Diritto d’autore: la digitalizzazione e la diffusione delle opere orfane e delle opere fuori commercio

Diritto d’autore: la digitalizzazione e la diffusione delle opere orfane e delle opere fuori commercio

di Redazione

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Anna Costagliola

Con la circolare n. 7/2013, Assonime (Associazione fra le Società italiane per Azioni) ha illustrato, con riferimento al diritto d’autore, le iniziative volte a promuovere la digitalizzazione e la diffusione delle opere orfane e delle opere fuori commercio in attuazione dell’Agenda digitale.

Il diritto d’autore è infatti riconosciuto come il fondamento economico dell’industria creativa, dato che stimola l’innovazione, la creazione, gli investimenti e la produzione. La digitalizzazione e la diffusione di massa delle opere sono pertanto un mezzo per tutelare il patrimonio culturale europeo. Con specifico riguardo al problema delle opere orfane e delle opere fuori commercio, si ritiene in ambito europeo che la disponibilità on-line di tale materiale sia una componente essenziale per lo sviluppo dell’economia della conoscenza in Europa, e che sia indispensabile per offrire ai cittadini una vita culturale ricca e diversificata.

L’Unione europea dispone di un patrimonio culturale straordinariamente ricco. Se si considera che gran parte di questo patrimonio giace tuttavia inutilizzata negli archivi e nelle biblioteche degli Stati membri, appare evidentemente necessario, al fine di preservare la diversità culturale dell’Europa, rendere accessibili tali opere a livello transfrontaliero.

La pubblicazione su Internet o mediante altri canali di distribuzione consente di promuovere ampiamente la diversità culturale europea e di farla conoscere a chiunque. A beneficiare di ciò non sono solo i musei, le biblioteche, le emittenti radiotelevisive, gli archivi, le università o altri istituti di istruzione e scientifici, ma anche ai privati cittadini si offre la possibilità di un accesso digitale legittimo e transfrontaliero.

Per le opere orfane, ossia quelle per le quali i titolari dei diritti non sono individuati o rintracciabili, è stata adottata la direttiva 2012/28/UE, che introduce una nuova limitata eccezione al diritto d’autore rispetto a quelle già previste dalla direttiva 2001/29/CE. La nuova direttiva riguarda in particolare la digitalizzazione e messa a disposizione del pubblico di libri, riviste, opere cinematografiche o audiovisive e fonogrammi conservati negli archivi di biblioteche, istituti di istruzione, musei e istituti per il patrimonio cinematografico e sonoro.

Proposta dal Consiglio europeo nel maggio del 2011, la direttiva trae origine dalla raccomandazione sulla digitalizzazione e l’accessibilità on-line del patrimonio culturale pubblicata nel 2006, con la quale si invitavano gli Stati membri ad adottare tale normativa sulle opere orfane. La direttiva va a regolamentare uno dei tanti e diversi aspetti che intervengono nei progetti di digitalizzazione, in quanto le normative nei singoli Stati membri sul diritto d’autore nella società dell’informazione, nonostante l’attività di armonizzazione europea, sono tuttora frammentarie.

Gli Stati membri devono recepire le nuove disposizioni entro il 29 ottobre 2014.

La direttiva 2012/28/UE non riguarda, invece, le opere fuori commercio, ancora coperte dai diritti di proprietà intellettuale ma non più disponibili sui canali di vendita, in quanto non attraggono più l’interesse del mercato editoriale. Per queste la Commissione sta seguendo un approccio diverso, basato sulla promozione di accordi volontari tra le parti interessate per giungere a una digitalizzazione su larga scala delle opere disponibili presso biblioteche e altri istituti culturali. Il primo memorandum d’intesa tra le organizzazioni rappresentative a livello europeo in attuazione di questo approccio riguarda la digitalizzazione di libri e riviste scientifiche fuori commercio. I principi fondamentali del memorandum d’intesa mirano ad agevolare e a rafforzare gli accordi di licenza su base volontaria nel pieno rispetto dei diritti d’autore, riconoscendo nel contempo che i detentori dei diritti devono sempre disporre della prima opzione di digitalizzare e rendere disponibile un’opera fuori commercio. Questo memorandum costituisce una parte essenziale degli sforzi delle parti e della Commissione per far fronte alle esigenze dettate dalla digitalizzazione di massa da parte delle istituzioni culturali europee.

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