È tutto facile, se non ci sono problemi.

È tutto facile, se non ci sono problemi.

Polito Antonio M.

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Parte prima: considerazioni preliminari.

La straordinaria velocità con la quale prodotti come l’iPod, l’iPhone ed, infine, l’iPad, tutti della società americana Apple, si sono diffusi anche tra un pubblico di utenti solitamente ‘profano’ di oggettistica e servizi tecnologicamente avanzati, distoglie spesso l’attenzione dalle reali condizioni di natura giuridica (determinate unilateralmente ed irrevocabilmente dal soggetto ‘professionista’) alle quali l’utente-consumatore si impegna.

Come spesso avviene, però, finché tutto, diciamo così, ‘fila liscio’, si tende a disinteressarsi di tali problematiche, ma quando invece emergono disservizi e/o delusioni o comunque aspetti non previsti dalla buona fede del consumatore, in genere o si rinuncia a priori a contestare alcunché (‘vabbè, starò più attento la prossima volta’, quando la perdita è limitata a pochi euro), ovvero, nel migliore dei casi, non si sa cosa fare… Scrivere una mail? Ma a chi? E in quale lingua? O andare da un avvocato? Ma quanto mi costerebbe? O andare da un’Associazione? Si, ma quale? E ce n’è una nella mia città? Ma per fare cosa, poi…?

In questa breve analisi, si affronteranno dunque alcuni degli elementi essenziali delle condizioni generali di vendita e di utilizzo dei prodotti Apple e sul negozio iTunes, e specificamente quelli che possono regolare le modalità di contestazione e/o azioni nei confronti della casa madre, per come emergono nei ‘termini e condizioni’ vigenti dell’iTunes Store (rinvenibili su www.apple.com/legal/itunes/it/terms.html).

Primo elemento da considerare: i ‘gioielli’ elettronici sopra riportati (iPod, iPhone ed iPad) non possono essere utilizzati senza il software ‘iTunes’, che si scarica gratuitamente dal sito della Apple. Tuttavia, per rendere operativo il software iTunes (e quindi i prodotti acquistati), è necessario aprire un ‘account’ fornendo i propri dati, tra i quali vi è quello (necessario, per fare acquisti) del numero della vostra carta di credito.

Dunque, per utilizzare qualsiasi ‘aggeggio’ della Apple, dovrete avere anche necessariamente un c.d. ‘Apple ID’ (attraverso il quale la casa americana svolge proprie analisi di mercato, monitorando i vostri acquisti e le vostre preferenze video e musicali, soprattutto con i recenti sotto-programmi di iTunes, ‘Ping’ e ‘Genius’, che sono tuttavia disattivabili) nonché, in caso vogliate fare acquisti, una carta di credito in corso di validità, sulla quale verranno addebitati automaticamente ed istantaneamente i vostri acquisti in-1-solo-click.

Già questi elementi possono porre qualche problema, di cui ne suggeriamo qualcuno

      1. Se non accetto le condizioni di iTunes, che faccio, posso restituire il mio acquisto e riavere i miei soldi (diritto di recesso iniziale)?

      2. Se ad un certo momento, dopo aver accettato in un primo momento le condizioni di acquisto di iTunes, queste cambiano (come fanno spesso), in termini che non intendo più accettare, che ne é del mio acquisto (diritto di recesso medio tempore)?

      3. Se non voglio più acquistare applicazioni attraverso il servizio iTunes, ho alternative?

Al di là delle risposte a questi quesiti (apparentemente negative, eccetto forse l’ultima), è in ogni caso già singolare che tali problematiche non vengano in alcun modo affrontate nei ‘termini e condizioni’ del software iTunes, e che non vengano espressamente comunicate, e tantomeno sottoscritte, prima dell’acquisto dei ‘gioiellini’ elettronici della Apple, la quale costringe di fatto i propri utenti ad accettare le proprie condizioni, ovvero a dover recedere solo dopo l’acquisto dei propri dispositivi, e si immagina soltanto con quali difficoltà!

Ricorda forse qualcosa, questa forzata inserzione di un software per l’utilizzo di un prodotto tecnologico? Un suggerimento: forse la Cyber-War dell’U.E. contro Microsoft?

Ma tali osservazioni appaiono ancora più pregnanti, lì dove si consideri che, sempre secondo i ‘termini’ di iTunes Store, il servizio “è riservato agli individui di età pari o superiore ai 13 anni”. Ma come, si direbbe, quale ragazzino di 13 anni possiede una carta di credito (si ricorda: necessaria per l’attivazione del servizio)? Ma, specifica iTunes, “se Lei è di età pari o superiore ai 13 anni ma inferiore ai 18, dovrebbe rivedere queste condizioni con l’assistenza di un genitore o un tutore per essere sicuri che sia Lei sia il Suo genitore o tutore abbiate compreso le presenti condizioni”.

Ma anche dopo tale specificazione del contratto dell’iTunes Store, i problemi principali rimangono privi di risposta, ovvero:

a) le condizioni contrattuali di iTunes possono, per espressa previsione della società americana, essere accettate da un ragazzino di 13 anni o più, e non anche / oppure dal di lui genitore / tutore, il quale dovrebbe essere solo ‘invitato’ dal minore a prenderne visione;

b) iTunes non effettua alcun controllo sulla circostanza che i genitori o i tutori del minore vengano effettivamente informati di tale loro onere (e si è così certi che un minore di 13 anni o poco più, senta come impellente tale pregnante precetto morale, lì dove ne venga a conoscenza?);

c) questo stesso minore potrebbe, anzi dovrebbe, inserire i dati di una carta di credito certamente non sua, senza che iTunes controlli che vi sia il preventivo consenso del relativo titolare (genitore, o parente, o chissà).

Dato che, per espressa previsione contrattuale, “il presente Contratto e l’utilizzo del Servizio sono regolati dalla legge italiana” (pag. 7 termini e condizioni iTunes Store), si è certi che, lì dove si avrà la necessità e la volontà di andare ‘a fondo’ su tali tematiche, la società ‘iTunes Sarl’ potrebbe trovarsi in serie difficoltà nel difendere le proprie, originali ‘condizioni’ in rapporto alla nostra comune disciplina codicistica e consumeristica…

Altro elemento fondamentale: iTunes non è Apple. Si ricorda infatti che, a seconda della contestazione che si vorrà effettuare, bisognerà capire nei confronti di chi rivolgersi. ITunes è società diversa dalla Apple, con autonomo numero di registrazione (RCS Luxembourg B 101120) ed autonoma sede legale (8, rue Heinrich Heine, L-1720 Lussemburgo) dalla casa madre americana (in Italia: Apple Retail Italia S.r.l., iscritta al registro imprese con numero 0493 5230 963, con sede in Milano, Via Monte Napoleone n.2, da http://www.apple.com/legal/sales_policies/retail_it.html).

Pertanto, ci si rivolgerà ad Apple Italia non solo in caso di difetto o malfunzionamento del prodotto fisico acquistato (computer, iPhone, ecc.), ma anche nel caso, subito dopo l’acquisto, non si intendano o non si possano accettare le condizioni di utilizzo del software iTunes (e di iTunes Store), circostanza che rende di fatto inutilizzabile l’acquisto. Di tale aspetto, oltretutto, potrebbe essere anche reso co-responsabile il venditore al dettaglio (c.d. ‘responsabilità del venditore’, ex art. 130 Codice del consumo), ma questo aspetto, nel caso di specie, essendo suscettibile di ulteriore approfondimento, non interessa direttamente le finalità del presente scritto, incentrato sulle responsabilità attribuibili ad Apple-iTunes.

Al contrario, per tutti i singoli acquisti successivi all’attivazione del prodotto e dell’account ‘Apple ID’, effettuati on-line attraverso il software iTunes (files musicali, Apps, video…), ci si dovrà rivolgere alla Società iTunes Sarl, con sede a Lussemburgo.

In ogni caso, il Giudice e/o l’autorità amministrativa (di conciliazione, per esempio) competente, sarà quella relativa al domicilio o alla residenza del consumatore, anche se l’acquisto venga effettuato on-line, in virtù degli artt. 33 – 63 D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo).

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