redazione 02/08/17
Scarica PDF Stampa
Si torna a parlare di fake news, le bufale su Internet che creano disinformazione tra gli utenti e possono portare alla diffusione virale di opinioni false e tendenziose nei confronti di eventi o singoli individui. Un disegno di legge che ha l’obiettivo di contrastare gli effetti delle fake news è stato presentato in Senato alla fine di febbraio, ma per ora le discussioni sul provvedimento restano aperte. Intanto i dati che arrivano dai gruppi di ricerca e dagli studi della Rete sono sempre più preoccupanti.

 

Ddl fake news, 5.000 euro di multa a chi diffonde bufale

Il disegno di legge sulle fake news, presentato in Senato a febbraio a firma Adele Gambaro (ALA), contiene “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online” e “garantire la trasparenza sul web”. È prevista innanzitutto, a livello più generale, una sanzione fino a 5.000 euro per chi pubblichi o diffonda tramite social media o siti di giornalismo online “notizie false, esagerate o tendenziose” che riguardino fatti manifestamente infondati.

Ma non solo: chi, diffondendo bufale su Internet, incorra anche nel reato di diffamazione potrà essere costretto a pagare anche una somma a titolo di riparazione al cittadino offeso. L’importo di tale somma aggiuntiva è determinato sia in base alla gravità della diffamazione sia in base al grado di diffusione della notizia.

 

Volume consigliato:

 

Un anno di reclusione se si desta pubblico allarme

Pene più severe, inoltre, per chi pubblica fake news che possano destare “pubblico allarme” o comunque recare danno agli interessi pubblici. È quanto previsto dal nuovo articolo 265-bis del Codice penale, che stabilisce che chi diffonde, anche a voce, tale tipologia di notizia falsa o tendenziosa sia punito con reclusione non inferiore a 12 mesi e l’ammenda fino a 5.000 euro.

Due anni per le campagne d’odio

Ancora maggiori le pene previste per chi pubblichi o diffonda bufale dirette a costruire una campagna d’odio contro un singolo individuo o contro la collettività. Date le possibili conseguenze particolarmente pericolose di questo gesto, il nuovo articolo 265-ter stabilisce che chiunque si renda responsabile di tale azione, e chiunque promuova campagne volte a minare il processo democratico, debba essere punito con la reclusione non inferiore a due anni e l’ammenda fino a 10.000 euro.

Bufale online, è sempre più difficile resistere

Mentre si aspetta una legge ad hoc che permetta di smorzare il fenomeno delle fake news, i dati dei ricercatori e degli analisti si fanno sempre più preoccupanti. Non solo le notizie false su Internet aumentano in numero e in forza pervasiva, le campagne di smascheramento e informazione hanno spesso l’effetto di renderle più popolari.

È quanto rilevato negli scorsi giorni dallo studio del gruppo di ricerca internazionale guidato da Walter Quattrociocchi, coordinatore del Css Lab alla Scuola Imt Alti Studi di Lucca. Dopo aver analizzato i dati di 54 milioni di utenti negli anni dal 2010 al 2014, il gruppo di ricerca ha infatti svelato che le cosiddette pagine di “debunking” (che teoricamente servono a smascherare le bufale) in molti casi non fanno che rendere più agguerriti gli utenti che già credono alle fake news. Insomma, l’effetto è controproducente e le notizie false ottengono sempre maggior credito.

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento