Delega fiscale: per il Cnf occorre eliminare le storture del doppio binario tra processo penale e tributario

Delega fiscale: per il Cnf occorre eliminare le storture del doppio binario tra processo penale e tributario

Redazione

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La delega al Governo per un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita, interviene su numerosi campi dell’organizzazione fiscale dello Stato ed uno di questi concerne il tema dei rapporti tra il procedimento penale e il processo tributario. Il cd. sistema del «doppio binario» può infatti condurre a risultati paradossali, potendo gli esiti rispettivi dei due processi risultare di segno diametralmente opposto (colpevole per il processo penale, innocente per l’amministrazione tributaria; o viceversa).

Antonio Damascelli, coordinatore della commissione per le problematiche tributarie del Consiglio Nazionale Forense, nel corso del convegno organizzato a Roma dal titolo «Due bilance della giustizia a confronto: processo tributario e processo penale», per superare questa impasse, ha suggerito di cogliere l’occasione dell’approvazione, da parte del Parlamento, della delega fiscale e consentire l’ interrelazione tra i due processi, così evitando le criticità che derivano dal regime del doppio binario. E’ stato infatti sottolineato come la regola del doppio binario comporti gravi riflessi operativi se si considera che il processo penale, che pure presenta aspetti di maggiore garanzia per il contribuente/imputato rispetto al processo tributario (per esempio grazie alla presunzione di non colpevolezza o al regime delle prove), va irrimediabilmente avanti pur se i fatti-presupposto non abbiano più alcuna rilevanza fiscale. Ad esempio potrebbe accadere che in fase cautelare penale sia disposto il sequestro di un’azienda finalizzato alla confisca mentre, nel parallelo processo tributario, l’avviso di accertamento viene annullato. Potrebbe pertanto cadere lo stesso presupposto di fatto della misura cautelare e il danno derivante da essa diventa irreparabile.

La Corte di Cassazione, in verità, ha già intaccato la graniticità del principio con regole di «buon senso», che introducono timidi segnali di osmosi tra i due processi. Per la Corte, ad esempio, la violazione tributaria accertata legittima la denuncia alla Procura, che potrà servirsene come elemento presuntivo anche se non come prova per la condanna. I tempi appaiono dunque maturi perché il legislatore affronti la questione magari nella delega fiscale, anche per evitare derive preoccupanti.

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