Decreto sviluppo: nullo il rigetto dell’istanza del privato se la PA non ha pubblicato i documenti

Decreto sviluppo: nullo il rigetto dell’istanza del privato se la PA non ha pubblicato i documenti

Redazione

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Le pubbliche amministrazioni devono pubblicare sul proprio sito istituzionale l’elenco degli atti e documenti necessari per ottenere provvedimenti amministrativi; altri atti o documenti possono essere richiesti solo se strettamente necessari e non possono costituire ragione di rigetto dell’istanza del privato.

È quanto affermato dal decreto sviluppo all’art. 6 nell’ottica di semplificare gli oneri e gravanti sulle piccole e medie imprese.

Discende dai princìpi generali di correttezza, buon andamento, imparzialità e legalità dell’azione amministrativa, acclarati all’art. 97 della Carta fondamentale, l’esistenza del dovere di provvedere della pubblica amministrazione. ogniqualvolta si siano determinate le condizioni per l’esercizio da parte di essa di un determinato potere.

In tal senso l’art. 2, della legge sul procedimento amministrativo, L. 241/1990, espressamente ha sancito l’obbligo della P.A. di concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso, nel termine stabilito dalle pubbliche amministrazioni per i singoli procedimenti o, in mancanza di detta determinazione, in quello legale di 30 giorni dall’avvio.

Di qui, la generalizzazione dell’obbligo di conclusione esplicita del procedimento amministrativo e l’illegittimità dei comportamenti omissivi della amministrazione procedente

Ora, il legislatore nella manovra di sviluppo economico, varata lo scorso 6 maggio, ha inteso conferire maggiore pregnanza alla posizione sostanziale del privato in attesa dell’accoglimento della sua istanza a provvedere. Nei successivi commi dell’art. 6 del decreto sviluppo si specifica infatti che l’omessa pubblicazione sui propri siti istituzionali non legittima l’amministrazione procedente a rigettare l’stanza, motivando il provvedimento di diniego con la mancata produzione di un atto o documento; la P.A., piuttosto, deve invitare l’istante a regolarizzare la documentazione in un termine congruo. Il provvedimento di diniego eventualmente emanato è nullo. Il mancato adempimento dell’obbligo di pubblicazione previsto a carico delle amministrazioni è inoltre valutato ai fini della attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.

Nel caso di procedimenti di cui all’articolo 19 L. 241/1990 (segnalazione certificata di inizio attività), la mancata regolarizzazione dei documenti su invito dell’amministrazione legittima comunque l’istante ad iniziare l’attività dalla data di presentazione della segnalazione certificata. (Lilla Laperuta)

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