Derivati, enti locali in azione

Derivati, enti locali in azione

Redazione

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Si attende la sentenza del Consiglio di Stato che darà un appiglio per sterilizzare i contratti, intanto la Regione Toscana ha deciso di procedere in autotutela all’annullamento degli atti riguardanti i Galileo Bond. Per le p.a. italiane la partita vale oltre 30 miliardi di euro

Articolo di Giuseppe Manfredi tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

Enti locali in azione per rientrare dal flop dei derivati. Mentre dovrebbe essere a breve ufficializzata una sentenza del Consiglio di stato che consentire alle amministrazioni di procedere in autotutela a sterilizzare l’effetto dei contratti (l’impegno complessivo delle p.a. locali si aggira intorno ai 30 miliardi di euro) la giunta regionale della Toscana ha deciso di bruciare le tappe e ha  avviato l’iter per l’annullamento proprio in autotutela degli atti che riguardano la sottoscrizione dei contratti in derivati che riguardano il prestito obbligazionario dei cosiddetti Galileo Bond, sottoscritti nel 2002. La giunta regionale, però, ha deciso di non procedere alla sospensione dei pagamenti, come fatto in precedenza da altri enti, in primo luogo il Comune di Firenze. La decisione arriva dopo una fase di verifica sui contratti, avviata nei giorni scorsi dagli uffici su mandato dell’esecutivo regionale. La giunta ha inoltre deciso di costituirsi nel giudizio presso l’Alta corte di giustizia di Londra utilizzando un difensore inglese e un esperto in derivati. Per questo in bilancio sono stati stanziati 500 mila euro. La scadenza del 12 giugno, che riguarda contratti stipulati con le banche Merril Lynch, Ubs (oggi Societe Generale) e Deutsche Bank, sarà comunque onorata, come ha annunciato l’Assessore al bilancio e ai tributi, Riccardo Nencini.  I contratti derivati sottoscritti dall’amministrazione regionale sono 22 e quelli attivi oggi sono 7. Nel rapporto sul debito regionale aggiornato al 31 dicembre 2010 si legge che il debito complessivo della Regione Toscana è pari a circa 1,1 miliardi di euro contratto per circa un terzo a tasso variabile coperto da contratti derivati. La giunta ha inoltre come detto deciso di costituirsi nel giudizio presso l’Alta corte di giustizia di Londra, a cui i tre istituti bancari si erano già rivolti a gennaio, utilizzando un difensore inglese e un esperto in derivati. “Se la Regione non si costituisse nel giudizio londinese, le possibilità di un recupero o di una transazion e potrebbero essere vanificate – spiega l’assessore Nencini – e lo scopo della difesa in giudizio a Londra e dell’eventuale costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso in Italia è proprio quello di recuperare somme indebitamente erogate. Ci siamo mossi solo per meglio tutelarci”.
Il debito della Regione per un terzo è contratto a tasso fisso (che rimane bloccato anche quando i tassi calano), per un terzo a tasso variabile libero di oscillare e per un terzo (430 milioni) a tasso variabile coperto appunto da derivati e quindi “assicurato”. Di questo 267 milioni riguardano i Galileo Bond. La tesi degli avvocati della Regione è che i contratti siano stati stipulati sulla base di presupposti non correttamente rappresentati dalle banche, che potrebbero anche aver violato in parte alcune norme sull’intermediazione finanziaria. Sugli swap acquistati dalla pubblica amministrazione (e non solo dalla Regione Toscana) indaga anche la procura. In particolare la Regione motiva l’atto per la presenza di costi impliciti applicati dalle banche e non rilevabili dall’amministrazione, perché la ristrutturazione del debito allora operata – sempre per quei costi impliciti – non sarebbe stata più economicamente conveniente e per l’inidoneità stessa di quei derivati a garantire quella copertura per cui erano stati stipulati. Secondo le stime della Regione e i calcoli dei periti della Procura di Firenze ci sarebbero stati costi impliciti e non rilevabili per almeno 5 milioni di euro. Lo stanziamento di mezzo milione di euro per difendersi in Inghilterra è una delle misure, informa una nota, previste dalla prima variazione al bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011-13 della Regione, approvata a maggioranza dalla Commissione affari istituzionali del consiglio toscano. L’avvocato Lucia Bora, dirigente dell’Avvocatura regionale, ha spiegato alla Commissione che per queste tipologie di cause sono necessari un difensore inglese e uno specialista in materie di derivati, competenze che l’Avvocatura toscana non possiede. Lo scopo della difesa in giudizio a Londra e dell’eventuale costituzione di parte civile nel procedimento penale in Italia è quello di recuperare somme indebitamente erogate anche in via transattiva. I consiglieri del Pdl Alessandro Antichi e Alberto Magnolfi hanno stigmatizzato il comportamento della Giunta regionale affermando che, poiché è in corso un’inchiesta giudiziaria, si doveva aspettare l’esito di questa inchiesta prima di prevedere eventuali spese legali di questo genere, sostenendo inoltre la possibilità che i “costi occulti” siano ritenuti del tutto legittimi da parte delle Corte londinese.

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