Decreto Semplificazioni 2019: in materia di lavoro, salute e fisco

Decreto Semplificazioni 2019: tutte le novità

Redazione

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Il Consiglio di Ministri non ha solo introdotto il decreto fiscale e il decreto di Bilancio, ma ha approvato un inatteso Decreto semplificazioni.

Il testo del decreto sulle semplificazioni, in materia di fisco e lavoro, introduce importanti interventi di deburocratizzazione, volti alla tutela della salute e alle politiche attive per il lavoro.

Le novità introdotte in sintesi

Sono molte le novità previste dal Governo con il decreto approvato il 15 ottobre 2018.
Tra le misure di semplificazione per il lavoro è prevista la proroga della CIGS, il trattamento di mobilità in deroga, nonché importanti semplificazioni burocratiche per le startup e per le partite IVA.
Alcune novità risultano anche per le assicurazioni RC auto, con sconti per le province in cui si registrano meno incidenti e con la possibilità di passare facilmente ad un’altra compagnia.

Le novità per il lavoro

Nello specifico il Decreto semplificazioni 2019 contiene disposizioni in materia di:

-CIGS per riorganizzazione o crisi aziendale, a tal riguardo si consente la proroga degli ammortizzatori sociali per il 2018 e 2019 per le imprese con più di 100 dipendenti, che abbiano problemi occupazionali. La cassa integrazione può essere concessa per 12 mesi per riorganizzazione aziendale e sei mesi per il caso di crisi;

– il trattamento di mobilità in deroga è concesso per 12 mesi a favore di quei lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018 a condizione che a questi lavoratori siano applicate misure di politica attiva. La stessa misura si applica ai i lavoratori dell’area di Termini Imerese e Gela che godono di tale trattamento dal 2016.

-riforma della governance dell’Agenzia nazionale per il lavoro (Anpal);
abolizione del libro unico del lavoro;
-semplificazione del rapporto biennale del personale;
-semplificazione in materia di imprese dello spettacolo;
-semplificazione del deposito dei contratti collettivi;
-semplificazione in materia di appalti;
-semplificazione della gestione separata.

Per lo sviluppo economico

Quanto allo sviluppo economico, nel testo del decreto sono contenute le seguenti misure:
-semplificazione per le imprese agro-alimentari,
-riduzione oneri per le start-up, le piccole e medie imprese innovative e gli incubatori;
-riduzione di oneri informativi e obblighi delle imprese;
-snellimento delle procedure per la costituzione di società di capitali;
-definizione dei registri distribuiti (blockchain) e sostegno, con un fondo di venture capital con Cassa Depositi e Prestiti per investire nelle startup innovative e si creato un fondo blockchain per utilizzare questa tecnologia a sostegno del made in Italy;
-incentivazione utilizzo strumenti di notificazione telematica;
-norma “Bramini” – si introducono norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato;
-disposizioni per favorire la circolazione degli immobili oggetto di donazione;
-esenzioni in materia di invenzioni dei ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca;
-RC auto equa sul territorio .

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Decreto semplificazioni 2019: le novità in materia di salute e vaccini

Il decreto tratta anche le materie legate al mondo della salute, farmaceutico e soprattutto ai vaccini.
Il testo introduce le seguenti novità:
-transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica;
-commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario (viene prevista -l’incompatibilità della figura del commissario con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione);
-istituzione della Anagrafe nazionale vaccini, con l’obiettivo di monitorare i programmi vaccinali sul territorio;
-istituzione del fondo per la riduzione delle liste d’attesa.

Le Ferrovie dello Stato

Da ultimo, è stata affrontata la tematica legata al taglio dei costi della politica nelle Regioni a statuto ordinario, speciale e nelle province autonome, mediante il calcolo contributivo dei vitalizi derivanti da mandato elettivo regionale. Nello specifico è stato stabilito il blocco del trasferimento dei fondi per i vitalizi alle Regioni che non ne prevedano l’abolizione.
E’ stato dato l’ok per la spesa di 40 milioni di euro per il 2018 per finanziare la parte servizi 2016/2021, del contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e Ferrovie dello Stato, l’assegnazione di 735 milioni di euro per il fondo di garanzia per le PMI, e sono stanziati ulteriori fondi per la città di Genova.

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