Direttiva servizi: all’esame del Governo il correttivo del decreto attuativo

Direttiva servizi: all’esame del Governo il correttivo del decreto attuativo

Redazione

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Anna Costagliola

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione tenutasi lo scorso 30 aprile, ha esaminato in via preliminare lo schema di decreto legislativo correttivo del D.Lgs. 59/2010, attuativo della direttiva 2006/123/CE (cd. Direttiva servizi). Il provvedimento reca alcuni necessari correttivi all’originario decreto legislativo che ha recepito la «Direttiva servizi», con cui è stato armonizzato a livello europeo l’accesso e l’esercizio delle attività economiche nel settore terziario.

Come specificato nella nota diffusa dallo stesso Consiglio dei Ministri, a distanza di quasi due anni dall’attuazione della citata direttiva, si è resa necessaria un’opera di aggiornamento della normativa per potenziare lo sviluppo e la competitività, in particolare, delle piccole e medie imprese. Obiettivi del provvedimento sono innanzitutto la semplificazione e lo snellimento delle procedure di inizio attività nel settore dei servizi, mediante la previsione di misure che rendano più agevole la dimostrazione delle condizioni di accesso e dei requisiti per lo svolgimento delle attività commerciali.

Nella indicata direzione, rilevano in primo luogo le modifiche riguardanti l’accesso alle attività economiche attraverso l’introduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), come da ultimo modificata dal D.L. 5/2012 sulle semplificazioni, che sostituisce la precedente Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). La SCIA prende, infatti, il posto della DIA anche per le vendite per corrispondenza, televisione e altri sistemi di comunicazione, per le vendite al domicilio del consumatore, per le attività di intermediazione commerciale e di affari, per quelle di agenti e rappresentanti di commercio, per gli spedizionieri.

In alcuni casi, come per lo svolgimento di attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande durante sagre e fiere, non è prevista la necessità di alcuna autorizzazione espressa né la ricorrenza di altri requisiti previsti abitualmente a carico del titolare. Nei casi, invece, in cui resta la necessità di autorizzazioni, si prevede che si applichi, salvo le eccezioni di legge, l’istituto del silenzio assenso. Tali misure mirano a rendere molto più rapido e semplice l’avvio delle nuove attività nel settore dei servizi.

Modifiche alle condizioni di accesso e di esercizio delle attività commerciali sono anche previste con riguardo al profilo della inibizione allo svolgimento di dette attività. lo schema correttivo, infatti, dispone che non possono accedere a queste attività i destinatari di misure di sicurezza (detentive e non), chiarendo che le misure patrimoniali non sono invece ostative in considerazione del loro carattere preventivo.

Il provvedimento contiene numerosi interventi puntuali di immediata semplificazione, riguardanti le attività di commercio all’ingrosso nel settore alimentare, di facchinaggio, di intermediazione commerciale e di affari, di spedizioniere, di acconciatore, di estetista, di lavanderia e di disciplina dei magazzini generali e dei mulini.

Ancora, è disposta l’abrogazione di alcuni Albi e Ruoli, fra i quali i commissionari, i mandatari, gli stimatori e pesatori pubblici, ed i mediatori per le unità da diporto.

Ulteriore, importante aspetto caratterizzante il decreto in itinere concerne la estensione, a garanzia di una maggiore e più efficace tutela dei consumatori, dell’ambito di applicazione dell’azione inibitoria a tutela degli interessi collettivi anche ai casi di controversie tra utenti e prestatori di servizi, mediante l’aggiunta di una nuova lettera b-bis) al comma 1 dell’art. 139 del Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005).

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