Direttiva qualifiche: dall’Europarlamento il sì alle modifiche che prevedono l’introduzione di una carta professionale europea

Direttiva qualifiche: dall’Europarlamento il sì alle modifiche che prevedono l’introduzione di una carta professionale europea

Redazione

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Anna Costagliola

La proposta di legge approvata il 9 ottobre scorso dal Parlamento europeo contempla rilevanti modifiche alla Direttiva n. 2005/36/Ce relativa alle qualifica professionali prevedendo l’introduzione di una tessera elettronica europea rilasciata ai titolari di una qualifica professionale, tra cui medici, farmacisti e architetti, per agevolare l’esercizio della professione in qualsiasi Stato membro dell’Ue.

Le nuove norme permetteranno, pertanto, ai professionisti che desiderano accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche da parte di un altro Stato membro, di optare per la tessera europea delle qualifiche professionali. L’importanza di una tale novità si fonda sulla consapevolezza del fatto che la mobilità professionale apporta un notevole accrescimento in termini di occupazione e competitività, per cui si è imposta l’esigenza di superare i pesanti oneri amministrativi che ancor oggi ostacolano la concreta possibilità di esercitare la propria professione all’estero. La soluzione optata, consentendo un riconoscimento più semplice e rapido delle qualifiche oltre che una riduzione dei costi amministrativi, viene incontro all’esigenza di rilanciare il mercato interno, offrire nuove opportunità professionali e soddisfare le esigenze degli Stati membri che lamentano una carenza di forza lavoro qualificata.

Le tessere professionali saranno fornite dagli Stati membri d’origine, principalmente per brevi periodi di lavoro all’estero e dallo Stato membro ospitante nel caso in cui la pratica sia stata trasferita. In tal modo si accelerano i tempi della procedura del riconoscimento, poiché il titolare di una qualifica professionale potrebbe chiedere al proprio Paese di origine di completare tutte le fasi preparatorie invece di dover far domanda presso il Paese ospitante, come avviene attualmente. Qualora uno Stato membro ospitante non adotti una decisione entro il termine stabilito dalla direttiva, la tessera professionale europea si considererà rilasciata e sarà inviata automaticamente al titolare di una qualifica professionale.

Le modifiche alla direttiva citata contemplano anche un sistema di allerta mirante a prevenire che gli operatori sanitari – tra cui medici, infermieri, veterinari e specialisti di assistenza per l’infanzia – condannati per un crimine o sottoposti a grave azione disciplinare possano esercitare la professione in un altro Stato membro. Tutti gli Stati membri dell’Ue dovrebbero essere informati di tali condanne o decisioni entro tre giorni.

In base all’attuale direttiva sulle qualifiche professionali, esistono circa 800 professioni regolamentate, di cui sette automaticamente riconosciute in tutti i Paesi membri. A tale categoria appartengono medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetrici, veterinari e architetti. Per garantire maggiore trasparenza nel mercato dei servizi professionali, la Commissione svilupperà e terrà aggiornata una banca dati delle professioni regolamentate che sarà accessibile al pubblico. In essa saranno inserite le informazioni fornite dagli Stati membri, specificando le attività contemplate da ogni professione e dimostrando che i requisiti ad esse correlati non siano discriminatori.

Si prevede anche la possibilità di un accesso parziale, ovvero la possibilità di svolgere in un altro Stato membro solo alcune delle attività riservate ad una particolare professione.

Infine, è prevista l’estensione delle disposizioni della direttiva anche ai tirocinanti: gli Stati membri potranno prevedere una durata massima della pratica professionale svolta all’estero che può essere riconosciuta.

La nuova direttiva, adottata con 596 voti favorevoli, 37 contrari e 31 astensioni, dovrà ora essere approvata formalmente dagli Stati membri.

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