La Direttiva Case Green: il punto sul ritardo italiano nell’attuazione

Direttiva Case Green: Italia in ritardo su PNRE e stop incentivi alle caldaie fossili, in infrazione UE. Il 2026 può sbloccare recepimento e riforme.

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A cura di Valentina Marengo, Partner DLA Piper e Niccolò Ubaldini, Avvocato DLA Piper
Quando, nel 2024, è stata adottata la Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici – nota come Direttiva Case Green – gli obiettivi fissati dall’Unione europea apparivano sin da subito particolarmente ambiziosi. Come rilevato anche nel precedente contributo pubblicato su Diritto.it, la portata della riforma imponeva agli Stati membri una profonda riorganizzazione del proprio quadro normativo e amministrativo, con scadenze ravvicinate e un percorso attuativo complesso.
Già allora era stato osservato da molti addetti ai lavori come la tempistica europea – basata su un articolato sistema di obiettivi intermedi e sull’obbligo di predisporre un nuovo strumento di pianificazione nazionale – potesse risultare difficilmente sostenibile. Gli sviluppi registrati sino ad oggi confermano che le criticità anticipate in fase di emanazione della direttiva si stanno pienamente manifestando.

Indice

1. Il mancato invio della prima proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici


Coerentemente a quanto anticipato da molti osservatori, è significativo che non solo l’Italia, ma anche altri importanti Stati membri dell’Unione, tra cui Francia e Germania, non abbiano ancora provveduto alla trasmissione della bozza di piano, mentre solo un numero ristretto di Paesi ha rispettato la scadenza del 2025.
L’obbligo degli Stati membri di trasmettere alla Commissione europea una prima proposta del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE) era previsto per il 31 dicembre 2025, con successiva presentazione della versione definitiva entro il 31 dicembre 2026. Alla data odierna, invece, l’Italia non ha ancora trasmesso tale proposta preliminare, con le conseguenti ripercussioni sull’intero cronoprogramma procedurale previsto dalla direttiva per giungere all’approvazione del piano definitivo, comprese le fasi di consultazione e di valutazione da parte della Commissione.

2. La procedura di infrazione per gli incentivi alle caldaie a combustibili fossili


Accanto agli obblighi programmatori, la Direttiva Case Green ha introdotto anche scadenze immediate. Tra queste, la più rilevante è la cessazione degli incentivi per l’installazione di caldaie alimentate da combustibili fossili, con effetto dal 1° gennaio 2025.
Anche tale obbligo è stato disatteso dallo Stato italiano, motivo per cui l’Italia è già interessata da una procedura di infrazione europea per non aver eliminato gli incentivi alle caldaie a combustibili fossili entro il termine previsto.
Il quadro normativo nazionale continua, infatti, a prevedere agevolazioni per tali impianti, nonostante l’obbligo europeo fosse immediatamente operativo e autonomo rispetto al termine generale di recepimento del 29 maggio 2026.

3. Recepimento nazionale: un quadro ancora in movimento


In linea con il ritardo accumulato sugli obblighi di applicazione immediata della direttiva, il recepimento della direttiva sembra non essere incluso negli obiettivi a medio termine del legislatore nazionale.
La Legge di delegazione europea del 2025, allo stato, non include infatti la Direttiva Case Green tra la normativa europea oggetto di recepimento.
Dalla documentazione parlamentare reperibile pubblicamente emergono soltanto proposte emendative alla legge di delegazione europea che, però, non risultano recepite.

4. Prospettive per il 2026


Il mancato invio del PNRE e l’avvio della procedura di infrazione segnano un punto di attenzione rilevante per il percorso italiano di attuazione della Direttiva Case Green.
L’anno 2026 sarà quindi decisivo per verificare un eventuale cambiamento di strategia del legislatore italiano e, verosimilmente, l’anno in cui la bozza di PNRE – che costituisce lo strumento programmatico centrale della direttiva – dovrà essere finalmente formalizzata.

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