Divorzio breve: in quali circostanze si deve ricorrere a un legale

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Quando una coppia di fidanzati decide di intraprendere il grande passo del matrimonio pensa sia per sempre, mentre a volte non lo è, e diventati coniugi non tollerano più abitare insieme.

La legge rimedia a simili situazioni dando la possibilità di ricorrere prima alla separazione e poi al divorzio.

In passato, dopo la separazione,  si doveva aspettare anni per potere arrivare allo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale.

Oggi i tempi per divorziare sono molto più brevi.

Qualcuno si chiede se per il divorzio breve si debba ricorrere a un avvocato e se oltre a impiegare meno tempo sia possibile risparmiare denaro.

In questa sede scriveremo sulle varie questioni.

La separazione precede il divorzio

Non è quasi mai possibile divorziare senza essersi prima separati.

La legge (art. 3 L. 898/1970) prevede poche eccezioni, circostanze molto rare e gravi che non costituiscono di sicuro la regola e sono le seguenti:

Se uno dei coniugi ha commesso dei reati molto gravi, come il tentato omicidio ai danni dell’altro coniuge o di un componente della famiglia, ad esempio, l’uccisione di un figlio.

Se il matrimonio, celebrato all’estero, è stato annullato o dichiarato risolto nello Stato straniero nel quale sono state celebrate le nozze.

Se si verifica il cambiamento di sesso da parte di uno dei coniugi, con conseguente rettifica presso lo stato civile.

Se il matrimonio non è stato consumato, vale a dire, se dopo le nozze marito e moglie non hanno mai avuto rapporti sessuali.

Sono ipotesi nelle quali il vincolo matrimoniale non ha più ragione di esistere, ed è superfluo concedersi tempo per decidere se si vuole rimediare.

In presenza delle altre circostanze, che sono la maggior parte, prima di divorziare ci si deve separare.

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In che modo si effettua la separazione

La separazione dei coniugi può essere di due tipi:

 

Consensuale, quando i coniugi sono d’accordo sull’intenzione di separarsi e tra loro non esiste disaccordo in relazione a questioni economiche, all’affidamento di eventuali figli, oppure, alla richiesta di addebitare la separazione a uno dei due.

 

Giudiziale, quando tra i coniugi esistono contrasti che devono essere risolti dal giudice.

 

In che cosa consiste il divorzio breve

Quando si ottiene la separazione, il passo successivo è il divorzio, che determina lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale.

Se le nozze sono state celebrate in chiesa, il divorzio prende il nome di cessazione degli effetti civili del matrimonio, indicando che viene meno esclusivamente l’aspetto civile dell’unione, perché lo Stato non può sciogliere il vincolo religioso.

Nel 2015, è stata introdotta la possibilità di divorziare in tempi molto brevi.

Se la separazione è stata consensuale è possibile divorziare quando sono trascorsi sei mesi.

La decorrenza di questo termine varia a seconda della procedura che i coniugi hanno adottato per separarsi.

Se la separazione è avvenuta in tribunale, decorre dalla prima udienza davanti al Presidente, in presenza di separazione in Comune o di negoziazione assistita, il termine decorre dal giorno della firma dell’accordo di separazione davanti all’ufficiale di stato civile o davanti agli avvocati.

Se la separazione è stata giudiziale, il termine per divorziare è di un anno e decorre dalla data del giorno di comparizione dei coniugi davanti al Presidente del tribunale.

Quando si parla di divorzio breve, ci si rivolge in modo più appropriato al termine di sei mesi previsto se la separazione è stata consensuale.

È possibile estendere questa espressione a qualunque caso di divorzio.

Il termine di un anno è di molto inferiore rispetto ai tempi che in passato erano previsti dalla legge, prima cinque, poi tre anni.

In che modo si divorzia

Il divorzio, allo stesso modo della separazione, può essere consensuale o giudiziale, a seconda che i coniugi siano d’accordo o non lo siano sulle condizioni alle quali mettere fine al proprio rapporto.

Il divorzio giudiziale funziona allo stesso modo della separazione giudiziale.

Uno dei coniugi presenta un ricorso ed entrambi compaiono davanti al Presidente del Tribunale che si incarica dei provvedimenti più urgenti, poi la causa continua sino a quando non si arriva a una sentenza.

Le procedure di divorzio consensuale ricalcano quelle previste per la separazione, e sono:

Il divorzio congiunto in tribunale (art. 4, co. 16, L. 898/1970).

I coniugi, attraverso i loro avvocati (il legale può essere unico per entrambi) depositano un ricorso nel quale dichiarano quali siano le condizioni alle quali vorrebbero divorziare, sia dal lato economico sia da quello dell’affidamento dei figli minori, se ce ne sono.

Si tiene un’unica udienza davanti al Presidente del tribunale, che verifica che le condizioni concordate tra i coniugi siano conformi alla legge e all’interesse dei figli.

Il tribunale ratifica l’accordo.

Il divorzio con negoziazione assistita (D.L. n. 132/2014).

I coniugi stipulano un accordo di divorzio che sottoscrivono davanti ai rispettivi avvocati, i quali si incaricano della ratifica da parte del tribunale.

Il divorzio in Comune (D.L. n. 132/2014).

Allo stesso modo della separazione, i coniugi dichiarano all’Ufficiale di stato civile il contenuto del loro accordo e lo sottoscrivono.

Non è possibile ricorrere a questa procedura se i coniugi hanno concordato tra loro un trasferimento di immobili o se ci sono figli minori o non autosufficienti.

In presenza di simili circostanze, si dovrà ricorrere al divorzio in tribunale oppure attraverso negoziazione assistita.

Divorzio breve e avvocato

Quello che è stato scritto sopra dà una risposta alla domanda se per il divorzio breve si debba ricorrere a un avvocato.

La conclusione è che:

Nel divorzio davanti al tribunale è necessario che i coniugi si rivolgano a un avvocato.

Possono decidere se rivolgersi ognuno al suo legale di fiducia oppure se sceglierne uno che depositi il ricorso per entrambi.

Nel divorzio con negoziazione assistita l’accordo tra i coniugi viene concluso davanti agli avvocati, e la loro presenza è necessaria.

Anche in questo caso gli ex coniugi possono decidere di rivolgersi a un unico legale.

Nel divorzio in Comune non è necessario un avvocato.

Nel divorzio giudiziale ognuno dei coniugi dovrà avere un avvocato che lo difenda perché  si tratta  di un’autentica causa.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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