Diritto all’informazione nei procedimenti penali: pubblicato il decreto di attuazione della direttiva europea in materia

Diritto all’informazione nei procedimenti penali: pubblicato il decreto di attuazione della direttiva europea in materia

di Redazione

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 Biancamaria Consales

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (la n. 164 del 17 luglio 2014), il D.Lgs. 1° luglio 2014, n. 101, recante l’attuazione della direttiva 2012/13/UE sul diritto all’informazione nei procedimenti penali.

La direttiva in parola ha la finalità di rafforzare i diritti procedurali di indagati o imputati in procedimenti penali. Essa stabilisce norme minime comuni da applicare in materia di informazioni relative ai diritti e all’accusa, da fornire alle persone indagate o imputate per un reato, al fine di rafforzare la fiducia reciproca tra gli Stati membri.

“Il nostro ordinamento – si legge dalla relazione illustrativa del provvedimento in oggetto – riconosce rilievo costituzionale al diritto della persona accusata di un reato di essere, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico, ai sensi dell’art. 111, commi primo e terzo. É evidente come il c.d. giusto processo non possa prescindere dal diritto della persona accusata di essere tempestivamente informata dei diritti e delle facoltà concesse dall’ordinamento processuale, al fine di comprendere appieno l’addebito e di disporre del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa.

Deve, peraltro, sottolinearsi come tale diritto, intrinsecamente connesso con il diritto difesa, è garantito in egual misura agli indagati e agli imputati, in base alla disposizione generale contenuta nell’art. 61 del codice di procedura penale, che, come noto, estende i diritti e le garanzie dell’imputato alla persona sottoposta alle indagini preliminari”.

Dunque, le previsioni contenute nel provvedimento sono indirizzate a rendere effettivo tale diritto individuale, in linea con le disposizioni sovranazionali contenute nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (artt. 47 e 48, paragrafo 2) e nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo (art. 6, lett. a).

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