Emergenza carceri: approvato dal Consiglio dei ministri un decreto legge che modifica il codice di procedura penale

Emergenza carceri: approvato dal Consiglio dei ministri un decreto legge che modifica il codice di procedura penale

Redazione

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Approvato il 16 dicembre dal Consiglio dei ministri il pacchetto giustizia su proposta del Guardasigilli Severino. Punti fondamentali del provvedimento sono le cd. misure “svuota carceri”, la riduzione del fenomeno delle porte girevoli comportanti la carcerazione per pochi giorni, ed, infine, la previsione della reclusione presso il domicilio per i reati fino a 4 anni. Non mancano, poi, le norme per deflazionare i riti civili, uno schema di decreto per la revisione delle circoscrizioni dei Giudici di pace, la depenalizzazione dei reati puniti con la sola ammenda pecuniaria ed, infine, la Carta del detenuto.

Più in dettaglio, il provvedimento introduce due modifiche nell’art. 558 del codice di procedura penale:

a) con la prima si prevede che, nei casi di arresto in flagranza, il giudizio direttissimo debba essere necessariamente tenuto entro, e non oltre, le quarantotto ore dall’arresto, non essendo più consentito al giudice di fissare l’udienza nelle successive 48 ore;

b) con la seconda si introduce il divieto di condurre in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo. In questi casi l’arrestato dovrà essere, di norma, custodito dalle forze di polizia, salvo che ciò non sia possibile per mancanza di adeguate strutture o per altri motivi, quali lo stato di salute dell’arrestato o la sua pericolosità. In tali casi, il pubblico ministero dovrà adottare uno specifico provvedimento motivato.

La finalità di tali misure è quella di ridurre significativamente e con effetti immediati lo stato di tensione detentiva determinato dal numero di persone che transitano nelle strutture carcerarie per periodi brevissimi Il decreto-legge prevede, poi, l’innalzamento da dodici a diciotto mesi della pena detentiva che può essere scontata presso il domicilio del condannato anziché in carcere. Secondo le stime dell’amministrazione penitenziaria, sarà così possibile estendere la platea dei detenuti ammessi alla detenzione domiciliare.

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